Vittoria Cestistica Barletta - New Basket Lecce
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Cestistica Barletta, parla coach Gino Degni

Intervista esclusiva ai microfoni di Barlettalife

Come ogni capitano che si rispetti, sa difendere la propria nave e portarla in porto cercando di evitare tutte le difficoltà che si presentano lungo il tragitto. L'esperienza non manca a chi conduce questa nave già da diversi anni. E se la nave si chiama Cestistica Barletta, il "capitano" non può che essere il coach Gino Degni. È lui il guru della pallacanestro barlettana. È al timone già da diversi anni del sodalizio biancorosso, ma mai come quest'anno sa di guidare un gruppo compatto, omogeneo, "fresco" e "profondo" allo stesso tempo. Risultati e soddisfazioni non mancano. In 22 turni di campionato, sono arrivate ben 17 vittorie, 12 delle quali rappresentano un'importante striscia di risultati consecutivi che ha messo i brividi alle dirette concorrenti. Miglior difesa del campionato, la Cestistica di coach Degni occupa al momento il secondo posto a soli due punti con il Ceglie, in coabitazione con il Lucera, che però ha una partita in meno rispetto al roster biancorosso. Analizziamo il momento del team del presidente Criscuoli proprio con il suo timoniere, che fa il punto sul campionato e su quanto mostrato finora dai "suoi" uomini:

Coach Degni, 22 turni di campionato. Possiamo tirare le somme dell'avventura della Cestistica Barletta in questa avvincente serie C pugliese?
Le somme sono abbastanza positive. Il fatto stesso che siamo secondi a due punti dalla prima è un ottimo risultato. Non era previsto all'inizio del campionato, però con il gruppo che ci ritroviamo siamo lì, vogliamo esserci e vogliamo continuare a lottare fino in fondo.

Un campionato che ha visto la Cestistica avere una imbarazzante continuità di risultati per 12 turni consecutivi. Poi un imprevisto stop di due turni, a cui è seguito un repentino cambio di rotta che ha prodotto due vittorie consecutive. Cosa è cambiato nella testa dei ragazzi?
Non è cambiato nulla. Quest'anno il campionato è uno dei più equilibrati che io abbia mai visto e disputato. Gli altri anni c'erano un paio di squadre che hanno fatto un campionato a sé. Quest'anno, invece, ci sono almeno 5-6 squadre, e forse anche di più, che hanno tutte le carte in regola per fare risultato. È la dimostrazione è il campo, perché anche squadre di "seconda fascia" riescono a fare risultato con quelle di prima. Ogni partita ha una storia a sé. È vero che abbiamo avuto questi due stop, ma questo vuol dire che abbiamo giocato male, che abbiamo sprecato tanto. Però abbiamo dato una bella risposta a Fasano togliendo di mezzo una diretta concorrente in un campo abbastanza caldo – tra parentesi loro non perdevano in casa da due anni.

La forza di questo roster è sicuramente la forza del gruppo che ha sicuramente in Hernan Faletto la punta di diamante, ma che può avere nella profondità della panchina una delle sue armi migliori…

Faletto è l'uomo di punta, però dietro di lui ci sono ragazzi che si prestano al "lavoro sporco". E da questo punto di vista, questo gruppo è davvero stupendo, è omogeneo, compatto, e i risultati vengono anche per questo motivo.

Quel che si nota è che accanto all'esperienza di veterani come Colaprice, Degni e Auricchio c'è la forza e la freschezza della gioventù rappresentata da Gambarota, Defazio, Falcone, e anche la gioventù che cresce con i "canterani" Serino e Campese che si affacciano alla prima squadra con grande soddisfazione…
Si, questo è un discorso che sto proponendo da parecchio, sia a Falcone che a Gambarota. Loro sono due elementi che in prospettiva futura non hanno nulla da invidiare a nessuno. Però devono cercare di avere più continuità, essere più attenti alle dinamiche e alla gestione, perché avere due giocatori in più, con una panchina ancora più profonda, e avere anche i ragazzini che comunque sono abbastanza svegli, significa avere un bel mix di giocatori dove tutti portano acqua al mulino. In una riunione post partita ho spronato tutto il gruppo. "Guardate il tabellino: ognuno di voi è capace di segnare 10 punti. Ipoteticamente abbiamo 100 punti tra le mani". Abbiamo elementi davvero validi, devono solo motivarsi un po' di più…

Volendo fare una pagella, volendo darvi dei voti, quale sarebbe il voto della Cestistica Barletta?
Al momento non abbiamo ancora finito. I voti voglio darli alla fine perché, come dico sempre, alla fine tiriamo le somme. Ora stiamo facendo un buon cammino. Non è sempre facile, e già sabato a Brindisi ci sarà una partita da prendere col le pinze. Già sabato c'è un'altra battaglia. Noi navighiamo a vista, ci godiamo quello che abbiamo, ma dobbiamo tornare con i piedi per terra, e ricominciare a lavorare come sappiamo fare.

A proposito del prossimo del prossimo avversario, spendiamo qualche parola sulle peculiarità del gruppo brindisino e sui suoi punti deboli. Quali sono le armi per scardinare l'opposizione dell'Assi Brindisi?
Il Brindisi ha un roster formato da un paio di giocatori che hanno una buona esperienza in serie superiore e ora giocano in C2, ossia i cosiddetti "vecchietti". Noi abbiamo la freschezza e una panchina lunga. Dobbiamo andare là per fare la pressione che sappiamo fare e per cercare di mettere subito i puntini sulle "i", impostando la partita sulla nostra base canonica incentrata sulla difesa, visto che abbiamo la miglior difesa del campionato. Però devo ricordare questo passaggio ai miei ragazzi ogni giorno, ma devo anche far sputare loro sangue durante tutta la settimana. E devo dire che loro fanno questo abbastanza volentieri. Dipenderà sempre da come ci si approccia alla gara, ma comunque non sarà una passeggiata.

Volendo dare uno sguardo alla classifica, coach Degni crede ancora nella vetta della classifica o si accontenta di raggiungere i playoff?

Secondo me, arriverà alla fine un gruppone di squadre. E non sarà facile anche per gli altri, perché se non è facile per noi non lo sarà nemmeno per gli altri. Dobbiamo guardare partita dopo partita, alla fine vedremo dove siamo e se c'è da andare avanti, non ci tireremo certamente indietro.

L'arma in più di questa squadra nelle partite casalinghe è il pubblico che riesce, anche nei momenti più delicati, a supportare la squadra verso obiettivi che inizialmente nessuno si era prefissato.
Quest'anno siamo partiti con una sfida: portare al Palazzetto quanta più gente possibile. Ci siamo riusciti. Stiamo dando anche buone prove, buone soddisfazioni al pubblico che si sta godendo anche un livello di pallacanestro più alto della C2. Però adesso il pubblico deve diventare più caldo, lo voglio molto più partecipativo. Molte volte il pubblico si gusta la partita, però ai ragazzi serve il calore del pubblico. Stiamo andando a piccoli passi. L'altro passo che si dovrebbe fare riguarda il calore…

Questo è il suo appello alla tifoseria. In chiusura, cosa vogliamo promettere ai lettori di Barlettalife e agli appassionati della Cestistica Barletta?

La nostra promessa è quella di fare sempre meglio di partita in partita. Il pubblico è il sesto uomo in campo che ci aiuta ad andare avanti. Anche quando abbiamo perso col Ceglie siamo stati applauditi da tutti il pubblico. Questa è una bella cosa, significa che il pubblico ha capito che si lavora tanto e si fanno tanti sacrifici. Se ci applaudono quando perdiamo, figuriamoci quando si vince…

Sperando che le soddisfazioni continuino ad arrivare…
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