Il mare di Barletta
Il mare di Barletta
La città

I 20milioni di euro del Pnrr per riqualificare il borgo marinaro di Barletta

Dall'ex convento di Sant'Andrea al teatro accanto al fossato: tutti i progetti

Venti milioni di euro per riqualificare il borgo marinaro della città della Disfida. Il 2022 si apre con una novità importante per Barletta che risulta tra i Comuni ammessi al finanziamento derivante dalla risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per la realizzazione de "La sfida del borgo", progetti di rigenerazione urbana che la giunta dell'ex sindaco Cannito aveva approvato a giugno 2021.

Si tratta di interventi che puntano a recuperare la specificità e il potenziale attrattivo del borgo marinaro di Barletta, riqualificando una porzione di città e valorizzandone la sua prossimità al mare. I progetti, infatti, interessano aree e siti come l'ex convento di Sant'Andrea, le zone adiacenti al fossato del castello (il terreno dove stava per essere costruito un punto vendita Lidl e l'ex palazzina Eni) e la porzione portuale conosciuta come Darsena dei pescatori.

L'ex convento di Sant'Andrea

Serviranno più di 16 milioni e mezzo di euro per la realizzazione di un Atelier d'Arte e Mestieri all'interno dell'ex convento di Sant'Andrea. Nelle tavole progettuali, l'immobile del 1500 (convertito in carcere prima di essere abbandonato a se stesso) viene definito come "centro pilota di innovazione per la rivitalizzazione del centro storico".

Al suo interno, infatti, dovrebbe prendere vita un Atelier di Arte e Mestieri con "l'insediamento – si legge nel progetto – di circa 15 laboratori artigianali e d'arte legati da un lato alle tradizioni culturali ed artistiche locali (ad esempio, laboratori di ceramica, ferro battuto, pietre, legno); dall'altro alle attività teatrali e di spettacoli di qualità (ad esempio, scenografie, costumi, ecc.)".

Non solo, perché l'ex convento ospiterà anche un Osservatorio turistico "finalizzato all'attivazione di strategie innovative nell'ambito delle attività e delle manifestazioni turistiche con il coinvolgimento di soggetti privati operanti nel sistema ricettivo, delle organizzazioni turistiche e culturali pubbliche e private locali ed extralocali, con l'attivazione di iniziative produttive e di servizi nel centro storico connesse con il turismo, e realizzando attività di studio e di monitoraggio dei flussi turistici e dell'organizzazione del sistema turistico e culturale locale". Nell'immobile, inoltre, troverà spazio la sede della Fondazione per la gestione del sistema teatrale cittadino e al suo interno si svolgeranno anche attività formative rivolte a giovani disoccupati e donne "privilegiando le azioni in favore della pari opportunità".

Il teatro all'aperto

Un milione di euro è la somma necessaria per realizzare un teatro all'aperto a ridosso del fossato castello. Lo spazio che arriverebbe ad ospitare tra i 1.500 e i 1.700 spettatori è quello acquisito dalla società Lidl dove attualmente permangono le macerie del cantiere avviato e poi interrotto per la realizzazione di un supermercato. L'area dovrebbe acquisita dal Comune mediante esproprio o, molto più verosimilmente, cedendo alla società tedesca un terreno in un'altra zona della città. Ad ogni modo, sui circa 8mila metri quadrati di via Cafiero, si vorrebbe realizzare un teatro con "strutture principali fisse e integrate con l'ambiente, lasciando smontabili solo le strutture tecniche più delicate, come ad esempio il ponte luci".

Palazzina Eni

Con due distinti interventi, per un totale di quasi 1 milione e 800 mila euro, il Comune vorrebbe acquisire l'edificio di proprietà di Eni attiguo alla zona in cui dovrebbe sorgere il teatro all'aperto e farne un centro sociale e culturale. Si tratta di un immobile risalente alla metà del secolo scorso e utilizzato come deposito di carburanti fino a una decina di anni fa, per poi essere abbandonato. "Ai fini della presente proposta – scrive il Comune – rileva l'opportunità che questo ex complesso produttivo si integri nella visione complessiva della sistemazione dell'intera area fino al Castello".

Il progetto, infatti, prevede la prevede la costituzione di un centro servizi che opererà nella "gestione del realizzando nuovo parco del castello in maniera unitaria, garantendo anche sicurezza, servizi generali, pulizia, ecc.; nelle attività di programmazione degli eventi nel parco del Castello e gestione dei relativi allestimenti; nella creazione di servizi ai turisti; in attività formative e promozionali orientate prevalentemente ai giovani disoccupati ed alle donne, privilegiando le azioni in favore della pari opportunità e in organizzazione di seminari, tavole rotonde, dibattiti connessi con le tematiche di intervento su indicate, aperti alla popolazione locale".

Darsena pescatori

Per completare il quadro di ricucitura tra la città e il borgo marinaro, un ultimo progetto del valore di 600mila euro riguarda l'ammodernamento e la riqualificazione dell'area della Darsena dei pescatori mediante opere di sistemazione viaria come la realizzazione di due rotatorie e spazi dedicati a parcheggio.

"Per dare attuazione agli atti di pianificazione in questa zona – si legge nelle tavole del progetto – è necessario prevedere collegamenti alla viabilità principale mediante la realizzazione di parcheggi, di spazi per gli operatori della darsena dei pescatori e il molo sporgente lato Sud dedicato all'attracco dei pescherecci, secondo le prescrizioni del PRG del Porto". L'obiettivo è "attivare azioni rigenerative tali da creare una continuità percettiva fra il costruito della città di Barletta ( Borgo Marinaro) ed il mare, senza rinunciare al dialogo con le bellezze naturali della litoranea e le straordinarie masse del castello angioino, cancellando, al contempo quelli che sono i segni d'incuria e di abbandono che attualmente contraddistinguono questo pezzo di città, e può considerarsi un intervento di tutela e salvaguardia del luogo e funzionale d'uso dell'area".
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