Federico Trani
Federico Trani
Calcio

Alla scoperta del 20% biancorosso: intervista a Federico Trani

18 anni e una parte del pacchetto azionario del Barletta in mano

E' nato il 5 febbraio 1996, studia al liceo classico di Genova. Da calciatore della squadra Juniores, anzichè passare alla serie D, è presto diventato direttore generale del RapalloBogliasco, club in mano a Giuseppe Perpignano, attuale presidente del Barletta Calcio con l'80% delle quote. Parliamo di Federico Trani, detentore del 20% del pacchetto azionario del sodalizio biancorosso: figlio di Anna Durio, numero 2 del club ligure, Trani gestirà anche il RapalloBogliasco e sarà il direttore generale di tutta la serie D, nonché il i proprietario di una parte di pacchetto azionario del calcio "pro", più giovane del calcio italiano. Ai nostri microfoni Trani ha raccontato le origini e gli obiettivi di questa trattativa:

Federico, dirigente più giovane del calcio italiano: come ci si sente?
«Sicuramente è una bella sensazione, una soddisfazione. A furia di sacrifici, ora vengo ripagato. Quando ho iniziato a giocare a calcio, poi mi sono ritrovato con Perpignano: lui era presidente del D'Appolonia a Genova, io ero un ragazzino che giocava. Grazie a mia madre siamo entrati in collaborazione fino all'arrivo a Bogliasco, dove in pratica gestivamo la società in un rapporto di stima e collaborazione. Sono stato impegnato in prima linea nella gestione del RapalloBogliasco, poi c'è stata questa possibilità a Barletta: Perpignano ha agito di fretta e concretamente, e l'opportunità-Barletta per lui è un sogno. Noi a Bogliasco siamo abituati a una gestione più "familiare", con poco pubblico, e arrivare in una città con un grande seguito per la squadra è sicuramente una cosa che fa venire i brividi. E' bellissimo sapere che ci sono tante persone pronte a festeggiare e soffrire con te».

Che tipo di Lega Pro vi attendete nella prossima stagione?
«La Lega Pro unica è sicuramente un campionato molto impegnativo: quando Perpignano e noi facciamo le cose, le facciamo fino in fondo. Ci mettiamo il cuore in tutto quello che facciamo: vedrete, anche in eventuali momenti di difficoltà ci metteremo la faccia. Sentiamo molto il calcio, sentiamo le partite, e perdere è la cosa che ci piace di meno».

Come seguirai la squadra? Che ruolo avrai?
«Sarei sceso anche quest'anno direttamente a Barletta, ma l'anno prossimo devo fare il quinto anno di studi e gli esami e quindi probabilmente scenderò l'anno prossimo. Seguirò da lontano, ma con attenzione il Barletta: siamo comunque legati al RapalloBogliasco, una realtà consolidata di serie D, e abbiamo tra i settori giovanili più importanti, tanto che la prossima settimana parteciperemo alle finali "Allievi" a Chianciano. Spero di fare una puntatina in ritiro a Cascia, in qualche modo verrò giù».

Nel RapalloBogliasco con voi c'era anche mister Sesia l'anno scorso. Che tipo di allenatore è?
«Personalmente l'ho conosciuto solo quest'anno ma già sapevamo del suo curriculum: è un allenatore molto preparato, per la Lega Pro può fare bene. Purtroppo negli ultimi tre campionati è arrivato secondo pur meritando di arrivare primo e questo di sicuro gli ha procurato una fame ancora maggiore. Anche lui voleva a tutti i costi la Lega Pro, aveva altre offerte ma di fronte all'ipotesi-Barletta non ha avuto esitazioni».

Fronte-calciomercato: c'è possibilità di vedere un paio di elementi passare dalla Liguria alla Puglia?
«Si è parlato della possibilità di vedere a Barletta anche qualche elemento che è stato a Bogliasco nella scorsa stagione: se ne era parlato anche con mister Sesia, anche se giocare in Lega Pro è un'altra cosa. Ci sono tante valutazioni da fare. Ci sono calciatori che in serie D fanno la differenza e magari in Lega Pro sono calciatori che fanno tanta fatica, è un calcio più muscolare».

Che saluto fai a Barletta?
«Sono emozionato nel parlare di una piazza così importante. Ai tifosi del Barletta dico solo di stare tranquilli perché ci toglieremo belle soddisfazioni».
(Twitter: @GuerraLuca88)
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