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Oap: «Barletta continua a respirare fumi e dopo anni di esposti nessuno interviene»
La nota di Michele Cianci
Barletta - venerdì 19 giugno 2026
10.01 Comunicato Stampa
«Ancora una volta le immagini parlano da sole. Ancora una volta dall'inceneritore della Buzzi si osservano emissioni che destano profonda preoccupazione tra i cittadini di Barletta. Ancora una volta il Comitato Operazione Aria Pulita BAT è costretto a denunciare pubblicamente una situazione che si trascina da anni nell'indifferenza generale». Così il presidente Michele Cianci.
«Abbiamo presentato esposti. Abbiamo prodotto fotografie e filmati. Abbiamo coinvolto gli enti competenti. Abbiamo sollecitato verifiche e controlli. Abbiamo chiesto trasparenza.
Eppure, nonostante tutto questo, i cittadini continuano ad assistere agli stessi fenomeni emissivi, continuando a chiedersi cosa stiano respirando loro e i loro figli.
La domanda che oggi poniamo pubblicamente è semplice:
Quante altre segnalazioni devono essere fatte prima che qualcuno intervenga in maniera concreta e definitiva?
Non spetta al nostro Comitato stabilire la composizione delle sostanze emesse né sostituirsi agli organismi tecnici di controllo.
Ma spetta certamente ai cittadini pretendere risposte.
Ed è proprio l'assenza di risposte a generare allarme e sfiducia.
Barletta è già una città gravata dalla presenza di numerose attività industriali e da criticità ambientali che da anni preoccupano la popolazione.
Per questo motivo riteniamo intollerabile che fenomeni emissivi così evidenti possano continuare a verificarsi senza che la cittadinanza venga adeguatamente informata sugli accertamenti svolti e sui relativi risultati.
Il diritto alla salute non può essere subordinato agli interessi economici di nessuno.
Il diritto a respirare aria pulita non può essere considerato una concessione.
È un diritto costituzionalmente garantito.
A ciò si aggiunge una circostanza che accresce ulteriormente le preoccupazioni della cittadinanza.
Da circa due anni non risulta ancora definito il procedimento di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) relativa all'impianto, titolo autorizzativo fondamentale per disciplinare attività aventi rilevante impatto ambientale.
Si tratta di una situazione che impone la massima trasparenza da parte degli enti competenti e che rende ancora più urgente fornire ai cittadini informazioni chiare sullo stato del procedimento, sui controlli effettuati e sulle verifiche svolte.
Non è tollerabile che una comunità intera continui a convivere con interrogativi che riguardano direttamente l'ambiente e la salute pubblica.
Chiediamo pertanto ad ARPA Puglia, alla Provincia BAT, alla Regione Puglia, al Comune di Barletta e alla Procura della Repubblica di Trani di verificare con la massima urgenza quanto continua ad accadere e di informare pubblicamente la cittadinanza sugli esiti degli accertamenti.
Ma oggi non possiamo limitarci alle richieste formali.
Dobbiamo registrare un dato oggettivo: nonostante anni di segnalazioni, esposti, denunce pubbliche e documentazione fotografica e video, i cittadini continuano ad osservare fenomeni emissivi che alimentano preoccupazione e interrogativi.
E allora la questione diventa anche politica e istituzionale.
Chi sta tutelando realmente il diritto alla salute dei cittadini di Barletta?
Chi sta garantendo che l'aria respirata quotidianamente dalle famiglie sia oggetto di controlli efficaci e costanti?
Chi risponde ai cittadini quando vedono ciò che vedono e non ricevono spiegazioni convincenti?
Non accetteremo più il rimpallo di competenze. Non accetteremo più il silenzio.
Non accetteremo più che la tutela dell'ambiente venga relegata a tema secondario.
Il Comitato Operazione Aria Pulita BAT chiede inoltre la convocazione urgente di un tavolo pubblico sulla qualità dell'aria e sulle emissioni industriali di Barletta, con la partecipazione di ARPA Puglia, Provincia BAT, Regione Puglia, Comune di Barletta, ASL BAT, rappresentanti delle aziende interessate, associazioni ambientaliste e cittadini.
I cittadini hanno il diritto di sapere:
quali controlli siano stati effettuati;
quali risultati abbiano prodotto;
quali prescrizioni siano state impartite;
quali misure siano state adottate a tutela della salute pubblica;
quale sia lo stato effettivo delle autorizzazioni ambientali.
Se le emissioni osservate sono conformi alla normativa vigente, ciò venga spiegato pubblicamente attraverso dati verificabili.
Se invece emergono criticità, si intervenga immediatamente.
In entrambi i casi, il silenzio non è più accettabile.
Se qualcuno ritiene che i cittadini debbano semplicemente abituarsi a vedere queste emissioni e continuare a respirarle in silenzio, sappia che il Comitato Operazione Aria Pulita BAT non lo consentirà.
Continueremo a vigilare, a denunciare e a pretendere verità fino a quando ogni dubbio non sarà definitivamente chiarito.
Per tali ragioni il Comitato Operazione Aria Pulita BAT preannuncia sin d'ora ulteriori iniziative istituzionali, amministrative e giudiziarie finalizzate all'accertamento dei fatti e alla tutela della salute pubblica, riservandosi di trasmettere la documentazione raccolta a tutte le Autorità competenti.
Barletta non può più aspettare. la salute non può aspettare. la verità non può aspettare.
«Abbiamo presentato esposti. Abbiamo prodotto fotografie e filmati. Abbiamo coinvolto gli enti competenti. Abbiamo sollecitato verifiche e controlli. Abbiamo chiesto trasparenza.
Eppure, nonostante tutto questo, i cittadini continuano ad assistere agli stessi fenomeni emissivi, continuando a chiedersi cosa stiano respirando loro e i loro figli.
La domanda che oggi poniamo pubblicamente è semplice:
Quante altre segnalazioni devono essere fatte prima che qualcuno intervenga in maniera concreta e definitiva?
Non spetta al nostro Comitato stabilire la composizione delle sostanze emesse né sostituirsi agli organismi tecnici di controllo.
Ma spetta certamente ai cittadini pretendere risposte.
Ed è proprio l'assenza di risposte a generare allarme e sfiducia.
Barletta è già una città gravata dalla presenza di numerose attività industriali e da criticità ambientali che da anni preoccupano la popolazione.
Per questo motivo riteniamo intollerabile che fenomeni emissivi così evidenti possano continuare a verificarsi senza che la cittadinanza venga adeguatamente informata sugli accertamenti svolti e sui relativi risultati.
Il diritto alla salute non può essere subordinato agli interessi economici di nessuno.
Il diritto a respirare aria pulita non può essere considerato una concessione.
È un diritto costituzionalmente garantito.
A ciò si aggiunge una circostanza che accresce ulteriormente le preoccupazioni della cittadinanza.
Da circa due anni non risulta ancora definito il procedimento di rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) relativa all'impianto, titolo autorizzativo fondamentale per disciplinare attività aventi rilevante impatto ambientale.
Si tratta di una situazione che impone la massima trasparenza da parte degli enti competenti e che rende ancora più urgente fornire ai cittadini informazioni chiare sullo stato del procedimento, sui controlli effettuati e sulle verifiche svolte.
Non è tollerabile che una comunità intera continui a convivere con interrogativi che riguardano direttamente l'ambiente e la salute pubblica.
Chiediamo pertanto ad ARPA Puglia, alla Provincia BAT, alla Regione Puglia, al Comune di Barletta e alla Procura della Repubblica di Trani di verificare con la massima urgenza quanto continua ad accadere e di informare pubblicamente la cittadinanza sugli esiti degli accertamenti.
Ma oggi non possiamo limitarci alle richieste formali.
Dobbiamo registrare un dato oggettivo: nonostante anni di segnalazioni, esposti, denunce pubbliche e documentazione fotografica e video, i cittadini continuano ad osservare fenomeni emissivi che alimentano preoccupazione e interrogativi.
E allora la questione diventa anche politica e istituzionale.
Chi sta tutelando realmente il diritto alla salute dei cittadini di Barletta?
Chi sta garantendo che l'aria respirata quotidianamente dalle famiglie sia oggetto di controlli efficaci e costanti?
Chi risponde ai cittadini quando vedono ciò che vedono e non ricevono spiegazioni convincenti?
Non accetteremo più il rimpallo di competenze. Non accetteremo più il silenzio.
Non accetteremo più che la tutela dell'ambiente venga relegata a tema secondario.
Il Comitato Operazione Aria Pulita BAT chiede inoltre la convocazione urgente di un tavolo pubblico sulla qualità dell'aria e sulle emissioni industriali di Barletta, con la partecipazione di ARPA Puglia, Provincia BAT, Regione Puglia, Comune di Barletta, ASL BAT, rappresentanti delle aziende interessate, associazioni ambientaliste e cittadini.
I cittadini hanno il diritto di sapere:
quali controlli siano stati effettuati;
quali risultati abbiano prodotto;
quali prescrizioni siano state impartite;
quali misure siano state adottate a tutela della salute pubblica;
quale sia lo stato effettivo delle autorizzazioni ambientali.
Se le emissioni osservate sono conformi alla normativa vigente, ciò venga spiegato pubblicamente attraverso dati verificabili.
Se invece emergono criticità, si intervenga immediatamente.
In entrambi i casi, il silenzio non è più accettabile.
Se qualcuno ritiene che i cittadini debbano semplicemente abituarsi a vedere queste emissioni e continuare a respirarle in silenzio, sappia che il Comitato Operazione Aria Pulita BAT non lo consentirà.
Continueremo a vigilare, a denunciare e a pretendere verità fino a quando ogni dubbio non sarà definitivamente chiarito.
Per tali ragioni il Comitato Operazione Aria Pulita BAT preannuncia sin d'ora ulteriori iniziative istituzionali, amministrative e giudiziarie finalizzate all'accertamento dei fatti e alla tutela della salute pubblica, riservandosi di trasmettere la documentazione raccolta a tutte le Autorità competenti.
Barletta non può più aspettare. la salute non può aspettare. la verità non può aspettare.
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