Pavone e Tatò
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Calcio

Barletta Calcio, il “trio delle meraviglie” scopre le carte

Pavone il pokerista, Novelli il taciturno e il torero Tatò aprono la nuova stagione

È nata ieri la nuova stagione sportiva del Barletta Calcio. Un Barletta Calcio che evita gli sprechi, che evita i proclami di vittoria, che parte in sordina con un progetto giovane e innovativo. I punti cardine del nuovo progetto sono Roberto Tatò, ancora dimissionario ma in carica e carico più che mai, Peppino Pavone, l'uomo che prova a sfatare con la sua buona arte di pokerista il detto latino "nemo profeta in patria" e Raffaele Novelli, l'allenatore che si ispira a Zeman per divertirsi e fare divertire. Sono tre i capisaldi di una stagione calcistica che parte all'insegna della rifondazione totale, che coinvolge sia gli aspetti puramente dirigenziali, sia gli aspetti tecnici. Appare infatti netto il taglio con il passato che Tatò ha voluto dare rispetto ad una stagione, quella passata, che per larghi tratti può apparire fallimentare, sia dal punto di vista calcistico che dal punto di vista economico. Una nuova idea di squadra che punta direttamente e fortemente sui giovani, su uomini motivati il cui minimo comun denominatore è anche un tetto ingaggi non improponibile. La conferenza stampa di presentazione che si è tenuta nel pomeriggio di ieri presso la sala stampa dello stadio "Puttilli" ha lanciato diversi spunti sui quali riflettere:

Tatò, lascia o raddoppia?
È apparso più in forma che mai il presidente del Barletta Calcio Roberto Tatò, sereno e quanto mai colpito dalla professionalità di Pavone. Tra i due corre stima reciproca, una stima probabilmente non condizionata dai risultati, ma dal modo di vedere il calcio. Tatò ha deciso di rimanere nel mondo pallonaro nonostante una serie di fattori devianti e demotivanti: il presidente, come un torero incitato dalla "sua" folla, vuole dimostrare di essere più forte dei silenzi dell'amministrazione comunale, più forte di un calcio malato fin troppo lontano da un'economia mondiale sull'orlo del fallimento. Tatò certamente non lascia, ma non può certo mantenere a lungo gli standard illogici e dispendiosi dell'ultima stagione sportiva. In questa occasione, il "raddoppio" non è contemplato, ma è previsto un ridimensionamento non negli obiettivi, quanto meno nei costi di gestione. E in questo, Roberto Tatò ha trovato due validi collaboratori, per un progetto che vede nei giovani il punto di riferimento unico accanto a pochi nomi confermati dalla scorsa stagione: Pane, Simoncelli e (forse) Mazzarani.

I giovani e il settore giovanile
Se è vero come è vero che il prossimo Barletta sarà incentrato sui giovani, resta ancora da sciogliere il "nodo" legato al settore giovanile, che nella scorsa stagione ha sfornato numeri incoraggianti. In conferenza il presidente Tatò ha affermato che la storia del Settore Giovanile del Barletta Calcio «è tutta da scrivere». Poco si conosce infatti in merito al futuro dei ragazzi che hanno indossato la maglia delle giovanili durante la scorsa stagione. Alcuni dei ragazzi che hanno mostrato i miglioramenti più importanti potrebbero essere inseriti direttamente nella rosa della prima squadra, al pari di Crescente, Daddato e Frascolla appena rientrati dai rispettivi prestiti. Le giovani leve provenienti dal settore giovanile biancorosso, che per anni non ha fornito apporto alla prima squadra, potrebbero rientrare nel progetto tecnico del duo Novelli-Pavone, per rimpinguare una rosa che non sarà amplissima ma nemmeno corta come la celeberrima coperta di Linus.

Anno nuovo, vita nuova…
La "revisione dei conti" tocca da vicino anche la dirigenza, considerato che resta in stand-by la posizione di Mimmo Pistillo e che sono scaduti i contratti del direttore generale Falcone e del segretario Caporusso. Controtendenza rispetto alla "spending review" sportiva che ha in testa il presidente Tatò appare la decisione di rinnovare drasticamente lo staff tecnico, con gli arrivi di Angelo Fabiano e di Nicola Di Leo in luogo degli "storici" Nanula e Dibitonto. Resta ancora nuvolosa la situazione sulla scottante poltrona del team manager: l'addio di Napoletano lascia vacante un ruolo solitamente fondamentale nella gestione di un team. Il presidente Tatò annuncia che la casella resterà momentaneamente vuota, ma i rumors cittadini avvicinano l'ex mediano Savino Daleno al sodalizio di via Vittorio Veneto proprio per ricoprire un ruolo di fondamentale importanza. L'innesto di Daleno completerebbe la linea di ex calciatori, visto che l'allenatore in seconda sarà Di Toro e il preparatore dei portieri sarà Di Leo, uomini che hanno vissuto da vicino il campo e che possono dare tanto ad un gruppo di giovani soprattutto dal punto di vista psicologico.
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