
La città
Ex Cartiera di Barletta. Un'odissea lunga 35 anni
Dal dramma occupazionale degli anni Novanta, alla pesante questione ambientale, passando per polemiche politiche e sequestri giudiziari
Barletta - martedì 25 agosto 2026
10.00
Fondata a Barletta nei primi anni Sessanta grazie ai fondi della Cassa per il Mezzogiorno, per trent'anni esatti è stata croce e delizia a livello occupazionale della zona industriale della nostra città, con i ripetuti cambi di assetto societario, fino alla sospensione della produzione1 (che sarebbe poi stata definitiva) datata 1 ottobre 1991, a causa dell'azione revocatoria dei creditori della fallita Cartiera Sud Europa nei confronti di Finseda, la società che aveva rilevato lo stabilimento.
Da quella data, tra cassa integrazione, mobilità, e aste fallimentari sistematicamente andate deserte, per quasi trecento lavoratori ebbe inizio un drammatico tira e molla2 che si sarebbe concluso soltanto a luglio del 1998 con il definitivo ritiro dell'interesse da parte di un'azienda lucana specializzata nella realizzazione di imballaggi per alimenti, e di una finanziaria romana3, dopo che per qualche mese era sembrato aprirsi un timidissimo spiraglio per 150 degli ex lavoratori della Cartiera.
Tutto questo dopo che a maggio 1997 terreni e fabbricati dell'ex Cartiera erano stati frazionati in lotti e venduti all'asta a un consorzio di imprese barlettane per poco meno di 21 miliardi di lire, e dopo che nel frattempo, a livello politico, in città si era acceso un vivace dibattito a proposito dell'eventualità di una cementificazione dell'area, in riferimento soprattutto a una delibera approvata in Consiglio Comunale il 13 dicembre 1982 dove veniva espressa la contrarietà dell'assise al cambio della destinazione d'uso da zona industriale a zona commerciale, in quanto all'epoca dell'insediamento della Cartiera si era proceduto all'esproprio per pubblica utilità dei terreni agricoli allora esistenti.
Una delibera, quella del dicembre 1982, che spesso veniva posta in contrasto con l'adeguamento del vigente piano regolatore generale alla legge regionale n.56 del 1980, che invece avrebbe permesso la conversione dell'area da uso industriale a uso commerciale e produttivo.
I primi grossi problemi di natura ambientale dell'area vengono a galla nel febbraio 2000, quando all'interno dell'ex stabilimento viene rilevata la presenza apirolio, amianto e olii esausti4. Tutto ciò porta all'ordinanza sindacale dell'amministrazione Salerno che blocca i lavori di smantellamento in attesa di chiarimenti sulla futura destinazione d'uso dell'area e sugli interventi di bonifica.
La situazione si sblocca nel 2001 con l'avvio dello smantellamento dei macchinari da parte di una ditta specializzata.
Nell'aprile 2009, dopo una serie di segnalazioni, i Carabinieri del NOE di Bari scoprono una discarica abusiva, con tra l'altro la presenza anche di lastre di amianto5: Scoperta che porta al sequestro dell'area da parte dell'autorità giudiziaria.
Il 9 febbraio del 2010, un procedimento amministrativo del Settore Ambiente e Servizi Pubblici del Comune di Barletta da il via ai lavori di bonifica da amianto nei pressi degli edifici dell'ex Cartiera e dell'area dell'ex stabilimento: lavori che si concluderanno nel dicembre 2012 con il sopralluogo del servizio SPESAL e della ASL BAT.
Tutto finito? Assolutamente no, perchè a febbraio 2017 scoppia la vicenda della cosiddetta "strage degli ulivi tagliati", che oltre a suscitare inevitabile scalpore tra l'opinione pubblica, scatena in Consiglio Comunale la dura polemica politica tra Sinistra Unita e la maggioranza di centrosinistra che sostiene l'amministrazione guidata da Pasquale Cascella, i cui esponenti sottolineano la "non competenza dell'amministrazione sulle aree dell'ex Cartiera poichè trattasi di proprietà privata".
Polemica che viene in qualche modo chiusa attraverso l'approvazione di un ordine del giorno presentato dall'allora consigliera Dem Giuliana Damato, volto alla tutela da parte dell'amministrazione comunale del patrimonio arboreo cittadino, a prescindere da aree pubbliche o private.
La vicenda si chiuderà a fine aprile con l'intervento del Comando Forestale dei Carabinieri che definisce come illecito l'abbattimento degli ulivi in questione, comminando una sanzione di 32.300 euro agli esecutori materiali.
Oltre a tutto questo, l'area dell'ex Cartiera è stata in passato anche teatro di altre attività illecite quali furti di lastre di alluminio, coltivazione di sostanze stupefacenti, oltre che purtroppo dell'immancabile abbandono di rifiuti della più svariata natura.
Il resto è storia di questi giorni, con il Jova Summer Party del 17 agosto saltato per i motivi ormai noti a tutti.
1 3 ottobre 1991, "Chiusa la Cartiera" - La Gazzetta del Mezzogiorno
2 14 luglio 1997, "Cartiera, la lenta agonia" - La Gazzetta del Mezzogiorno
3 7 luglio 1998, "Cartiera, la Sofipa si disimpegna" - La Gazzetta del Mezzogiorno
4 10 febbraio 2002, "Cartiera, rischio apirolio" - La Gazzetta del Mezzogiorno
5 18 aprile 2009, "Barletta, amianto nella cartiera" - La Gazzetta del Mezzogiorno
Da quella data, tra cassa integrazione, mobilità, e aste fallimentari sistematicamente andate deserte, per quasi trecento lavoratori ebbe inizio un drammatico tira e molla2 che si sarebbe concluso soltanto a luglio del 1998 con il definitivo ritiro dell'interesse da parte di un'azienda lucana specializzata nella realizzazione di imballaggi per alimenti, e di una finanziaria romana3, dopo che per qualche mese era sembrato aprirsi un timidissimo spiraglio per 150 degli ex lavoratori della Cartiera.
Tutto questo dopo che a maggio 1997 terreni e fabbricati dell'ex Cartiera erano stati frazionati in lotti e venduti all'asta a un consorzio di imprese barlettane per poco meno di 21 miliardi di lire, e dopo che nel frattempo, a livello politico, in città si era acceso un vivace dibattito a proposito dell'eventualità di una cementificazione dell'area, in riferimento soprattutto a una delibera approvata in Consiglio Comunale il 13 dicembre 1982 dove veniva espressa la contrarietà dell'assise al cambio della destinazione d'uso da zona industriale a zona commerciale, in quanto all'epoca dell'insediamento della Cartiera si era proceduto all'esproprio per pubblica utilità dei terreni agricoli allora esistenti.
Una delibera, quella del dicembre 1982, che spesso veniva posta in contrasto con l'adeguamento del vigente piano regolatore generale alla legge regionale n.56 del 1980, che invece avrebbe permesso la conversione dell'area da uso industriale a uso commerciale e produttivo.
I primi grossi problemi di natura ambientale dell'area vengono a galla nel febbraio 2000, quando all'interno dell'ex stabilimento viene rilevata la presenza apirolio, amianto e olii esausti4. Tutto ciò porta all'ordinanza sindacale dell'amministrazione Salerno che blocca i lavori di smantellamento in attesa di chiarimenti sulla futura destinazione d'uso dell'area e sugli interventi di bonifica.
La situazione si sblocca nel 2001 con l'avvio dello smantellamento dei macchinari da parte di una ditta specializzata.
Nell'aprile 2009, dopo una serie di segnalazioni, i Carabinieri del NOE di Bari scoprono una discarica abusiva, con tra l'altro la presenza anche di lastre di amianto5: Scoperta che porta al sequestro dell'area da parte dell'autorità giudiziaria.
Il 9 febbraio del 2010, un procedimento amministrativo del Settore Ambiente e Servizi Pubblici del Comune di Barletta da il via ai lavori di bonifica da amianto nei pressi degli edifici dell'ex Cartiera e dell'area dell'ex stabilimento: lavori che si concluderanno nel dicembre 2012 con il sopralluogo del servizio SPESAL e della ASL BAT.
Tutto finito? Assolutamente no, perchè a febbraio 2017 scoppia la vicenda della cosiddetta "strage degli ulivi tagliati", che oltre a suscitare inevitabile scalpore tra l'opinione pubblica, scatena in Consiglio Comunale la dura polemica politica tra Sinistra Unita e la maggioranza di centrosinistra che sostiene l'amministrazione guidata da Pasquale Cascella, i cui esponenti sottolineano la "non competenza dell'amministrazione sulle aree dell'ex Cartiera poichè trattasi di proprietà privata".
Polemica che viene in qualche modo chiusa attraverso l'approvazione di un ordine del giorno presentato dall'allora consigliera Dem Giuliana Damato, volto alla tutela da parte dell'amministrazione comunale del patrimonio arboreo cittadino, a prescindere da aree pubbliche o private.
La vicenda si chiuderà a fine aprile con l'intervento del Comando Forestale dei Carabinieri che definisce come illecito l'abbattimento degli ulivi in questione, comminando una sanzione di 32.300 euro agli esecutori materiali.
Oltre a tutto questo, l'area dell'ex Cartiera è stata in passato anche teatro di altre attività illecite quali furti di lastre di alluminio, coltivazione di sostanze stupefacenti, oltre che purtroppo dell'immancabile abbandono di rifiuti della più svariata natura.
Il resto è storia di questi giorni, con il Jova Summer Party del 17 agosto saltato per i motivi ormai noti a tutti.
1 3 ottobre 1991, "Chiusa la Cartiera" - La Gazzetta del Mezzogiorno
2 14 luglio 1997, "Cartiera, la lenta agonia" - La Gazzetta del Mezzogiorno
3 7 luglio 1998, "Cartiera, la Sofipa si disimpegna" - La Gazzetta del Mezzogiorno
4 10 febbraio 2002, "Cartiera, rischio apirolio" - La Gazzetta del Mezzogiorno
5 18 aprile 2009, "Barletta, amianto nella cartiera" - La Gazzetta del Mezzogiorno
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