Aldo Musti via dei Muratori
Aldo Musti via dei Muratori
La città

Via dei Muratori, Musti: «Dopo la sentenza ora serve il tempo della buona amministrazione»

La nota dell'imprenditore

«La notizia è ormai nota: il Consiglio di Stato ha respinto l'appello del Comune di Barletta, confermando integralmente la sentenza del TAR Bari nella vicenda di via dei Muratori. Nei giorni scorsi le redazioni hanno correttamente dato rilievo anche alle spese del giudizio e ai costi complessivi del contenzioso ricaduti sulla collettività». Così l'imprenditore Aldo Musti.

«Ora, però, il punto non è più soltanto ciò che è accaduto nelle aule di giustizia. Il punto è ciò che deve accadere nell'amministrazione. La decisione richiama un principio essenziale dello Stato di diritto: la Pubblica Amministrazione non può trarre vantaggio dal proprio inadempimento e le sentenze devono essere eseguite secondo buona fede. Questa vicenda ha attraversato amministrazioni diverse, due indirizzi politici approvati dal Consiglio comunale nel 2011 e nel 2019, numerosi atti amministrativi e più pronunciamenti della giustizia amministrativa. Non è quindi la storia della vittoria di una parte, ma la verifica concreta del rapporto tra decisioni democraticamente assunte, responsabilità amministrativa e rispetto delle regole.

Ogni ritardo nell'attuazione delle decisioni pubbliche produce conseguenze che vanno oltre i soggetti direttamente coinvolti. Il tempo incide sulla fiducia dei cittadini, rallenta lo sviluppo del territorio e, quando il contenzioso si prolunga, genera costi che gravano sull'intera comunità. Una buona amministrazione si misura anche nella capacità di evitare questi costi e di trasformare gli indirizzi approvati in atti conseguenti.

Il Consiglio comunale convocato per il 23 luglio può rappresentare un'occasione utile per affrontare pubblicamente la vicenda e indicare con chiarezza tempi, atti e modalità necessari a dare seguito agli indirizzi già approvati e alle pronunce della giustizia amministrativa. Non si tratta di celebrare la conclusione di un contenzioso, ma di trasformare finalmente le decisioni assunte in un risultato concreto per la città.

Dopo tanti anni, i cittadini hanno diritto non soltanto di conoscere le sentenze, ma anche di sapere quale percorso amministrativo verrà seguito, con quali scadenze e con quali responsabilità. La trasparenza, in questa fase, è parte stessa dell'esecuzione. La sentenza chiude una fase giudiziaria. Ora spetta alla buona amministrazione aprire quella della concreta attuazione».
  • Aldo Musti
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