Michele Cianci. <span>Foto Ida Vinella</span>
Michele Cianci. Foto Ida Vinella
La città

Revoca amministratore Bar.S.A., la lettera dell'avv. Cianci

«Io sono a posto con la mia coscienza», il saluto a tutti i dipendenti e lo staff di Bar.S.A.

Nella mattinata odierna è stata ufficializzata la revoca dell'incarico di amministratore unico di Bar.S.A. all'avvocato Michele Cianci.

Il legale, presente all'assemblea dei soci in videoconferenza, ha declamato la seguente lettera indirizzata al sindaco Cannito:
«Egregio Sig. Sindaco,
dal Consiglio Comunale del 03 ottobre ho appreso della mia revoca alla quale non potrò sottrarmi.
Intuisco che le motivazioni di tale scelta siano rinvenibili in una sorta di etica elevata, pura e cristallina che la politica mi chiede e non dubito che sia caratteristica intrinseca proprio di questa politica anzi di quella parte politica che me lo chiede e che quotidianamente dimostra e ha dimostrato.
A seguito di ciò, giova precisare che non intendo, oggi più che mai, rassegnare le mie dimissioni, in quanto le contestazioni, che mi vengono mosse dalla Procura di Brescia e per le quali mi dichiaro assolutamente estraneo, non riguardano fatti inerenti il mio operato in qualità di Amministratore BAR.S.A. S.p.a..
Della revoca ne prendo atto.
Io sono a posto con la mia coscienza, così come spero lo sia quella parte politica che L'ha spinto incondizionatamente verso tale decisione.
Egregio Sig. Sindaco, io ho apprezzato ed apprezzerò per sempre la Sua determinazione nella mia nomina prima e nella successiva riconferma, così come hanno apprezzato i cittadini che L'hanno riconfermata.
Mi sia concesso, però, di partire da un assoluto, quella presunzione di non colpevolezza garantita dalla Costituzione e certamente ben più ampia della presunzione di innocenza stabilita dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Ed in quanto non colpevolezza mi sento di escluderlo fortemente dalle motivazioni alla base della Sua revoca.
Oggi, più che mai, mi tornano alla memoria le sofferenze di Enzo Tortora e della sua famiglia, ovvero quel grave senso di impotenza di fronte alle Istituzioni che, talvolta, sembrano schiacciarti. E se queste ultime sono per me fonte di totale rispetto, non posso ritenere altrettanto equilibrate certe valutazioni più "umorali" da una parte politica, sedicente sana, che tanto sanno di processo sommario, assolutamente interessato, con sentenza già scritta.
Preciso, ancora una volta, visto che ce ne è bisogno, che le dette contestazioni mosse a un innocente, fino a passaggio in giudicato della possibile sentenza di condanna, non attengono in alcun modo alla mia attività di amministratore unico della BAR.S.A. S.p.a..
Giova ripeterlo, "innocente" o con maggiore precisione "non colpevole" come ben leggibile dal dettato costituzionale che risulta addirittura categorico. Vi è un'ipotesi d'accusa verso la quale posso nutrire tanti sentimenti contrastanti, ma di uno ne sono sicuro: sono estraneo a quei fatti e l'ipotesi di accusa resta tale!
Fino a quando non si giungerà a sentenza definitiva, è in assoluto qualcosa che non grava sulla mia persona.
Si deve, come anzidetto, presumere che io sia "non colpevole" in onore al garantismo che permea tutto il dettato costituzionale e a cui, non dubito, ognuno dei miei interlocutori è debitore, fino a prova contraria.
Tengo a specificare che la custodia cautelare impostami, con la sola prescrizione della permanenza in casa, non pregiudica, in alcun modo, la mia attività di A.U. come riportato – nero su bianco – sulla ordinanza comunicatami dalla Magistratura bresciana, tant'è che in questo periodo ho proseguito normalmente la mia attività senza alcuna riduzione, forzatura o rimando, in totale responsabilità e così avrei potuto continuare a fare.
Egregio Sig. Sindaco, io La capisco e capisco i Suoi "condizionamenti" e pertanto la mia stima nei Suoi confronti rimane immutata.
La capisco perché Lei deve, in questo momento storico della nostra città, aver riguardo alla "ragion di Stato".
Tuttavia, Le faccio presente che da quando Lei mi ha concesso il privilegio di rappresentare Codesta Società, ho sempre agito onorevolmente per l'interesse pubblico e nell'interesse di tutti i cittadini, nessuno escluso, a prescindere dalla propria appartenenza politica e soprattutto sociale.
Proprio dai cittadini, da quei numerosissimi cittadini che hanno nominato i propri rappresentanti in consiglio comunale, ho ricevuto, in un momento così buio, grande solidarietà che, non Le nascondo, continua ad essere di grande aiuto per superare alcuni attimi in cui lo scoramento sembra diventare preponderante.
Ho sacrificato la mia famiglia e la mia attività professionale per essere sempre presente in Azienda e dare il massimo e di ciò Le chiedo l'onestà di darmene gran conto.
Difatti, anche quest'anno, BAR.S.A. S.p.a. avrà modo di chiudere con un attivo importante ovvero con danaro che sarà restituito alle casse comunali e che sarà rigenerato per offrire maggiori risorse ai nostri concittadini.
Concludo dicendo che in un momento umanamente difficile mi aspettavo maggiore comprensione da parte della politica ovvero da parte di coloro che rappresentano la cittadinanza tutta – o, quantomeno, se anche si volesse a tutti i costi contestarmi, avrei di gran lunga preferito un aut aut radicato su motivazioni certe, evidenti, connesse al mio operato e non ad un evento terzo, accidentale e di natura personale.
Ringrazio tutti i dipendenti Bar.S.A., nessuno escluso e auguro, con tutto il cuore, a chi mi succederà di condurre questa splendida macchina meglio di quanto ho fatto io.
Ringrazio soprattutto Lei, i dirigenti e i responsabili Bar.S.A., gli operatori del rifugio per cani nonché l'ufficio stampa, che hanno curato con grande amore e dedizione la nostra città e che continueranno a farlo».
  • Bar.S.A.
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