
Attualità
Missili su Dubai, parla l’avvocato barlettano Marcello D’Onofrio
“Non avrei mai immaginato di trovarmi in una situazione del genere”
Barletta - lunedì 2 marzo 2026
21.54
"Sono abituato a venire qui con estrema serenità. La sicurezza è una prerogativa a Dubai. Non avrei mai immaginato di trovarmi a vivere una situazione del genere". A parlare è l'avvocato barlettano Marcello D'Onofrio, arrivato negli Emirati Arabi Uniti il 28 febbraio per una serie di incontri di lavoro, assieme a un suo cliente anch'esso barlettano.
Ieri pomeriggio, alle 15 locali, due esplosioni hanno interessato una area vicina al luogo in cui si trova il suo hotel. In serata, riferisce, "abbiamo visto partire da terra due missili, immagino diretti a intercettare droni". Con D'Onofrio, in albergo, altri professionisti italiani: due imprenditori bolognesi e un napoletano. Il viaggio, racconta, era stato riorganizzato all'ultimo momento. "Stavo quasi per rinviare, alla fine ho deciso insieme al mio cliente di fermarmi tre giorni per partecipare a dei meeting. Appena arrivati, però, non siamo riusciti a fare nulla: la situazione è precipitata subito". Le prime detonazioni, precisa, "sono avvenute a circa 250 metri dall'hotel dove alloggiavo all'inizio della 'Palma' ed è scoppiato un incendio prontamente domato con quattro feriti ricoverati in ospedale". "I primi botti li abbiamo sentiti chiaramente".
Sabato sera "sul mio telefono e su quello degli altri italiani che erano con me, è arrivato un messaggio di allerta del Ministero dell'Interno locale: 'A causa della situazione attuale, esiste una possibile minaccia missilistica. Cercate immediatamente riparo nell'edificio sicuro più vicino e tenetevi lontani da finestre, porte e aree aperte. Attendete ulteriori istruzioni ufficiali'". Secondo quanto riferisce l'avvocato, dalla Farnesina non sarebbero giunte comunicazioni dirette. "Non ci ha contattato nessuno e non rispondono". D'Onofrio sottolinea come la percezione della sicurezza rappresenti uno degli elementi centrali dell'attrattività di Dubai: "Vengo qui mediamente ogni tre o quattro mesi. La sicurezza è una caratteristica fondamentale che il governo ha sempre voluto preservare, non solo per il turismo ma soprattutto per chi sceglie di vivere e investire qui". Proprio per questo, aggiunge, l'impatto emotivo degli eventi odierni è stato forte: "Sono sempre arrivato con tranquillità. Non potevo immaginare una situazione simile".
Al momento i professionisti italiani presenti nell'hotel stanno seguendo le indicazioni delle autorità locali, rimanendo all'interno della struttura e lontani da finestre e aree aperte. "Ci stiamo anche informando per spostarci in strutture basse e con locali sotterranei in quanto più protette dove proseguite il soggiorno in attesa del rientro ma anche in previsione di un eventuale peggioramento". "Ciò che spaventa più tutti è la totale incertezza sulla riapertura dello spazio aereo. Molti guardano all'Oman come la via di fuga più immediata, ma le notizie non danno buone speranze anche su quel fronte".
E conclude: "Spero che il rientro del ministro previsto per domani possa accelerare le strategie per il rimpatrio dei miei connazionali, perché lui ha vissuto in prima persona cosa vuol dire vivere questa esperienza e non dimentichiamoci che ci sono tante famiglie con bambini che prima di me e di molti altri devono tornare a casa al più presto".
Ieri pomeriggio, alle 15 locali, due esplosioni hanno interessato una area vicina al luogo in cui si trova il suo hotel. In serata, riferisce, "abbiamo visto partire da terra due missili, immagino diretti a intercettare droni". Con D'Onofrio, in albergo, altri professionisti italiani: due imprenditori bolognesi e un napoletano. Il viaggio, racconta, era stato riorganizzato all'ultimo momento. "Stavo quasi per rinviare, alla fine ho deciso insieme al mio cliente di fermarmi tre giorni per partecipare a dei meeting. Appena arrivati, però, non siamo riusciti a fare nulla: la situazione è precipitata subito". Le prime detonazioni, precisa, "sono avvenute a circa 250 metri dall'hotel dove alloggiavo all'inizio della 'Palma' ed è scoppiato un incendio prontamente domato con quattro feriti ricoverati in ospedale". "I primi botti li abbiamo sentiti chiaramente".
Sabato sera "sul mio telefono e su quello degli altri italiani che erano con me, è arrivato un messaggio di allerta del Ministero dell'Interno locale: 'A causa della situazione attuale, esiste una possibile minaccia missilistica. Cercate immediatamente riparo nell'edificio sicuro più vicino e tenetevi lontani da finestre, porte e aree aperte. Attendete ulteriori istruzioni ufficiali'". Secondo quanto riferisce l'avvocato, dalla Farnesina non sarebbero giunte comunicazioni dirette. "Non ci ha contattato nessuno e non rispondono". D'Onofrio sottolinea come la percezione della sicurezza rappresenti uno degli elementi centrali dell'attrattività di Dubai: "Vengo qui mediamente ogni tre o quattro mesi. La sicurezza è una caratteristica fondamentale che il governo ha sempre voluto preservare, non solo per il turismo ma soprattutto per chi sceglie di vivere e investire qui". Proprio per questo, aggiunge, l'impatto emotivo degli eventi odierni è stato forte: "Sono sempre arrivato con tranquillità. Non potevo immaginare una situazione simile".
Al momento i professionisti italiani presenti nell'hotel stanno seguendo le indicazioni delle autorità locali, rimanendo all'interno della struttura e lontani da finestre e aree aperte. "Ci stiamo anche informando per spostarci in strutture basse e con locali sotterranei in quanto più protette dove proseguite il soggiorno in attesa del rientro ma anche in previsione di un eventuale peggioramento". "Ciò che spaventa più tutti è la totale incertezza sulla riapertura dello spazio aereo. Molti guardano all'Oman come la via di fuga più immediata, ma le notizie non danno buone speranze anche su quel fronte".
E conclude: "Spero che il rientro del ministro previsto per domani possa accelerare le strategie per il rimpatrio dei miei connazionali, perché lui ha vissuto in prima persona cosa vuol dire vivere questa esperienza e non dimentichiamoci che ci sono tante famiglie con bambini che prima di me e di molti altri devono tornare a casa al più presto".
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