Tatò e Martino
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Barletta, partenza per Gubbio a bocche cucite

Al via oggi la trasferta umbra, intanto si attendono le parole di Tatò

Senza dubbio si va a Gubbio, recita lo slogan della tifoseria organizzata biancorossa: con tanti dubbi sul futuro si va a Gubbio, vien da pensare guardando al presente tecnico e societario del sodalizio di via Vittorio Veneto. E mentre Di Bella ha suonato la carica, chiedendo a gran voce in conferenza stampa quattro punti nei prossimi due match di campionato, contro gli umbri e il Viareggio, il Barletta di mister Nevio Orlandi ieri ha proseguito i lavori sul campo con un test in famiglia finalizzato alla valutazione dell'undici anti-Gubbio. In rampa di lancio ci sono Maccarone e Ilari. Da valutare restano le condizioni di Mantovani, mentre Allegretti e La Mantia sono out. Con loro anche D'Errico, squalificato per due giornate dal Giudice Sportivo dopo il "rosso" rimediato nel finale di gara contro il Perugia per un fallo sul grifone Mungo, e Camilleri, anch'egli appiedato per un turno.

La squadra partirà per l'Umbria questa mattina dopo l'ultimo allenamento in terra barlettana: gli interrogativi di ordine tecnico lasciano però il passo ai silenzi societari. E dire che la parola d'ordine in estate era stata continuità: di uomini, di modulo, di idee (quelle che c'erano) e di "progetto", parola tanto abusata quanto sconfessata dai recenti eventi, che hanno visto sugli scudi le dimissioni del presidente Roberto Tatò, annunciate nel post-partita di Pagani ma validate dal 30 giugno 2014. Con qualche giorno di anticipo, il Barletta ha visto le "streghe", icona della notte di Halloween, aleggiare sugli uffici e il manto erboso di via Vittorio Veneto. I venti sono stati placati dalla buona prestazione vista contro il Perugia, ma il futuro non esclude alcuna versione delle tinte biancorosse.

Al momento tutte le ipotesi restano valide: dalla permanenza "responsabilizzata" del dg Gabriele Martino, che dovrebbe duplicarsi più di quanto oggi non cerchi di fare- almeno sulla carta- per rispondere al distacco del numero uno biancorosso, alla separazione tra i due- idea evasa dal direttore, ma comunque non ancora del tutto peregrina- ma in tal caso ci sarebbe da accordarsi sulla buonuscita: di certo c'è che oggi Martino è rimasto solo alla guida del treno che percorreva i binari, oggi non morti ma agonizzanti, del progetto biancorosso. Sembra lontano il 3 settembre 2013, tramonto del mercato estivo, quando l'ex ds della Reggina rispondeva ai dubbi sollevati sull'organico biancorosso spiegando che "questa squadra deve puntare al nono posto. Il Barletta ha degli obiettivi e non sono cambiati oggi". Per ora il Barletta guarda verso l'alto e trova 15 delle 17 squadre del girone. Questo in società lo sanno, servono idee chiare e leadership per risalire la china, pena un'annata di oblìo.

Dopo la breve quanto mordace lettera di dimissioni, annunciate ma procrastinate a fine stagione "garantendo il regolare svolgimento dell'annata", in tanti- a partire dai 1049 abbonati- all'ombra di Eraclio si chiedono che fine abbia fatto il presidente Roberto Tatò, lo stesso vulcanico presidente che ha guidato in maniera energica il team fino a giugno scorso: è davvero finita la passione di Tatò? Quali sono le ragioni del distacco? Che ne sarà del Barletta Calcio nella prossima estate? E' lecito lasciare un ruolo, ma lo è altrettanto non lasciare punti di domanda quando lo si fa: intanto, nei prossimi giorni non è da escludere che il patron del Barletta si esprima in conferenza o attraverso un comunicato ufficiale. Nel dubbio, si va a Gubbio. Sperando di trovare almeno il primo sorriso sul campo.
(Twitter: @GuerraLuca88)
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