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Il vernacolo barlettano torna in scena il 20 novembre

Sarà la ventesima replica della commedia “A’ navicule sta’ vacande”

A Barletta domenica 20 novembre la ventesima replica della commedia "A' navicule sta' vacande" degli Attori Spontanei Barlettani con il grande ritorno in scena del teatro popolare dialettale dal vivo in un doppio spettacolo da tutto esaurito alla sala dei Monaci in via Milano.

Umorismo e vernacolo, risate e cultura popolare, divertimento e satira di costume nella commedia approdata allo storico traguardo a distanza di pochi mesi dalla più recente rappresentazione nell'elegante Multisala Paolillo (300 spettatori) che ha ripreso dopo oltre due anni il precedente "sold out" di domenica 1° marzo 2020, ultima rappresentazione dal vivo a Barletta prima del lockdown. Il Comune di Barletta ha patrocinato l'evento del 24 aprile con apposito decreto commissariale, riconoscendo la valenza socio-culturale dello spettacolo ed i suoi scopi di solidarietà tenuto conto che una significativa parte dell'incasso sarebbe stata devoluta ad attività filantropiche e di Volontariato del Territorio su espressa indicazione da parte di Pubblico e degli Sponsor.

Domenica 20 novembre cli Attori Spontanei Barlettani, strutturati in regolare associazione culturale teatrale anche ai fini dei diritti Siae, chiuderanno così il cartellone 2022 con un doppio spettacolo (pomeridiano ore 18 e serale ore 20) nella Sala dei Monaci concessa generosamente dalla Parrocchia Santuario dell'Immacolata per una finalità caritativa di attenzione verso i più disagiati delle Missioni dei Frati Minori Cappuccini di Mozambico-Albania e la Caritas parrocchiale, grazie anche alla concreta disponibilità del Comitato "Via Milano" che si batte per il rilancio della strada e del quartiere.

"A' navicule sta' vacande": il copione e la relativa sceneggiatura appartengono alla più recente storia del teatro popolare dialettale dove il vernacolo barlettano regge il confronto con i fatti più quotidiani della vita di ogni giorno. E che rimescola tutti questi ingredienti nell'adattamento ai tempi nostri di quel copione in tre atti portato sul palcoscenico del cinema Dilillo nella primavera del 1976 con identico, straripante successo dall'indimenticabile autore e protagonista principale Giggino Cafagna. Quarantasei anni dopo, si è dovuto alla passione di suo figlio Michele l'aver saldato questo debito di riconoscenza con chi, in un certo modo, ha "inventato" il teatro dialettale barlettano nella seconda metà degli Anni Settanta mettendo a frutto la tradizione ed un certo gusto dell'ironia condito da generose doti di satira paesana.

Una invenzione… spontanea, affidata in principio all'istrionismo dei suoi pionieri (che recitavano a soggetto, come nei tempi del Carro di Tespi, cioè senza copione scritto) e poi man mano cresciuta, evolvendosi in forme creative destinate a tramandarsi per l'esistenza di trascrizioni con tanto di sceneggiatura, battute e quant'altro di utile nella "cassetta degli attrezzi" di chi il teatro non lo fa per mestiere ma per amore e tanto, tanto ma tanto sentimento. Di copioni, come ha detto pubblicamente quella domenica sera dello scorso 24 aprile Michele Cafagna - due volte figlio (biologico e d'arte) di papà Giggino - al pubblico assiepatosi (oltre trecento spettatori comodamente seduti nelle poltrone rosse della stessa Multisala Paolillo), ne esistono addirittura diciotto: tanti quanti sono le commedie riproponibili in scena e, perché no?, da pubblicare in un volume da destinare al pubblico e così tramandare anche la scrittura del dialetto barlettano spesso soggetto a stravolgimenti poco credibili ma comunque suggestivi nella più genuina espressività.

Circa mezzo secolo dopo, l'eredità di questa singolare esperienza di vita popolare resta affidata ad una (temporaneamente) ristretta cerchia di attori, in una… palestra che Michele Cafagna conduce con tenacia e tantissima passione: affidata da quest'anno la Direzione Artistica a Nino Vinella, nel cast recitano Antonella Porcelluzzi, Pamela Fiorella e Anna Lisa Desiderio. "Il mio e tutto nostro desiderio? – dice – Rappresentare la commedia scritta da mio padre nel Teatro Curci, che proprio oggi festeggia i 150 anni dalla sua inaugurazione. Chissà…" Tanta energia e voglia di sano spettacolo dal vivo, quando sarà registrata la diciannovesima replica della commedia dal lontano debutto nel 1976 in questo tempo di ripresa e di ritorno ad una normalità dove riconoscersi sulla scena fra una battuta ed una risata può scacciare definitivamente l'emergenza dalla vita di ogni giorno.
  • Vernacolo
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