
La città
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha inaugurato la nuova sede dell'Archivio di Stato di Barletta
Taglio del nastro nell'ex Caserma Stennio in via Manfredi
Barletta - lunedì 31 marzo 2025
17.30
L'attesa è finalmente terminata, Barletta ha la sua nuova sede dell'Archivio di Stato nell'ex caserma Stennio in via Manfredi. Il taglio del nastro e la scopertura della targa da parte del ministro della Cultura Alessandro Giuli hanno concluso un iter avviato nell'ormai lontano 1987. Quell'anno l'ex caserma Stennio fu individuata come sede nella quale trasferire i documenti che fino a qualche tempo fa erano custoditi in due sottani di via D'Aragona. Già convento dei Celestini, con la data di edificazione individuabile intorno all'anno 1000, quello dell'ex caserma Stennio risulta essere il palazzo più antico della città. I lavori, finanziati con 5 milioni di euro, partirono ufficialmente nel 2020, dopo che il Comune di Barletta regolarizzò la posizione giuridica del palazzo nel 2019.
Nota per aver ospitato profughi istriani, dalmati e fiumani nel secondo dopoguerra e per essere stata centro di distribuzione degli aiuti del Piano Marshall — teatro anche dell'eccidio del 14 marzo 1956 — l'ex caserma ora potrà ospitare, in condivisione con Trani, la sezione provinciale dell'Archivio di Stato per la Bat. Tra le carte consultabili ci saranno: il catasto storico dell'ex provincia di Bari (dal 1800 al 1960), l'archivio storico del Comune di Barletta (1500-1970), il fondo del distretto militare fino a Molfetta e numerosi atti della pretura.
«Abbiamo una tale ricchezza di documenti — ha commentato il ministro Giuli — che possiamo arricchire di titoli di Archivio di Stato tante municipalità città. Qui si realizza un dialogo vivo tra istituzioni, sapere e memoria. Non sarà solo un luogo di consultazione, ma anche di socialità e di digitalizzazione. Questi documenti vanno preservati e resi resitenti al trascorrere del tempo». Il ministro ha anche commentato, non senza un sorriso, il lungo iter che ha portato all'apertura della nuova sede dell'archivio. «Almeno oggi siamo - ha evidenziato il ministro - siamo arrivati puntuali all'appuntamento. Abbiamo restituito alla comunità un bene importante. Per me non esiste periferia, oggi il centro è qui, il ministero della Cultura ha preso domicilio per un'intera giornata in questo palazzo». Inevitabile, infine, il riferimento alla disputa con Trani sulla sede provinciale: «Tra i campanili esiste una sana competizione, ma tra luoghi di pari bellezza prevale la concordia».
Soddisfatto anche il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito: «Abbiamo lavorato sempre nell'interesse della comunità. Dopo anni di lotte contro un'ottusa burocrazia restituiamo ai cittadini un luogo identitario e di vitale importanza. Qui è custodita la nostra storia e i barlettani potranno finalmente riappropriarsene».
Nota per aver ospitato profughi istriani, dalmati e fiumani nel secondo dopoguerra e per essere stata centro di distribuzione degli aiuti del Piano Marshall — teatro anche dell'eccidio del 14 marzo 1956 — l'ex caserma ora potrà ospitare, in condivisione con Trani, la sezione provinciale dell'Archivio di Stato per la Bat. Tra le carte consultabili ci saranno: il catasto storico dell'ex provincia di Bari (dal 1800 al 1960), l'archivio storico del Comune di Barletta (1500-1970), il fondo del distretto militare fino a Molfetta e numerosi atti della pretura.
«Abbiamo una tale ricchezza di documenti — ha commentato il ministro Giuli — che possiamo arricchire di titoli di Archivio di Stato tante municipalità città. Qui si realizza un dialogo vivo tra istituzioni, sapere e memoria. Non sarà solo un luogo di consultazione, ma anche di socialità e di digitalizzazione. Questi documenti vanno preservati e resi resitenti al trascorrere del tempo». Il ministro ha anche commentato, non senza un sorriso, il lungo iter che ha portato all'apertura della nuova sede dell'archivio. «Almeno oggi siamo - ha evidenziato il ministro - siamo arrivati puntuali all'appuntamento. Abbiamo restituito alla comunità un bene importante. Per me non esiste periferia, oggi il centro è qui, il ministero della Cultura ha preso domicilio per un'intera giornata in questo palazzo». Inevitabile, infine, il riferimento alla disputa con Trani sulla sede provinciale: «Tra i campanili esiste una sana competizione, ma tra luoghi di pari bellezza prevale la concordia».
Soddisfatto anche il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito: «Abbiamo lavorato sempre nell'interesse della comunità. Dopo anni di lotte contro un'ottusa burocrazia restituiamo ai cittadini un luogo identitario e di vitale importanza. Qui è custodita la nostra storia e i barlettani potranno finalmente riappropriarsene».