
La città
Cento anni dalla nascita di Cesare Dante Cioce, il ricordo di una grande personalità barlettana
Il racconto del giornalista Nino Vinella
Barletta - giovedì 13 febbraio 2025
Nascere a Barletta poteva già prospettare un orizzonte di vita ed un titolo di prestigio in quegli anni proprio per il rango della città. Ma a rendere la sua vita, privata e pubblica, già tanto intensamente vissuta da dover meritare un libro tutto suo, così ancora più appassionante ed appassionata fu nascere nel giorno della Disfida: un secolo fa, quel 13 febbraio 1925… E' stato segnato così dal destino, come un preciso segno premonitore, il cammino di Cesare Dante Cioce, barlettanissimo, avvocato, leader di partito, personalità politica alfiere e promotore della Sesta Provincia, senatore della Repubblica, presidente della squadra di calcio e tantissimo altro ancora.
Trascinatore con la sua oratoria fascinosa negli affollatissimi comizi di piazza, quando il dibattito politico diventava tanto popolare dai palchi imbandierati ed il linguaggio parlato si amplificava dagli altoparlanti, Cesare Dante Cioce, anzi Cesarino come risulta ufficialmente nel suo atto di nascita e come fu battezzato, lo è sempre stato. Estroverso nel suo innato senso di aperta umanità, sorriso ammiccante e sornione, gli è sempre venuto naturale sedurre un qualunque pubblico che lo ascoltasse: fin dalle sue primissime esperienze di studente "attor giovane" che si cimentava con innocente ma pur sempre istrionica teatralità sulle tavole di palcoscenico, immaginando (magari) di mettere al pubblico servizio questa sua innata dote.
Dante Cioce è stato un sicuro riferimento sempre presente per i barlettani. Che ne hanno sempre stimato le capacità e le competenze professionali prima nella carriera forense e poi nella parallela attività politica di eletto dal popolo. Il socialismo democratico è stato la sua stella polare, e nel PSDI ad ogni livello di rappresentanza e di responsabilità ha ritrovato una sua precisa collocazione dalla quale mai si è voluto staccare in coerenza di quella "fede" oggi considerata fuori moda ma che nei suoi anni gli ha consentito di elevarsi col consenso del voto popolare fino al Parlamento ed al Governo.
Eletto al Senato la prima volta nel 1979 - quando nel gruppo di Palazzo Madama (ottava legislatura) sedeva l'ex presidente della Repubblica Giuseppe Saragat – fu presidente della Commissione permanente Giustizia dall'81 all'83 nonché membro di numerose ed importanti commissioni anche d'inchiesta: caso Sindona, strage di Via Fani e omicidio di Aldo Moro, loggia massonica P2. Rieletto con gran suffragio a giugno 1983, giunse così la designazione nell'incarico di sottosegretario alla Giustizia (ricoperto per quattro anni fino ad aprile 1987) nel primo e nel secondo governo presieduto da Bettino Craxi.
Fu già durante il suo primo mandato parlamentare che Dante Cioce riprese la precedente azione parlamentare ispirata dall'onorevole liberale Manlio Livio Cassandro ed aggiornò le storiche rivendicazioni di Barletta e del Territorio al rango di Provincia con un disegno di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di una nuova provincia nel Nord Barese (compresa Corato) quando dalle nostre parti era l'omonimo Comprensorio a tenere collegate le varie città: si dovettero aspettare molti anni prima di approdare alla provincia policentrica con tre capoluoghi…
L'altro amore di Dante Cioce fu il calcio e la società sportiva che guidò come presidente decisionista nella metà degli Anni Settanta, richiamando intorno a sé nella serie C operatori economici barlettani dalle più differenti provenienze e che, come lui stesso, firmarono le fidejussioni per iscrivere la squadra ai campionati. Quando nel 1987 il Barletta si giocò le sue carte calcistiche fino alla promozione in serie B, Dante Cioce ne fu il presidente onorario…
Così il ricordo del giornalista e scrittore Nino Vinella: "Nella mia carriera, anch'io ho avuto riprova di quanto potente fosse la capacità oratoria del Senatore durante le sedute di consiglio comunale nell'aula di lettura della biblioteca Loffredo, nel ridotto del teatro Curci, di fronte al Comune, quando era proprio difficile riportare negli appunti da cronista per La Gazzetta del Mezzogiorno i toni, le espressioni, perfino quella sua tipica gestualità. Ricordo quei numerosi cittadini assiepati alle spalle dei consiglieri che aspettavano apposta, anche a tarda ora nelle maratone notturne, quando Cesare Dante Cioce prendeva la parola: restavano incantati dalla sua verve di consumato protagonista della scena politica cittadina in stile Prima Repubblica… Davvero un gran peccato che quegli interventi siano andati perduti: oggi la diretta tivvù appiattisce, mentre allora…
Cesare Dante Cioce: fra diritto, politica e impegno civile per Barletta Città della Disfida. Omaggio nel Centenario della nascita (1925 – 2025)".
Trascinatore con la sua oratoria fascinosa negli affollatissimi comizi di piazza, quando il dibattito politico diventava tanto popolare dai palchi imbandierati ed il linguaggio parlato si amplificava dagli altoparlanti, Cesare Dante Cioce, anzi Cesarino come risulta ufficialmente nel suo atto di nascita e come fu battezzato, lo è sempre stato. Estroverso nel suo innato senso di aperta umanità, sorriso ammiccante e sornione, gli è sempre venuto naturale sedurre un qualunque pubblico che lo ascoltasse: fin dalle sue primissime esperienze di studente "attor giovane" che si cimentava con innocente ma pur sempre istrionica teatralità sulle tavole di palcoscenico, immaginando (magari) di mettere al pubblico servizio questa sua innata dote.
Dante Cioce è stato un sicuro riferimento sempre presente per i barlettani. Che ne hanno sempre stimato le capacità e le competenze professionali prima nella carriera forense e poi nella parallela attività politica di eletto dal popolo. Il socialismo democratico è stato la sua stella polare, e nel PSDI ad ogni livello di rappresentanza e di responsabilità ha ritrovato una sua precisa collocazione dalla quale mai si è voluto staccare in coerenza di quella "fede" oggi considerata fuori moda ma che nei suoi anni gli ha consentito di elevarsi col consenso del voto popolare fino al Parlamento ed al Governo.
Eletto al Senato la prima volta nel 1979 - quando nel gruppo di Palazzo Madama (ottava legislatura) sedeva l'ex presidente della Repubblica Giuseppe Saragat – fu presidente della Commissione permanente Giustizia dall'81 all'83 nonché membro di numerose ed importanti commissioni anche d'inchiesta: caso Sindona, strage di Via Fani e omicidio di Aldo Moro, loggia massonica P2. Rieletto con gran suffragio a giugno 1983, giunse così la designazione nell'incarico di sottosegretario alla Giustizia (ricoperto per quattro anni fino ad aprile 1987) nel primo e nel secondo governo presieduto da Bettino Craxi.
Fu già durante il suo primo mandato parlamentare che Dante Cioce riprese la precedente azione parlamentare ispirata dall'onorevole liberale Manlio Livio Cassandro ed aggiornò le storiche rivendicazioni di Barletta e del Territorio al rango di Provincia con un disegno di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di una nuova provincia nel Nord Barese (compresa Corato) quando dalle nostre parti era l'omonimo Comprensorio a tenere collegate le varie città: si dovettero aspettare molti anni prima di approdare alla provincia policentrica con tre capoluoghi…
L'altro amore di Dante Cioce fu il calcio e la società sportiva che guidò come presidente decisionista nella metà degli Anni Settanta, richiamando intorno a sé nella serie C operatori economici barlettani dalle più differenti provenienze e che, come lui stesso, firmarono le fidejussioni per iscrivere la squadra ai campionati. Quando nel 1987 il Barletta si giocò le sue carte calcistiche fino alla promozione in serie B, Dante Cioce ne fu il presidente onorario…
Così il ricordo del giornalista e scrittore Nino Vinella: "Nella mia carriera, anch'io ho avuto riprova di quanto potente fosse la capacità oratoria del Senatore durante le sedute di consiglio comunale nell'aula di lettura della biblioteca Loffredo, nel ridotto del teatro Curci, di fronte al Comune, quando era proprio difficile riportare negli appunti da cronista per La Gazzetta del Mezzogiorno i toni, le espressioni, perfino quella sua tipica gestualità. Ricordo quei numerosi cittadini assiepati alle spalle dei consiglieri che aspettavano apposta, anche a tarda ora nelle maratone notturne, quando Cesare Dante Cioce prendeva la parola: restavano incantati dalla sua verve di consumato protagonista della scena politica cittadina in stile Prima Repubblica… Davvero un gran peccato che quegli interventi siano andati perduti: oggi la diretta tivvù appiattisce, mentre allora…
Cesare Dante Cioce: fra diritto, politica e impegno civile per Barletta Città della Disfida. Omaggio nel Centenario della nascita (1925 – 2025)".