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Un consiglio comunale per dire no al nucleare

Intervengono il Comitato Acqua Bene Comune e il Coordinamento Antinucleare. Un piccolo passo verso il referendum nazionale

Possiamo definire il Consiglio Comunale monotematico sulla questione Acqua pubblica e contro il nucleare una prima tappa della lunga battaglia per portare a casa la vittoria al referendum in programma il 12 e 13 giugno. Questo rappresenta un tassello importante dell'iniziativa messa in campo dai movimenti antagonisti per riportare al centro dell'agenda politica la questione della difesa dei beni comuni. Crediamo che raramente il Consiglio Comunale di Barletta, che dovrebbe essere l'assemblea pubblica rappresentativa dei cittadini e che molto spesso funge da vero e proprio comitato d'affari, è riuscito a confrontarsi su questioni e istanze che riguardano i bisogni e i desideri di una intera comunità.

Perché di questo si tratta: non è più possibile restare in silenzio dinanzi allo scempio di decenni di politiche neoliberiste che hanno spianato la strada in Italia alla privatizzazione di ampi settori della nostra economia, con l'ultima trovata rappresentata dal decreto Ronchi che di fatto apre ai privati la gestione dei servizi pubblici locali, tra cui l'acqua, con l'obbligo della messa a gara della gestione degli stessi, e la cessione a privati di almeno il 40% delle azioni detenute dagli Enti locali. Lo stesso dicasi per quanto riguarda il ritorno dell'Italia al nucleare, eventualità che pensavamo di aver seppellito definitivamente con il referendum dell'87 e che andrebbe definitivamente abbandonata dopo quello che sta avvenendo in Giappone con una catastrofe nucleare forse peggiore di quella di Chernobyl.

Infatti, crediamo che questo Consiglio Comunale sia un momento importante per ridare centralità a questioni che riguardano principalmente gli interessi dell' intera collettività. Come movimenti esigiamo che in Consiglio siano presenti tutti i Consiglieri Comunali e che non si ripeta più la farsa messa in atto con la vicenda dell'aumento dei rifiuti da bruciare nella Cementeria,dove è venuto a mancare il numero legale. Più volte centro-destra e centro-sinistra hanno avuto comportamenti ambigui su tematiche che riguardavano la salvaguardia del territorio, ed è per questo che non tollereremo nessuna assenza di Consiglieri Comunali. Chiediamo che non ci sia solo un generico appoggio nella battaglia referendaria del 12-13 giugno per i due SI sull'acqua pubblica e un SI per fermare il nucleare, ma anche che il Comune di Barletta si impegni a modificare lo Statuto Comunale su questi due temi e che appoggi con forza l'istanza per la ripubblicizzazione dell'Aquedotto Pugliese totalmente pubblico,partecipato e la garanzia del quantitativo d'acqua minimo vitale per tutti, soprattutto dopo gli ultimi emendamenti, a dir poco ambigui approvati,nelle commissioni consiliari regionali.

Per tutti questi motivi invitiamo i cittadini a partecipare al presidio indetto dai movimenti per martedi 12 aprile alle ore 18 durante il Consiglio comunale,perché crediamo che la gestione dei beni comuni come l'acqua, il lavoro, la terra, l'energia debba essere sottratta alla logica del mercato e del profitto per tornare ad essere patrimonio di tutti,solo così potremo realizzare un primo passo verso la costruzione di un nuovo modello di società.

Alessandro Zagaria - Coordinamento Antinucleare "Ambiente-Salute-energia"
Vincenzo Spina - Comitato"Acqua Bene Comune" Bat

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