Giuseppe Perpignano, presidente del Barletta Calcio
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Barletta Calcio, tris di deferimenti per Giuseppe Perpignano

Intanto decade il preliminare di cessione quote con i mediatori barlettani

Non c'è pace per il Barletta Calcio: agli inquietanti silenzi registrati da un mese a questa parte in via Vittorio Veneto, alla ingente mole debitoria e alle ombre dell'inchiesta "Dirty Soccer", si affianca la terza sanzione stagionale a carico del presidente biancorosso. Il Procuratore Federale, a seguito di segnalazione della CO.VI.SO.C., ha deferito al Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare i legali rappresentanti pro-tempore di Aversa Normanna (Giovanni Spezzaferri), Barletta (Giuseppe Perpignano), Savoia (Alfonso Maria Piantoni) e Unione Venezia (Yury Korablin). Deferite anche le quattro società a titolo di responsabilità diretta. Nel dettaglio a Perpignano viene imputata "la violazione di cui all'art. 85 delle N.O.I.F., lett. C), paragrafo VII), in relazione all'art. 10, comma 3, del C.G.S., per non aver documentato agli Organi Federali competenti l'avvenuto pagamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di settembre, ottobre, novembre, dicembre 2014, nonché gennaio e febbraio 2015, nei termini stabiliti dalla normativa federale". Ritardato o mancato pagamento dei contributi, una scoperta che oggi per la Barletta calcistica equivale all'acqua calda e all'ennesima scottatura targata 2014/2015.

Il terzo deferimento stagionale e la possibilità di un'ennesima penalizzazione che aggraverebbe la stagione dei record negativi (già 6 sono stati i punti sottratti a Liverani e compagni durante l'annata) passa quasi inosservato, in un momento di totale oscurità per l'avvenire biancorosso. Nella giornata di oggi è di fatto anche decaduto il preliminare di cessione del 31% delle quote societarie da Perpignano al trittico di traghettatori della piazza rappresentato da Mimmo Zingrillo (che ha proseguito in questi giorni i contatti con l'amministratore unico biancorosso), Alessandro Ferrigni e Beppe Iannone. Una certezza presente già da giorni, comunicata oggi dai diretti interessati: «Il signor Giuseppe Perpignano non ha rispettato gli impegni presi (pagamento stipendi, contributi e rateizzazioni), il che rende impossibile proseguire questo rapporto. Non ha fatto nulla nemmeno per iscrivere la squadra al prossimo campionato, così come aveva garantito, tantomeno ha operato alcune rescissioni contrattuali-recita la nota-ha solo promesso a parole di pagare alcuni fornitori con i soldi rimasti sul conto corrente del Barletta. Fino a che questo signore qui non decide cosa fare del Barletta, abbiamo le mani legate. Nessun imprenditore si è avvicinato alla squadra, ma questo appare anche comprensibile con l'enorme incertezza vigente. Noi procediamo intanto con l'iniziativa Barletta 1922 srl».

Il mancato rispetto dell'accordo prevedeva il pagamento da parte di Perpignano di una penale di 20mila euro da devolvere in beneficenza: difficile immaginare che possa essere pagata. Parlare di Lega Pro oggi a Barletta appare quasi un'utopia: occorrerebbe saldare la rata del 9 giugno, appianare la massa debitoria superiore a un milione di euro e prendersi carico di due staff tecnici. Il tutto entro il 30 giugno. Altrimenti occorrerà voltare pagina per chiudere uno dei capitoli più brutti di una storia ultranovantennale.
(Twitter: @GuerraLuca88)
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