Settembre 1943 a Barletta
Settembre 1943 a Barletta
La città

Ecco cosa fu il settembre 1943 per la città di Barletta

La nota del presidente dell'Anpi Bat, Roberto Tarantino, a 78 anni dall'eccidio di piazza Caduti

8 Settembre 1943: Badoglio annuncia alla Nazione l'armistizio con gli anglo americani già firmato a Cassibile, in Sicilia, il giorno 3 settembre: lo Stato pare debba dissolversi, l'Esercito italiano non riceve ordini o riceve ordini ambigui se non contraddittori. «Quello - spiega il presidente della sezione cittadina dell'Anpi, Riberto Tarantino - è il momento, per i cittadini e per i militari, delle scelte: c'è chi fugge, c'è chi si nasconde, c'è chi si schiera dalla parte dei nazisti e dei fascisti e c'è, invece, chi decide di "fare la propria parte" per chiudere definitivamente con fascismo e con l'ex alleato nazista e con i loro crimini.
A Barletta, ricevuto nelle primissime ore dell'11 settembre l'ordine di "considerare le truppe germaniche come truppe nemiche ed agire di conseguenza" i soldati del locale Presidio militare comandati dal colonnello Francesco Grasso, pur con poche armi, resistono e riescono a respingere l'attacco nemico ma, abbandonati dai comandi superiori che non inviano gli aiuti richiesti, sono costretti ad arrendersi per evitare più gravi conseguenze per la popolazione civile e la distruzione della città. 37 soldati perdono la vita nella difesa di Barletta, 27 restano feriti in maniera più o meno grave. Segue l'occupazione della città e la vile uccisione di 34 civili e il ferimento di altri 65. Tra le vittime civili, i dieci vigili e i due netturbini. Barletta, fra le prime città in Italia, sperimenta sulla propria pelle la rabbiosa vendetta tedesca che, fino all'aprile 1945, macchierà di sangue la Penisola.

...a Barletta hanno chiamato a raccolta la popolazione, dicendo che avrebbero distribuito i viveri, e invece hanno tirato fuori le mitragliatrici e hanno sparato, cose del genere hanno fatto. Poi, per strada, strappavano orologi e anelli, come i banditi. Ce l'hanno raccontato i soldati stessi, di come hanno infierito.

E, ancora:

In Italia, in ogni posto dove arrivavamo, il tenente ci diceva sempre: "Per prima cosa facciamone fuori qualcuno!". Diceva: "Allora, fatene fuori venti, così avremo un po' di calma, che non si facciano strane idee!". (Risate.) Tutti sulla piazza del mercato, poi arrivava uno con il mitra, rrr-rum, e tutti a terra". Poi diceva: "Benissimo! Porci!". Aveva una tale rabbia nei confronti degli Italiani, da non crederci!

Questo risulta dalle intercettazioni dei militari tedeschi prigionieri degli Alleati riportate in "Soldaten" Collezione storica Garzanti, 2012.

Solo grazie al lavoro coraggioso, capillare e ostinato di privati cittadini barlettani, sostenuti – poi – da valenti storici e giornalisti (ricordo, per tutti, Gerhard Schreiber, Roberto Olla, Vito Antonio Leuzzi, Mario Pirani…) è stato possibile ricostruire l'inoppugnabile verità storica dei fatti del settembre 1943, al di là delle "chiacchiere di paese", degli arbitrari racconti, dei giudizi fantasiosi, infondati, di parte. L'unicità di ciò che Barletta visse in quelle tragiche giornate è stata riconosciuta con il conferimento di due medaglie d'oro per la Resistenza che pochissime città in Italia possono vantare, e di ciò ogni Barlettano dovrebbe essere orgoglioso e attento e geloso custode.

Eppure, mi sembra che così non è: in occasione del settantottesimo anniversario del settembre 1943 si deporrà solo una corona alla lapide che ricorda l'eccidio dei dieci vigili urbani e dei due netturbini. E le altre vittime civili, i bambini, le donne, gli anziani feriti o uccisi? E i militari che rimasero al loro posto a combattere una eroica e sfortunata battaglia in difesa di Barletta? Certo, l'eccidio dell'ex Palazzo delle Poste va ricordato adeguatamente perché ha un grande valore simbolico nella memoria collettiva cittadina, ma non è ragione sufficiente per ignorare tutto il resto, a meno che non si voglia tornare al passato e annullare ciò che negli ultimi trent'anni è stato fatto per scoprire e ricostruire quanto veramente avvenuto nella nostra città.

Dietro questa decisione, ci sono ragioni legate alla prudenza che è necessario osservare in tempo di covid? E, allora, le altre manifestazioni che si svolgeranno nella nostra città in questi giorni? Personalmente, come cittadino e come presidente dell'ANPI BAT, continuerò a raccontare gli eventi del settembre 1943. Non mi arrendo e non mi lascio scoraggiare».
  • 12 settembre 1943
  • ANPI
Altri contenuti a tema
Barletta omaggia le vittime dell’eccidio di piazza Caduti del 12 settembre 1943 Barletta omaggia le vittime dell’eccidio di piazza Caduti del 12 settembre 1943 Il messaggio del sindaco Cannito a 78 anni dal tragico evento
Quel volantino di un'organizzazione studentesca di destra attaccato sulla targa dell'ANPI Quel volantino di un'organizzazione studentesca di destra attaccato sulla targa dell'ANPI Le parole del presidente ANPI BAT e del presidente dell'Ambulatorio Popolare di Barletta
Anpi e Cgil, a Barletta il ricordo del 25 aprile è per i fratelli Vitrani Anpi e Cgil, a Barletta il ricordo del 25 aprile è per i fratelli Vitrani Le celebrazioni anche a Trinitapoli e Margherita di Savoia
"25 aprile: partigiani e deportati della Bat", evento organizzato dall'Anpi "25 aprile: partigiani e deportati della Bat", evento organizzato dall'Anpi Prevista la presenza dei Sindaci e del presidente della Provincia Lodispoto
1 Ex Palazzo delle Poste, ANPI: «Le promesse del sindaco si trasformino in atti concreti» Ex Palazzo delle Poste, ANPI: «Le promesse del sindaco si trasformino in atti concreti» L'intervento di Roberto Tarantino, presidente dell'ANPI BAT
1 Solidarietà a Natale, l'ANPI Bat dona un libro a chi non può fare regali Solidarietà a Natale, l'ANPI Bat dona un libro a chi non può fare regali «Vogliamo rendere sempre vivo uno dei principi che ha animato la Resistenza, pilastro della nostra Costituzione: la solidarietà»
3 Palazzo delle Poste a Barletta, interviene l'ANPI Bat: «Si evitino errori del passato» Palazzo delle Poste a Barletta, interviene l'ANPI Bat: «Si evitino errori del passato» Tarantino: «Cosa farà il Sindaco, cosa farà il Consiglio comunale? Commettere errori è umano, ma perseverare nell'errore è diabolico»
2 Resistenza all'occupazione tedesca, Barletta ricorda le vittime Resistenza all'occupazione tedesca, Barletta ricorda le vittime Questa mattina, in occasione del 77esimo anniversario dal 12 settembre 1943
© 2001-2021 BarlettaViva è un portale gestito da InnovaNews srl. Partita iva 08059640725. Testata giornalistica telematica registrata presso il Tribunale di Trani. Tutti i diritti riservati.
BarlettaViva funziona grazie ai messaggi pubblicitari che stai bloccandoPer mantenere questo sito gratuito ti chiediamo disattivare il tuo AdBlock. Grazie.