Istituzionale

La Bat diventa provincia denuclearizzata: il consiglio approva

Sulle strade sarà installata un'apposita cartellonistica. Votate anche alcune proposte per il comparto agricolo

Ad unanimità dei presenti, il consiglio provinciale ha approvato l'ordine del giorno presentato dal consigliere provinciale Vincenzo Valente (in qualità di presidente della prima commissione) sulla proposta di Provincia denuclearizzata. «In virtù dell'incompatibilità delle centrali nucleari con la vocazione storica, turistica, agricola, ambientale e paesaggistica del nostro territorio - ha riferito in aula il consigliere Valente - nonché della presenza, nella Bat, di zone dichiarate sismiche, con questo provvedimento la Provincia si mostra contraria alla realizzazione di centrali nucleari e di siti di stoccaggio delle scorie, nonché al transito di scorie radioattive di qualsiasi entità, al fine di tutelare la salute dei propri cittadini e lo sviluppo del proprio territorio». L'ordine del giorno impegna inoltre l'amministrazione provinciale ad attivare gli atti opportuni per apporre la dicitura "Provincia denuclearizzata" sulla cartellonistica stradale posta sulle principali vie di confine della Provincia.

In conclusione dei lavori, il Consiglio ha approvato un ordine del giorno presentato dal consigliere provinciale Pietro d'Addato, relativo ad alcune proposte a sostegno del comparto agricolo. Esso avvia con immediatezza le procedure per ottenere lo stato di crisi del comparto agricolo della Provincia, coinvolgendo le istituzioni del territorio, ed impegna l'amministrazione provinciale ad attivarsi presso il Ministero dell'agricoltura, la Regione Puglia, Enti ed Istituzioni nazionali e comunitarie, a promuovere una serie di interventi a sostegno del settore. Tra questi, l'immediata misura di esdebitazione di tutti i pagamenti delle imprese agricole previsti per il 2011, il ricorso ad accordi di ristrutturazione del debito anche per le imprese agricole in crisi o in stato di insolvenza, un intervento legislativo che imponga all'inizio della campagna produttiva un contratto obbligatorio con la grande distribuzione organizzata, l'introduzione del diritto di scaffale o facing, per favorire e sostenere il prodotto di qualità di provenienza comunitaria, il sostegno al prezzo dei prodotti che non hanno i livelli di qualità attesi e che restano non competitivi sul mercato, il sostegno alla costituzione delle organizzazioni di produttori, la promozione di strumenti di polizze multi rischio, al fine di tutelare il valore del prodotto ed il reddito contro i rischi di mercato, ed il rafforzamento degli interventi di innovazione delle imprese agricole e dei prodotti, mediante il supporto della garanzia Ismea o eventuali consorzi di garanzia.
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