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«L'appello di Ventola sui daini è una farsa»

Risposta del Collettivo Exit, che lancia un presidio. Il sit-in si svolgerà ad Andria il 21 luglio

«Ringraziamo il Presidente della Provincia Barletta Andria Trani, Francesco Ventola, per i 15 giorni di tregua che ci ha concesso. Naturalmente l'appello lanciato da Ventola non ha alcun senso nè valore perchè sappiamo che i cittadini non possono adottare i daini e tenerli in casa come animali domestici. Nè i parchi possono prenderli in quanto specie non autoctona. Le aziende agricole e agrituristiche non sono una soluzione: queste allevano i daini e macellano quelli più maturi per venderne la carne. Le aziende agricole non sterilizzano i daini sia per gli eccessivi costi, che per l'interesse che hanno ad avere nuovi capi che sostituiscano quelli macellati». Giunge istantanea la risposta al comunicato stampa del presidente Ventola da parte di Francesco Scatigno, rappresentante del Collettivo Exit.

«Ventola, con il suo appello, non sta cercando una soluzione anche se vuole farcelo credere. Sta semplicemente cercando di evitare il vero problema, ovvero che la Provincia, che ha la responsabilità di aver allevato e aver messo al mondo quei daini, deve sterilizzare i capi del genere sessuale meno numeroso e mantenere i daini nell'azienda agricola Papparicotta fino alla morte naturale dell'ultimo esemplare.

Un'altra possibilità potrebbe venire dalla Regione Puglia che potrebbe dare il via libera all'inserimento dei daini nei parchi regionali. Il daino viene considerato specie non autoctona nonostante sia presente in diverse zone d'Italia dal medioevo. A differenza del cinghiale presente in Italia, originario dell'est europeo ed importato per la caccia, non ha un impatto devastante per l'ambiente in cui vive. Invitiamo le istituzioni regionali a prendere in considerazione questa possibilità, ma ad evitare l'affidamento a privati anche e soprattutto se aziende agricole e agrituristiche. Il consigliere regionale Mennea terminava il suo primo comunicato sulla vicenda con questa frase: "Bisogna fare di tutto per salvaguardare questi animali, non è ammissibile che si possa pensare di eliminarli". Proprio per questo motivo bisogna escludere le aziende agricole.

Queste sono le uniche vie percorribili, il resto è un tentativo di distrarre, di voler evitare la reale questione e voler far credere ai cittadini che si sta cercando di fare qualcosa per salvare la vita dei daini.

Per ribadire con determinazione quelle che sono le nostre proposte, e lottare contro le altre irresponsabili scelte, il Collettivo Exit di Barletta indice un sit-in ad Andria nei pressi della sede della Provincia BAT per giovedì 21 luglio alle ore 11.00 ed invita le associazioni ambientaliste ed animaliste, i movimenti e i cittadini a partecipare per opporsi a decisioni che porterebbero quei daini tra le mani dei cacciatori».

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