Barletta Manfredonia. <span>Foto Cosimo Campanella</span>
Barletta Manfredonia. Foto Cosimo Campanella
Calcio

Pompei-Barletta 0-2 vittoria di gestione, vittoria da grande squadra

I biancorossi studiano per un tempo il Pompei, per poi abbatterlo in pochi minuti nel secondo tempo. La sfida alla vetta è lanciata

"Vincere nel calcio non è mai scontato", è una di quelle frasi banali, e talvolta persino fastidiose, che tante volte noi sportivi abbiamo ascoltato, e che continueremo ad ascoltare fino alla fine dei nostri giorni in qualunque trasmissione sportiva che si rispetti, con quella voglia matta di prendere il telecomando e girare sul primo TG o Talk Show che rianimi temporaneamente quel tanto illusorio ed eccitante, quanto perfettamente inutile, animo pseudo rivoluzionario che alberga in noi stessi.

Purtroppo però c'è quasi sempre il campo ad avvalorare la tesi di quel maledetto "vincere nel calcio non è mai scontato". È stato così anche nel primo tempo di Pompei-Barletta, quando la volenterosa ma limitata formazione di casa ha provato a giocarsela contro un Barletta apparso un tantino più sonnacchioso rispetto alle ultime uscite.

Poi, nella ripresa, quasi come se mister Paci avesse lasciato intendere ai suoi che non fosse più il caso di gigioneggiare, il Barletta ha alzato i giri del motore mettendo prima all'angolo i rossoblu campani, per poi piazzare l'uno-due da tre punti con Malcore e Coccia, ed infine chiudere la gara in modalità gestione in vista dell'ostica trasferta di domenica prossima a Ferrandina.

Certo, in apparenza, se non è stato un Barletta dai due volti poco ci manca, ma si tratta di due volti più che rassicuranti, vale a dire quelli di una squadra che gestisce e studia l'avversario, per poi azzannarlo alla gola al momento giusto, proprio come in natura fanno i grandi predatori.

Un atteggiamento tipico delle grandi squadre (di quelle che alla fine vincono i campionati…) che risulta essere molto differente da quello del Barletta visto in tante occasioni (specialmente al Puttilli…) nella prima parte della stagione, quando più e più volte Da Silva e compagni impersonavano quel pugile che colpiva fino allo sfinimento, e senza ottenere risultati, un avversario ben arroccato in posizione di difesa.
Dopo quattro giornate di gestione Paci-Lanotte, possiamo quindi finalmente dire di potere ammirare quel Barletta che tutti noi anelavamo. Un Barletta che ora fa seriamente paura alla concorrenza, nonostante la distanza dalla vetta della classifica del girone H di Serie D sia rimasta immutata, alla luce del bel successo della Paganese capolista in casa della Virtus Francavilla, superata per 2-0 alla Nuovarredo Arena.

Ma se la Paganese resta a +4 sul Barletta, il fasano è ormai lì, a un solo punto, dopo la pesante sconfitta per 3-0 patita a Nardò, con tanto di mistero riguardante i presunti malesseri gastrointestinali che, a detta di mister Pasquale Padalino, avrebbero colpito più di un giocatore del Fasano.

Avanza il Barletta, così come avanza il Martina, che resta terzo a pari merito con i biancorossi dopo il successo in rimonta (2-1) di Francavilla in Sinni.

Pari con polemica invece per l'Afragolese al Miramare di Manfredonia, per un gol annullato in pieno recupero ai padroni di casa, a causa di un fuorigioco del tutto inesistente che fa il paio con il clamoroso rigore negato qualche settimana fa ai sipontini contro il Pompei (quello con Jallow praticamente in ginocchio dinanzi al direttore di gara…).

Per quanto riguarda la zona bassa della classifica, la ventitreesima giornata del girone H di Serie D ha visto il primo, meritatissimo e importantissimo successo del 2026 della Fidelis Andria, che al Degli Ulivi ha battuto 1-0 la Real Normanna al termine di una gara letteralmente dominata dalla squadra di Pasquale Catalano, e da un palpabile clima di tensione in campo, soprattutto nel secondo tempo, favorito anche da un'incerta direzione di gara.

Vittorie importanti in coda anche per Gravina (1-0 ad Acerra) e Sarnese (1-0 al Ferrandina), mentre è terminato in parità (1-1) il match dello Zaccheria tra Heraclea e Nola.
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