RAI Paesi che vai a Barletta
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Archeoclub su "Paesi che vai": «Nessuna chiamata pubblica del Comune di Barletta»

«L’Archeoclub d’Italia invita il Comune ad attivarsi per garantire a tutti i soggetti di essere preventivamente informati sulle attività di promozione»

In una nota stampa a firma del Presidente, il giornalista Nino Vinella, i Soci dell'Archeoclub d'Italia Associazione di Promozione Sociale Sede storica di Barletta Canne della Battaglia "Annibale, San Ruggero Vescovo, Ettore Fieramosca, Pietro Mennea" definiscono la propria posizione critica nelle scelte adottate per le riprese in corso della trasmissione di Rai Uno "Paesi che vai…".

Scrivono: «A Barletta il tema di queste ore è diventato come (ma soprattutto da e con chi) far valorizzare il patrimonio storico-culturale della città in maniera partecipata ed inclusiva. Se infatti pare ovvio che il servizio pubblico punti l'attenzione sul Territorio manifestando il proprio interesse al Comune già nei primissimi contatti organizzativi, non altrettanto sembra scontato che poi sia proprio il Comune a indicare figure, risorse e competenze utili nel rispetto della massima trasparenza e delle regole derivanti dalla riforma ormai conclusa nonché dalle innovative regole del Registro Unico del Terzo Settore evidentemente a tutti note in campo nazionale ma non a Palazzo di Città… Ed è in questa fase che, a giudicare il comunicato stampa pubblicato sul sito web ufficiale del Comune di Barletta e poi a spiovere sui vari organi di stampa anche social, gli stessi amministratori comunali di riferimento operino differenti valutazioni di merito. Ove si colgano, come tutti hanno potuto leggere, indicazioni nominative ben precise nel voler distinguere quegli apporti di collaborazione ancorché nemmeno preventivamente richiesti a tutti gli soggetti pari grado, realtà associative o individuali possessori delle medesime competenze».

Prosegue Vinella: «Tale paradossale stato dei fatti come realmente accaduti (e verificati) getta una preoccupante cattiva luce sull'inizio dei migliori rapporti fra il mondo della Cultura in generale e l'attuale Giunta a Palazzo di Città a pochi mesi dall'insediamento. Mentre infatti con diffuso orgoglio si plaude al momento di visibilità internazionale derivante dalla mostra dei De Nittis a Washington, l'appello rivolto solo pochi giorni fa di collaborare tutti insieme responsabilmente al rilancio dell'immagine cittadina anche attraverso il Patto per la Lettura appare come una ipocrita operazione di propaganda senz'altro scopo che creare divisioni piuttosto che puntare all'unità d'intenti.

La nota stampa diffusa a commento delle riprese a Barletta di queste ore per la trasmissione di Rai Uno "Paesi che vai…" acquista dunque così, nella stesura e nella voluta scelta dei termini espressivi usati in quelle dichiarazioni ufficiali riportate fra virgolette (sindaco Cannito ed assessore Cilli), il sapore effettivamente tutto paesano (o discriminatorio?) di voler attribuire meriti a Tizio e Caio personalizzandone forzatamente il ruolo a danno di altre Associazioni o realtà di pari rango operanti».

In conclusione: «L'Archeoclub d'Italia competente per territorio invita dunque il Comune di Barletta nelle sue varie articolazioni, dalla Giunta al Settore di competenza previo coinvolgimento della competente Commissione consiliare permanente, ad attivarsi immediatamente con modalità tali da garantire a tutti i Soggetti in regola di essere preventivamente informati sulle attività di promozione che inducano sinergie utili e partecipative. Raccomanda inoltre di eliminare così sul nascere coinvolgimenti a carattere discrezionale che penalizzano il potenziale in possesso di tutte le forze associative, imprenditoriali, individuali riducendo parallelamente la forza dell'immagine di Barletta».
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