Ruggiero Quarto. <span>Foto Cosimo Campanella</span>
Ruggiero Quarto. Foto Cosimo Campanella
Attualità

A prescindere da Lorenzo - Riflessione sulla storia industriale e sul futuro dell'ex Cartiera

La nota di Ruggiero Quarto, ex consigliere comunale e attivista di Coalizione Civica

«Il luogo in cui (forse) si farà l'ennesima replica del concerto del sessantenne Jovanotti e le difficoltà organizzative riportate ampiamente sulla stampa locale hanno fatto tornare al centro del dibattito il futuro dell'ex Cartiera Mediterranea. Un dibattito necessario, che però non può fare a meno di partire dal passato della grande fabbrica a sud di Barletta». Così Ruggiero Quarto - docente di scienze, attivista e già consigliere di Coalizione Civica Barletta

«L'area di circa 50 ettari in cui sorge il complesso industriale è stata il sito di produzione di diversi formati di carta dal 1966 al 1991, anni in cui la grande voglia di sviluppo e di "crescita" hanno portato a sottovalutare (quando non a ignorare del tutto) le questioni di salubrità dei processi industriali e l'integrità ecologica dei luoghi in cui questi avvenivano.

Da questo punto è necessario partire: l'area ha ospitato per venticinque anni una fabbrica che prevedeva un largo utilizzo di sostanze chimiche. Queste venivano utilizzate in passato per lo sbiancamento della carta o come additivi nelle carte copiative, e tra queste sono stati utilizzati in particolare composti alogenati pericolosi per le persone. Infatti, i processi industriali per la produzione di carta (in tutto il mondo) hanno previsto fino agli anni '80 l'utilizzo di cloro come agente sbiancante determinando le condizioni per la produzione di diossine, come ampiamente documentato in decine di studi scientifici.

E infatti non è un caso che sia stata rilevata dall'ARPA la presenza nel suolo di queste classi di molecole (policlorodibenzo-p-diossine (PCDD), policlorodibenzofurani (PCDF) e policlorobifenili (PCB), come dichiarato dal Sindaco Cannito durante il consiglio comunale del 5 maggio scorso, facendo riferimento a una determina della provincia risalente al 2023. Per chiarire di che tipo di materiale parliamo, le sostanze in questione sono considerate inquinanti organici persistenti (con la sigla POP's) e l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato diverse molecole appartenenti a queste classi come cancerogeni certi per l'uomo.

Alla luce di questo, forse, nell'interesse pubblico sarebbe più utile prevedere prima di tutto una bonifica, chiedendo a chi di dovere di farsene carico, che organizzare un concerto di questo genere, un'operazione commerciale dai ricavi milionari di cui certamente non beneficiano i cittadini e le cittadine. È quindi giusto e necessario che si apra una discussione sul futuro dell'ex Cartiera mediterranea, senza ignorarne il passato e valutando con cura quello che accade nel presente, evitando che facili entusiasmi possano compromettere i passaggi necessari a rendere un'ex area industriale un luogo di cui cittadini e cittadine possano fruire.

E in questo senso ritengo sia necessario che dopo l'inevitabile bonifica la cartiera debba coniugare due idee, svolgere una duplice funzione di riflessione sul passato e apertura a quello che verrà. Quella di monito attraverso gli edifici che la compongono facendo sì che questi mantengano viva la discussione su come in passato si sia preferito lo sviluppo a tutti i costi, anche a costo della salute. E allo stesso tempo quella di speranza: un grande parco verde che possa essere il luogo in cui immaginare un futuro in cui i cittadini e le cittadine volgono lo sguardo al mare, consci che l'ecosistema di cui facciamo parte è presupposto necessario per la nostra stessa sopravvivenza».
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