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Cronaca

"Caro Estinto" al Dimiccoli, nessuna condanna per le onoranze funebri

L'inchiesta puntava a trovare illeciti per i funerali di persone morte all'ospedale

Nessuna condanna per l'inchiesta "Caro Estinto", che nel 2005 accese i riflettori sui presunti illeciti per guadagnarsi i funerali di persone morte all'ospedale Mons. Dimiccoli. La lente d'ingrandimento della Procura di Trani e del G.I.C.O. della Guardia di Finanza si posò su alcune agenzie funerarie e su chi, lavorando in ospedale, le avrebbe avvisate per sbarazzare la concorrenza di altre imprese di pompe funebri.

A conclusione del giudizio abbreviato il gup del tribunale di Trani Francesco Messina ha assolto dalle accuse Francesco Farano, amministratore dell'omonima impresa di onoranze funebri nonché presidente del Consorzio Imprese Onoranze Funebri (CIOF); Raffaele Di Benedetto, amministratore dell'omonima impresa di onoranze funebri; Giuseppe Bracco, Vito Antonio Bracco, Ruggiero Bracco, il primo socio accomandatario e gli altri due soci accomandanti dell'impresa di onoranze funebri "La Cattolica"; Ruggiero Fumarulo, medico di guardia dell'ospedale di Barletta; Michele Lionetti, coordinatore dei tecnici della prevenzione dell'Asl Bat; Mario Boccassini, operatore emergenza radio in servizio al Dimiccoli; Thomas Matera, guardia giurata allo stesso nosocomio; Savino Cariati e Antonio Walter Chieffi, rispettivamente ragioniere e vice presidente del C.I.O.F.; Francesco Cafagna e Anna Saponaro, entrambi esponenti della sezione di Barletta del Tribunale per i Diritti del Malato.

Di Benedetto, Farano, Lionetti, Cariati e Chieffi sono stati assolti con l'equivalente della vecchia formula dell'insufficienza di prove. Per Boccassini il gup ha dichiarato non doversi procedere per prescrizione.

Altri 3 imputati, Francesco Dibenedetto, socio dell'impresa di onoranze funebri Eraclio; il collaboratore Antonio De Fazio; ed il medico convenzionato Pasquale Garzillo, non avevano chiesto il giudizio abbreviato. Anche loro sono stati scagionati: dunque provvedimento di non luogo a procedere.

«Abbiamo sempre avuto piena fiducia nella giustizia e nel fatto che alla fine la verità sarebbe stata accertata. Per me e per i miei fratelli – afferma Ruggiero Bracco dell'agenzia funebre La Cattolica, tutti difesi dagli avvocati Francesco Filograsso e Luigi Peschechera - dopo anni è terminata una specie di incubo. L'accusa di speculare sul dolore delle persone era davvero infamante ed insopportabile, dopo 20 anni di onorata attività durante i quali abbiamo cercato di operare sempre con la massima correttezza e serietà».
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