Fiaccolata per Claudio
Fiaccolata per Claudio
Cara Barletta ti scrivo

La lettera di un papà dopo la morte di Claudio: «Abbiamo sbagliato tutti»

«Scusaci Claudio, figlio, fratello e amico di tutta Barletta», l'appello ai genitori, ragazzi e istituzioni

«Buongiorno redazione. Mi chiamo Francesco e ho quasi 60 anni. Sono un papà di due ragazzi una ragazza e un ragazzo, uno come tanti papà di Barletta. Uno di quei papà che dopo l'ennesimo episodio di violenza avvenuto a Barletta ha avuto un colpo al cuore perché quel povero ragazzo poteva essere mio figlio o il tuo che stai leggendo.

Abbiamo sbagliato e stiamo sbagliando tutti. Ora vi prego fermiamoci, pensiamo, riflettiamo e agiamo.

Barletta, una città meravigliosa, che da diversi anni è inghiottita da un degrado e da un lassismo pazzesco. Il centro storico è da tempo vittima di numerosi episodi di violenza e degrado (ricordiamo gli episodi di rissa nei pressi di Via Sant'Andrea, di episodi di vandalismo in via Ettore Fieramosca o ad attività private etc come più volte da voi documentate). In questa zona da tempo sarebbe dovuta partire la tanto attesa nuova ztl, che tra le altre cose avrebbe dovuto potenziare il servizio di videosorveglianza. Per non tralasciare il fenomeno dei locali affittati ai ragazzi nei vari luoghi della città senza regolare contratto di fitto e dove avviene di tutto.

Ma tali episodi, ahinoi, colpiscono brutalmente anche altre zone della città vedi parco dell'umanità, vedi zona lega navale (con tanto di immondizia lasciata sugli scogli).

La notte di San Lorenzo era arcinoto (come avviene ogni anno) ciò che sarebbe dovuto accadere nei pressi delle litoranee. Da che scorribande di ragazzini, rubavano carrelli per il falò su sabbia (vietato per legge). Da giorni che precedevano questa data, si vedevano in giro ragazzi con carrelli (rubati) e i social erano pieni di queste foto. E la tragedia culturale, sociale, ambientale e purtroppo anche di un grave incidente stradale si sono comunque, nuovamente, consumate.

Sulla litoranea Mennea, nel cuore dell'estate, una macchina fuggendo dalle forze dell'ordine controsenso (come da voi riportato) lungo il tratto chiuso al traffico e adibito a passeggio pedonale distruggeva le fioriere poste come blocco delle autovetture e inizio della zona pedonale. E solo un intervento Divino ha voluto che nessuno quella notte d'estate fosse stato investito. E la fioriera non è stata ancora ripristinata.

Come il grido d'aiuto per il triste fenomeno delle bici elettriche. Non si può arginare un fenomeno così grave solo con qualche azione sporadica. Potrei continuare all'infinito. Ma mi fermo qui.

La città è gravemente malata da un degrado patologico incredibile. Il problema è che molti sono assuefatti a tutto questo. Non puoi non fare rispettare in città il minimo della legge! Mercatini improvvisati ovunque nei pressi di ogni angolo cittadino o fuori dai supermercati, bivacchi addirittura sulle scale della prefettura, con bottiglie di alcolici lasciati in ogni dove (e vi è un'ordinanza anti vetro da fare rispettare).

Ho partecipato alla fiaccolata domenica con i miei figli e qualche amico pur non conoscendo il povero Claudio. Ho abbracciato i miei figli e i loro amici. Un turbinio di strane emozioni mai provate prima mi ha preso. Di paura, impotenza, rabbia, incredulità, vuoto… Notavo come dalle zone del Castello, esattamente nei pressi dell'ingresso principale del Castello non vi fosse un'adeguata illuminazione pubblica, come in buona parte della città. E questo non fa altro che incentivare atti delittuosi perché facilmente malintenzionati possono godere a pieno di tale situazione (siamo anche la prima provincia italiana dove vengono rubate le auto!).

Vi prego genitori, parliamo con i nostri figli capiamoli, sgridiamoli quando è necessario.

Vi prego ragazzi, fermatevi! Poteva accadere a chiunque. Cercate di godervi la vita senza esagerare. Rispettatevi, cercate modelli di vita sani, puliti. Se avete bisogno noi ci siamo.

Vi prego istituzioni non fate cadere nuovamente nel dimenticatoio questo ennesimo atto tremendo che ha profondamente scosso la città tutta.

Scusaci Claudio, figlio, fratello e amico di tutta Barletta. Scusaci tutti, (genitori, amici, istituzioni) se non abbiamo potuto guarire una città da tanto troppo tempo malata e che da tempo lanciava il grido di aiuto.

Il tuo sacrificio non resti invano. Scusaci Claudio. Sei nelle mie preghiere».
  • Lettera aperta
Barletta contro la violenza

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