.jpg)
La città
Omaggio a Jorge Luis Borges a quaranta anni dalla scomparsa (14 giugno 1986-2026), ricordando Italo Calvino e Umberto Eco
La riflessione dello scrittore e saggista Giuseppe Lagrasta
Barletta - domenica 14 giugno 2026
Celebrare lo scrittore argentino Jorge Luis Borges a quarant'anni dalla scomparsa è motivo di riflessione sulla letteratura fantastica che nel corso del tempo, ha catturato le emozioni e l'interesse di numerosi lettori. Incontrare lo "scrittore Borges" ha rappresentato un colpo di fulmine, sia per la conoscenza delle strutture della narrazione breve sia sui processi che hanno caratterizzato la composizione poetica, non tralasciando le considerazioni sottese alla struttura del Labirinto e al ruolo della metafora della Biblioteca di Babele, della memoria di Funes e dell'Aleph. Da questi orizzonti di senso scaturiscono emblemi e cifre stilistiche che per lo scrittore argentino hanno rappresentato motivi di interesse sia filosofico, che antropologico e letterario. Jorge Luis Borges, è un grande classico della letteratura, perché ha comunicato, attraverso la descrizione di metafore e di allegorie sontuose il gioco degli specchi e la luce del prisma. Come autore di racconti fantastici ha fornito alle sue storie finali con risvolti paradossali, misteriosi e perturbanti. Il prof. Giuseppe Lagrasta, in questa nota, sottolinea gli impatti e le influenze, (stilistiche, di realtà e di anti-realtà, di invenzione di mondi, tra il mistero, il caso e i sogni), che lo scrittore argentino ha provocato in Italia, rapportandolo ad autori come Umberto Eco, Antonio Tabucchi, Leonardo Sciascia e Italo Calvino.
La scoperta della scrittura fantastica di Jorge Luis Borges, ha consentito ai lettori di conoscere uno stile narrativo ma anche poetico, di tutto rilievo, confermandosi testimonianza fondamentale per gli apprendisti narratori. Lo scrittore argentino, è riuscito, attraverso la descrizione di dettagli e la partecipazione intuitiva dei lettori, ad offrire delle strategie narrative di primaria importanza che lo hanno supportato nel dare alle sue storie degli incipit e dei finali narrativi, con risvolti fantastici e perturbanti. Sono famose le risonanze e le dissonanze interiori vissute dai protagonisti dei suoi racconti, e provocate dal sistema di narrazione fantastica e paradossale dello scrittore argentino, tra giochi di maschere e interiorità debordanti. J. L. Borges, scrittore dall'efficace racconto breve, e anche autore di meravigliosi saggi con una profondità che ha saputo donare alla brevità della sua prosa, lo scatto dell'oro delle tigri, la pazienza del ragno, il fascino del labirinto, la passione per gli animali fantastici, la cura nella costruzione delle storie poliziesche, stimolando nei lettori, la partecipazione emotiva nello scoprire vite immaginarie intrecciate a vite quotidiane. Non sono infrequenti le narrazioni autobiografiche in cui la realtà e il sogno si fondono, ponendo al centro della storia un protagonista sognante e irriverente, che ad un tratto, si trasforma in assassino o in vittima predestinata.
La narrazione di Jorge L. Borges, vibrante, per immagini luminose, per rifrazioni metaforiche e per associazioni fantastiche, innervata a un sistema di ricerca del dettaglio, del frammento, delle scissioni emotive per dedizioni ai miti, esprime con figure misteriose, una scrittura che si trasforma in una lamella di fuoco, in esplosioni di parole-lapilli. Tali illuminazioni sono fuochi d'artificio composti da iconologie e iconografie, allegorie e metafore, tese a sedurre il lettore e a fargli scoprire le ipotesi, le fedi, gli agnosticismi e gli eterni problemi esistenziali e politici, testimonianze di un mondo labirintico, dove soltanto lo stupore e la meraviglia, rendono l'esistenza densa di seduzioni e sogni di sogni, altrimenti, ci sarebbe da scoprire soltanto la stasi gnomica di un silenzio mortale.
L'influenza della narrazione e della produzione letteraria promossa dalla scrittura narrativa di J. L. Borges in Italia, conferma che il Nostro, ha riscosso notevole interesse da parte di scrittori come: Italo Calvino, Umberto Eco, Leonardo Sciascia e Antonio Tabucchi. L'intreccio comparativo e di reciproca influenza, tra gli scrittori italiani e lo scrittore argentino è sorto a partire dal 1955, anno in cui è stato pubblicato in Italia La Biblioteca di Babele, per Einaudi, con la traduzione di Franco Lucentini. La scoperta dell'autore ha permesso ai nostri autori, di rilevare una serie di influenze, di suggestioni, di riflessioni, di motivi ricorrenti, legati l'un l'altro, e addomesticati da ogni autore ai fini della propria produzione creativa. Italo Calvino scrive nelle Lezioni Americane, che: "Con Borges nasce una letteratura elevata al quadrato e nello stesso tempo una letteratura come estrazione della radice quadrata di se stessa: una "letteratura potenziale" per usare un termine che sarà applicato più tardi in Francia, ma i cui preannunci possono essere trovati in Ficciones (La Biblioteca di Babele) negli spunti e formule di quelle che avrebbero potuto essere le opere di un ipotetico autore chiamato Herbert Quain."
Roberto Paoli nel suo saggio "Borges e gli scrittori italiani" delinea che: "Il nome della Rosa è un giallo, ed Umberto Eco, tra l'altro, si è evidentemente interessato alle strutture poliziesche audaci e sorprendenti dei racconti di Borges. Sottolinea Umberto Eco che: "Nessuno vive nell'immediato presente: tutti colleghiamo cose ed eventi mediante il collante della memoria personale e collettiva (storia o mito che sia). (..) Questo intrico di memoria individuale e collettiva allunga la nostra vita, sia pure all'indietro, e ci fa balenare davanti agli occhi della mente una promessa di immortalità. Godere di questa memoria collettiva (attraverso il racconto degli anziani o attraverso i libri) ci pone un poco nella condizione di Borges davanti al punto magico dell'Aleph: in qualche modo nel corso della nostra vita noi possiamo rabbrividire con Napoleone, per un levarsi improvviso del vento dell'Atlantico su Sant'Elena, gioire con Enrico V per la vittoria di Azincourt, soffrire con Cesare per il tradimento di Bruto. Allora è facile capire perché la finzione narrativa ci affascina tanto."
Per quanto riguarda l'influenza di J. L. Borges nella poetica di Antonio Tabucchi, annota R. Paoli che: "Certo non sarebbe stato superfluo chiarire che "Il mondo alla rovescia" di Borges e Tabucchi non consiste in un capovolgimento carnevalesco, ma in un gioco dell'identità e dell'alterità con profondi riflessi sulla stessa sintassi del racconto. Di questa influenza, comunque la si voglia giudicare, Borges non è meno responsabile di Pessoa (almeno in relazione a Tabucchi) né di Nabokov (in relazione ad altri autori) né del nouveau roman (nel clima generale promosso dalla neoavanguardia". Per quanto attiene l'influenza di Borges sulla poetica di Leonardo Sciascia, scrive R. Paoli che: "L'impatto di Borges è riconoscibile nella struttura del giallo sciasciano. Alla stregua dell'argentino, Sciascia è un caso di lettore-scrittore, bibliofilo, colto e memorioso, che trasmette ai suoi personaggi polizieschi (magistrati e indagati, inquirenti e inquisiti) la propria personalità erudita e costella di titoli e citazioni letterarie una materia narrativa di trame e delitti inesplicabili." L'influenza che J. L. Borges ha avuto sugli scrittori italiani operanti nella prima e seconda metà del Novecento è stata notevole, in quanto ha promosso, da un lato, il superamento della stasi creativa che si era formata con il neorealismo in letteratura e in altri ambiti artistici, e dall'altro, ha consolidato e confermato, valorizzandolo, ciò che Giovanni Papini (un racconto dell'autore è stato antologizzato in una raccolta di racconti realizzata da J. L. Borges), Massimo Bontempelli, Tommaso Landolfi e Dino Buzzati avevano promosso dal punto di vista della letteratura fantastica. Tale esperienza letteraria arricchita dalla narrazione prismatica, perturbata, innovativa e a tratti fortemente sperimentale, e in continuità con la specificità fantastica, è stata condivisa e ha validato l'influenza che Dante Alighieri ha avuto sullo scrittore argentino.
La scrittura narrativa di J. L. Borges, muove da scintille di significato, da esplosioni di senso, da magiche figurazioni e il catalogo borgesiano della narrazione fantastica si alimenta di sospensioni di giudizio, interrogazioni, paradossi, mondi invisibili, destini traditi, violenze gratuite e in tutto ciò, si sottolinea come sia presente in J. L. Borges, la "Funzione Kafka"; tale funzione rappresenta il senso ultimo della metamorfosi, dell'attesa, del grido muto degli inascoltati, e riguarda lo specchio dei delitti gratuiti, prodotti dalla società vuota, effettuati senza un reale motivo, con violenze paradossali che aprono scenari sulla vita e sulla sorte, sul gioco infernale della morte che si muove alle spalle degli esseri umani, travolgendoli, improvvisamente, senza respiro e senza scampo.
Note di lettura
J. L. Borges, La Biblioteca di Babele, Einaudi, Torino, 1955;
I. Calvino, Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Garzanti, Milano, 1988;
U. Eco, Sei passeggiate nei boschi narrativi, Bompiani, 1994;
F. Flores Maio, La Biblioteca de Borges, Paripè Books, Madrid-Buenos Aires, 2025;
F. Flores Maio, Seres Imaginarios de Borges, Penguin Random House, Buenos Aires, 2022;
R. Paoli, Borges e gli scrittori Italiani, Liguori Editore, Napoli, 1997;
L. Sciascia, Cronachette, Sellerio, Palermo, 1985;
A. Tabucchi, Viaggi e altri viaggi, Feltrinelli, Milano, 2010.
Riproduzione Riservata
La scoperta della scrittura fantastica di Jorge Luis Borges, ha consentito ai lettori di conoscere uno stile narrativo ma anche poetico, di tutto rilievo, confermandosi testimonianza fondamentale per gli apprendisti narratori. Lo scrittore argentino, è riuscito, attraverso la descrizione di dettagli e la partecipazione intuitiva dei lettori, ad offrire delle strategie narrative di primaria importanza che lo hanno supportato nel dare alle sue storie degli incipit e dei finali narrativi, con risvolti fantastici e perturbanti. Sono famose le risonanze e le dissonanze interiori vissute dai protagonisti dei suoi racconti, e provocate dal sistema di narrazione fantastica e paradossale dello scrittore argentino, tra giochi di maschere e interiorità debordanti. J. L. Borges, scrittore dall'efficace racconto breve, e anche autore di meravigliosi saggi con una profondità che ha saputo donare alla brevità della sua prosa, lo scatto dell'oro delle tigri, la pazienza del ragno, il fascino del labirinto, la passione per gli animali fantastici, la cura nella costruzione delle storie poliziesche, stimolando nei lettori, la partecipazione emotiva nello scoprire vite immaginarie intrecciate a vite quotidiane. Non sono infrequenti le narrazioni autobiografiche in cui la realtà e il sogno si fondono, ponendo al centro della storia un protagonista sognante e irriverente, che ad un tratto, si trasforma in assassino o in vittima predestinata.
La narrazione di Jorge L. Borges, vibrante, per immagini luminose, per rifrazioni metaforiche e per associazioni fantastiche, innervata a un sistema di ricerca del dettaglio, del frammento, delle scissioni emotive per dedizioni ai miti, esprime con figure misteriose, una scrittura che si trasforma in una lamella di fuoco, in esplosioni di parole-lapilli. Tali illuminazioni sono fuochi d'artificio composti da iconologie e iconografie, allegorie e metafore, tese a sedurre il lettore e a fargli scoprire le ipotesi, le fedi, gli agnosticismi e gli eterni problemi esistenziali e politici, testimonianze di un mondo labirintico, dove soltanto lo stupore e la meraviglia, rendono l'esistenza densa di seduzioni e sogni di sogni, altrimenti, ci sarebbe da scoprire soltanto la stasi gnomica di un silenzio mortale.
L'influenza della narrazione e della produzione letteraria promossa dalla scrittura narrativa di J. L. Borges in Italia, conferma che il Nostro, ha riscosso notevole interesse da parte di scrittori come: Italo Calvino, Umberto Eco, Leonardo Sciascia e Antonio Tabucchi. L'intreccio comparativo e di reciproca influenza, tra gli scrittori italiani e lo scrittore argentino è sorto a partire dal 1955, anno in cui è stato pubblicato in Italia La Biblioteca di Babele, per Einaudi, con la traduzione di Franco Lucentini. La scoperta dell'autore ha permesso ai nostri autori, di rilevare una serie di influenze, di suggestioni, di riflessioni, di motivi ricorrenti, legati l'un l'altro, e addomesticati da ogni autore ai fini della propria produzione creativa. Italo Calvino scrive nelle Lezioni Americane, che: "Con Borges nasce una letteratura elevata al quadrato e nello stesso tempo una letteratura come estrazione della radice quadrata di se stessa: una "letteratura potenziale" per usare un termine che sarà applicato più tardi in Francia, ma i cui preannunci possono essere trovati in Ficciones (La Biblioteca di Babele) negli spunti e formule di quelle che avrebbero potuto essere le opere di un ipotetico autore chiamato Herbert Quain."
Roberto Paoli nel suo saggio "Borges e gli scrittori italiani" delinea che: "Il nome della Rosa è un giallo, ed Umberto Eco, tra l'altro, si è evidentemente interessato alle strutture poliziesche audaci e sorprendenti dei racconti di Borges. Sottolinea Umberto Eco che: "Nessuno vive nell'immediato presente: tutti colleghiamo cose ed eventi mediante il collante della memoria personale e collettiva (storia o mito che sia). (..) Questo intrico di memoria individuale e collettiva allunga la nostra vita, sia pure all'indietro, e ci fa balenare davanti agli occhi della mente una promessa di immortalità. Godere di questa memoria collettiva (attraverso il racconto degli anziani o attraverso i libri) ci pone un poco nella condizione di Borges davanti al punto magico dell'Aleph: in qualche modo nel corso della nostra vita noi possiamo rabbrividire con Napoleone, per un levarsi improvviso del vento dell'Atlantico su Sant'Elena, gioire con Enrico V per la vittoria di Azincourt, soffrire con Cesare per il tradimento di Bruto. Allora è facile capire perché la finzione narrativa ci affascina tanto."
Per quanto riguarda l'influenza di J. L. Borges nella poetica di Antonio Tabucchi, annota R. Paoli che: "Certo non sarebbe stato superfluo chiarire che "Il mondo alla rovescia" di Borges e Tabucchi non consiste in un capovolgimento carnevalesco, ma in un gioco dell'identità e dell'alterità con profondi riflessi sulla stessa sintassi del racconto. Di questa influenza, comunque la si voglia giudicare, Borges non è meno responsabile di Pessoa (almeno in relazione a Tabucchi) né di Nabokov (in relazione ad altri autori) né del nouveau roman (nel clima generale promosso dalla neoavanguardia". Per quanto attiene l'influenza di Borges sulla poetica di Leonardo Sciascia, scrive R. Paoli che: "L'impatto di Borges è riconoscibile nella struttura del giallo sciasciano. Alla stregua dell'argentino, Sciascia è un caso di lettore-scrittore, bibliofilo, colto e memorioso, che trasmette ai suoi personaggi polizieschi (magistrati e indagati, inquirenti e inquisiti) la propria personalità erudita e costella di titoli e citazioni letterarie una materia narrativa di trame e delitti inesplicabili." L'influenza che J. L. Borges ha avuto sugli scrittori italiani operanti nella prima e seconda metà del Novecento è stata notevole, in quanto ha promosso, da un lato, il superamento della stasi creativa che si era formata con il neorealismo in letteratura e in altri ambiti artistici, e dall'altro, ha consolidato e confermato, valorizzandolo, ciò che Giovanni Papini (un racconto dell'autore è stato antologizzato in una raccolta di racconti realizzata da J. L. Borges), Massimo Bontempelli, Tommaso Landolfi e Dino Buzzati avevano promosso dal punto di vista della letteratura fantastica. Tale esperienza letteraria arricchita dalla narrazione prismatica, perturbata, innovativa e a tratti fortemente sperimentale, e in continuità con la specificità fantastica, è stata condivisa e ha validato l'influenza che Dante Alighieri ha avuto sullo scrittore argentino.
La scrittura narrativa di J. L. Borges, muove da scintille di significato, da esplosioni di senso, da magiche figurazioni e il catalogo borgesiano della narrazione fantastica si alimenta di sospensioni di giudizio, interrogazioni, paradossi, mondi invisibili, destini traditi, violenze gratuite e in tutto ciò, si sottolinea come sia presente in J. L. Borges, la "Funzione Kafka"; tale funzione rappresenta il senso ultimo della metamorfosi, dell'attesa, del grido muto degli inascoltati, e riguarda lo specchio dei delitti gratuiti, prodotti dalla società vuota, effettuati senza un reale motivo, con violenze paradossali che aprono scenari sulla vita e sulla sorte, sul gioco infernale della morte che si muove alle spalle degli esseri umani, travolgendoli, improvvisamente, senza respiro e senza scampo.
Note di lettura
J. L. Borges, La Biblioteca di Babele, Einaudi, Torino, 1955;
I. Calvino, Lezioni Americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Garzanti, Milano, 1988;
U. Eco, Sei passeggiate nei boschi narrativi, Bompiani, 1994;
F. Flores Maio, La Biblioteca de Borges, Paripè Books, Madrid-Buenos Aires, 2025;
F. Flores Maio, Seres Imaginarios de Borges, Penguin Random House, Buenos Aires, 2022;
R. Paoli, Borges e gli scrittori Italiani, Liguori Editore, Napoli, 1997;
L. Sciascia, Cronachette, Sellerio, Palermo, 1985;
A. Tabucchi, Viaggi e altri viaggi, Feltrinelli, Milano, 2010.
Riproduzione Riservata
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Barletta 
.jpg)







