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Cronaca

Anche Filippo Caracciolo mostra vicinanza alla famiglia di Claudio

Il Presidente del Gruppo consiliare del Pd dice: «È il momento di agire»

«Ho voluto aspettare qualche giorno prima di parlare del terribile omicidio avvenuto a Barletta la notte tra il 29 e 30 ottobre scorsi. Ho creduto giusto permettere alle persone che lo amavano di piangere Claudio Lasala, un ragazzo di 24 anni, ucciso nella nostra città con una vile coltellata» – Lo sostiene in una nota Filippo Caracciolo, Presidente del Gruppo consiliare del Partito Democratico.

«Ho valutato giusto – sottolinea Caracciolo - non solo avere rispetto del dolore di tutti coloro che amavano Claudio, ma anche del lavoro degli inquirenti che, senza sosta, hanno cominciato da subito ad indagare per individuare e fermare gli aggressori di un giovane la cui vita è stata spezzata per un motivo assurdo, inconcepibile da comprendere e da accettare: non si può, non si deve morire a seguito di un litigio in un bar. Ho ritenuto che le forze dell'ordine, coordinate dalla Procura, dovessero svolgere il loro lavoro senza distrazioni, senza sentire alcuna pressione sul proprio operato, e ringrazio non solo tutti loro ma anche il dottor Valiante, prefetto di Barletta, che si è immediatamente mobilitato, aumentando presidi di controllo e sorveglianza nella città».

«L'auspicio – continua l'esponente Pd - è che da oggi in poi Barletta sia presidiata con molta più attenzione, perché non si può continuare a vivere con la paura. Oggi, però, a chiusura ormai prossima delle indagini, penso sia giusto intervenire per ricordare prima di tutto ai giovani che determinati comportamenti non sono accettabili, non si possono e non si devono assolvere, il futuro è loro e devono esserne garanti in prima persona, comprendendo che certi comportamenti sono inaccettabili, che la violenza non è mai la riposta e che devono poter uscire per svagarsi, sicuri che torneranno a casa sani e salvi.

E che nulla gli succederà. Fondamentale è anche l'apporto delle famiglie, che non solo devono vigilare sui loro figli, ma anche ammettere che in alcuni casi i comportamenti errati dei loro ragazzi sono lo specchio di un disagio nato proprio all'interno del nucleo familiare, e quindi è giusto interrogarsi su questa eventualità e porvi immediatamente riparo, per evitare che succedano ancora simili episodi. Non voglio sollevare alcuna polemica, questo è il momento di ricordare, dopo averlo pianto, Claudio, però credo sia giusto ricordare anche che la politica è sempre vicina ai cittadini, c'è, esiste, ma in certi momenti, quelli del dolore e delle tragedie familiari come questa, deve fare un passo indietro e osservare, attendere, essere presente con la doverosa discrezione che un fatto come questo merita.

Però, la politica deve anche chiedersi dove ha fallito, in cosa è stata carente, perché non è intervenuta quando c'erano già avvisaglie, perpetrate nel tempo, di focolai di violenza, proprio in quelle zone in cui Claudio è stato ucciso, episodi di violenza e di delinquenti che hanno fatto dei luoghi di tutti noi zone di spaccio, presidi di gente di malaffare facile alla violenza, alle risse, alla prepotenza. Personaggi pericolosi che avrebbero dovuto essere fermati già da tempo».

«Adesso, purtroppo – conclude Caracciolo - dopo un fatto così tragico come la morte di Claudio, è il momento di agire, non si può più evitare di assumersi la responsabilità di dare una nuova vita a quei luoghi ripulendoli da violenza, giri pericolosi e illegalità. La mia vicinanza va oggi alla famiglia di Claudio, alle persone che lo amavano, a tutti coloro che, nelle Forze dell'Ordine, hanno lavorato per fermare i suoi assassini. Il mio pensiero, sempre vivo e vigile va anche a tutta la città di Barletta, a una comunità sana che oggi, ancora, continua a piangere uno dei suoi figli, con l'impegno da parte di tutti perché fatti come questo non si ripetano ancora».
  • Filippo Caracciolo
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