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La città
La sede di Barletta della Caritas come un ristorante stellato: la chef cubana Adriana e le prelibatezze della tradizione di casa
«Aiutare gli altri fa parte non solo del mio essere ma anche della mia cultura, perché un cubano tende sempre una mano a chi ne ha bisogno»
Barletta - sabato 5 settembre 2026
9.35
Adriana Graelles, chef di origini cubane che lavora a Barcellona come cuoca o chef, collaborando con hotel di lusso e catering internazionali, ha conosciuto la Puglia e se n'è innamorata tanto da non vedere l'ora tornarci appena ne ha occasione.
E proprio in uno dei suoi soggiorni qui, ha avuto il piacere di imbattersi nella realtà della Caritas di Barletta: «Ho conosciuto la Caritas grazie a un caro amico che lavora lì come volontario e me ne ha parlato due anni fa e, per scherzo, gli ho detto: "Ah, ma saranno felicissimi di quello che fai per loro". Lui mi ha risposto, con tono di sfida: "Se ne dubiti, allora vieni ad aiutarci". Ho accettato con entusiasmo perché per me cucinare non è solo un lavoro, è molto di più: è la soddisfazione di vedere le persone felici. Come diceva la mia cara nonna: "Pancia piena, cuore contento". Non ho esitato ad andare ad aiutare e da lì è iniziata la mia collaborazione con la Caritas!»
Del cibo proveniente da donazioni in eccedenza, la nostalgia e il ricordo affettuoso delle adorate nonna e bisnonna, dalle quali Adriana ha imparato tutto quello che sa sulla cucina caribeña e gli ingredienti segreti dell'amore, condivisione e altruismo hanno dato forma alla cena di fine agosto della Caritas di Barletta.
Per questa occasione ha preparato una minestra con fagioli neri e stufato di pollo alla menta, accompagnato da riso bianco nella tradizione della cucina cubana dei campesinos, riso con fagioli e picadillo alla habanera (una specie di ragù di macinato) e infine quenelle di ananas e succo di ananas fresco.
«Ogni volta che termino il servizio mi siedo fuori sugli scalini ad aspettare che finiscano tutti, per poi dare una mano a riordinare la cucina. Mi siedo fuori perché ci vado sempre d'estate e mi piace godermi la brezza che arriva dal mare nel vicolo della porta sul retro. Lì incontro sempre le famiglie che passano a ritirare i loro contenitori di cibo per portarli a casa, ed è lì che avviene la magia, si mettono a chiacchierare con me senza sapere che le mie mani hanno preparato da mangiare. È per questo genere di momenti che tornerò sempre. Perché non c'è niente di più piacevole che ricevere affetto da qualcuno che non ti conosce e ti ringrazia per il tempo che hai dedicato.»
Non è la prima volta che Adriana ha il piacere di cucinare per gli ospiti della Caritas e supportare il lavoro dei collaboratori, e commossa ne ammira l'operato: «Vedere come ogni giorno i collaboratori della Caritas, sia i volontari che le organizzazioni che donano quotidianamente alimenti, si adoperano affinché gli immigrati e tutti i cittadini in condizioni difficili possano mangiare e avere un tetto sotto cui dormire, mi ricorda che anch'io sono un'immigrata.»
Di fatti, cresce sempre più il numero di persone che chiedono supporto alla Caritas di Barletta, la quale ha essa stessa sempre più bisogno di supporto da parte di nuovi e vecchi volontari e donatori. Dai primi di agosto vengono serviti circa 150-160 pasti al giorno, con una previsione di crescita fino a 200-230 pasti quotidiani nel mese di settembre. Come aveva già diffuso il direttore Lorenzo Chieppa.
Un estratto della società odierna.
«Ogni giorno nel mondo ci sono sempre meno persone disposte ad aiutare; ogni volta diventa più difficile rispettare gli altri e tenere conto delle necessità dei più bisognosi, perché ci concentriamo sempre di più su noi stessi, chiudendoci. Ecco perché la Caritas mi sembra davvero un anello fondamentale per la nostra società.» conferma Adriana, e poi conclude:
«Non so ancora cosa preparerò la prossima volta. Ma una cosa è certa, torno sempre nei luoghi in cui mi sento bene. Aiutare gli altri fa parte non solo del mio essere ma anche della mia cultura, perché un cubano tende sempre una mano a chi ne ha bisogno. Come diceva il nostro José Martí, -Ayudar al que lo necesita no es parte del deber, sino de la felicidad-.»
E proprio in uno dei suoi soggiorni qui, ha avuto il piacere di imbattersi nella realtà della Caritas di Barletta: «Ho conosciuto la Caritas grazie a un caro amico che lavora lì come volontario e me ne ha parlato due anni fa e, per scherzo, gli ho detto: "Ah, ma saranno felicissimi di quello che fai per loro". Lui mi ha risposto, con tono di sfida: "Se ne dubiti, allora vieni ad aiutarci". Ho accettato con entusiasmo perché per me cucinare non è solo un lavoro, è molto di più: è la soddisfazione di vedere le persone felici. Come diceva la mia cara nonna: "Pancia piena, cuore contento". Non ho esitato ad andare ad aiutare e da lì è iniziata la mia collaborazione con la Caritas!»
Del cibo proveniente da donazioni in eccedenza, la nostalgia e il ricordo affettuoso delle adorate nonna e bisnonna, dalle quali Adriana ha imparato tutto quello che sa sulla cucina caribeña e gli ingredienti segreti dell'amore, condivisione e altruismo hanno dato forma alla cena di fine agosto della Caritas di Barletta.
Per questa occasione ha preparato una minestra con fagioli neri e stufato di pollo alla menta, accompagnato da riso bianco nella tradizione della cucina cubana dei campesinos, riso con fagioli e picadillo alla habanera (una specie di ragù di macinato) e infine quenelle di ananas e succo di ananas fresco.
«Ogni volta che termino il servizio mi siedo fuori sugli scalini ad aspettare che finiscano tutti, per poi dare una mano a riordinare la cucina. Mi siedo fuori perché ci vado sempre d'estate e mi piace godermi la brezza che arriva dal mare nel vicolo della porta sul retro. Lì incontro sempre le famiglie che passano a ritirare i loro contenitori di cibo per portarli a casa, ed è lì che avviene la magia, si mettono a chiacchierare con me senza sapere che le mie mani hanno preparato da mangiare. È per questo genere di momenti che tornerò sempre. Perché non c'è niente di più piacevole che ricevere affetto da qualcuno che non ti conosce e ti ringrazia per il tempo che hai dedicato.»
Non è la prima volta che Adriana ha il piacere di cucinare per gli ospiti della Caritas e supportare il lavoro dei collaboratori, e commossa ne ammira l'operato: «Vedere come ogni giorno i collaboratori della Caritas, sia i volontari che le organizzazioni che donano quotidianamente alimenti, si adoperano affinché gli immigrati e tutti i cittadini in condizioni difficili possano mangiare e avere un tetto sotto cui dormire, mi ricorda che anch'io sono un'immigrata.»
Di fatti, cresce sempre più il numero di persone che chiedono supporto alla Caritas di Barletta, la quale ha essa stessa sempre più bisogno di supporto da parte di nuovi e vecchi volontari e donatori. Dai primi di agosto vengono serviti circa 150-160 pasti al giorno, con una previsione di crescita fino a 200-230 pasti quotidiani nel mese di settembre. Come aveva già diffuso il direttore Lorenzo Chieppa.
Un estratto della società odierna.
«Ogni giorno nel mondo ci sono sempre meno persone disposte ad aiutare; ogni volta diventa più difficile rispettare gli altri e tenere conto delle necessità dei più bisognosi, perché ci concentriamo sempre di più su noi stessi, chiudendoci. Ecco perché la Caritas mi sembra davvero un anello fondamentale per la nostra società.» conferma Adriana, e poi conclude:
«Non so ancora cosa preparerò la prossima volta. Ma una cosa è certa, torno sempre nei luoghi in cui mi sento bene. Aiutare gli altri fa parte non solo del mio essere ma anche della mia cultura, perché un cubano tende sempre una mano a chi ne ha bisogno. Come diceva il nostro José Martí, -Ayudar al que lo necesita no es parte del deber, sino de la felicidad-.»
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