
La città
«Un altro 2 agosto è arrivato, ma c’è qualcuno che ha notizie di Canne?»
La riflessione dello storico e archivista, Michele Grimaldi
Barletta - domenica 2 agosto 2026
1.39 Comunicato Stampa
«Un altro 2 agosto è arrivato, ma c'è qualcuno che ha notizie di Canne? L'unica che ho letto è di un novello Tito Livio che avanza l'ipotesi che la famosa Battaglia tra Romani e Annibale si sia svolta…dove? Non riesco ad immaginare il numero di libri, interventi, conferenze che hanno avuto, in tutto il mondo, per oggetto Canne e la strastudiata Battaglia del 2 agosto 216 a.C.». Così lo storico e archivista, Michele Grimaldi.
«Proprio per questo motivo evidente, non mi meraviglio più di tanto quando, ciclicamente, qualche studioso sfruttando l'enorme notorietà che si porta dietro la Battaglia di Canne, cerca di ritagliarsi il proprio pezzettino di effimera notorietà mettendo in dubbio, per l'ennesima ed inutile volta, la effettiva località dove si è svolto lo scontro tra romani e cartaginesi. Sono tutti elaborati zeppi di condizionali (dovrebbe, sarebbe, potrebbe) nei quali si spiegherebbe (permettete anche a me il condizionale) che lo scontro non si svolse a Canne bensì…dove, non si capisce veramente!
Praticamente da Bologna in giù lungo la dorsale adriatica, con sconfinamenti anche nell'interno, ogni luogo potrebbe essere quello "incriminato", secondo i novelli ed autoreferenziati studiosi. Permettetemi, ma la cosa continua a darmi non poco fastidio e nonostante essere ritornato più e più volte sull'argomento, mi ci vedo tirato per i capelli (che non ho) a difendere non la mia terra con la sua Storia, bensì secoli, anzi millenni di studi.
La cosa che da più noia non è che si metta in discussione una certezza, bensì il fatto che il personaggio imbarcatosi nell'impresa persa in partenza, lo fa soltanto per un giorno di notorietà e si perché di quell'articolo o peggio, del libro, il giorno dopo nessuno ricorderà il contenuto e tanto meno l'autore. Ma che tristezza! Non dovete neanche pensare che sia una chicca ammantata di verginità quella messa su dal sedicente storico di turno, bensì in tanti si sono cimentati in questo falso storico non più tale perché molti anni fa, subito
dopo i primi scavi e gli iniziali rinvenimenti, il 26 luglio 1936 un "certo" Francesco Serantini (Carneade, chi era costui?) collaboratore del Corriere Padano aveva affermato che l'epico scontro tra Annibale e i Romani non si era svolto a Canne. Sulle colonne dello stesso giornale, argomentando con i "fatti" aveva risposto Giulio Rossi, lettore e amante di storia annibalica, il quale affermava che "[…] A dir il vero dalle narrazioni concordi degli storici latini e greci antichissimi accennati (Tito Livio e Polibio), risulta così evidente che la famosa battaglia di Canne è avvenuta sulla riva destra dell'Ofanto da non doverne sorgere il minimo dubbio. è da credere che come nella mente del dotto Montanari, così anche in altri studiosi possa aver fatto strana impressione e creato l'equivoco una qualsiasi mal condotta traduzione del testo liviano e quindi il torto non è di Tito Livio ma di chi legge male". Mamma mia che botta allo storico (sedicente) che non sa leggere !
E il Rossi concludeva "[…] Molto probabilmente (da notare la non certezza propria delle persone intelligenti) secondo il risultato delle mie modeste ma attente congetture, la battaglia è avvenuta sopra la linea da tracciarsi a partire dalla sponda dell'Ofanto immediatamente a Sud di Canne e a terminare a valle di Monte Altino dalla parte del mare".
Come dire: prendi, incarta e porta a casa! Ciclicamente il "Canne falso storico", tornava il 15 febbraio del 1949. Sulle pagine del quotidiano romano "Il Messaggero" il giornalista e scrittore Aldo Valori, commentatore e storico di fatti d'arme, con un pezzo dal titolo "Allarme a Canne" effettuava una segnalazione al Ministro della Pubblica Istruzione Gonella con la quale lo informava che "[…] dove si svolse la più famosa battaglia dell'antichità (Canne) ... i contadini stanno rovinando la più impressionante necropoli che esista in Italia, quella di più alto valore storico. Quei poveri villici piantano viti e seminano grano sulle colline dove si svolse la battaglia che mentre cinse di immortali allori il capo di Annibale, diede ancora la dimostrazione della ferrea resistenza morale di Roma e della Lega italica".
Dopo quelle "battaglie" verbali avvenute (come oggi) a mezzo stampa, tante altre ce ne sono state e il "Dove si è svolta la Battaglia di Canne day" si è avuto negli anni novanta in un grande convegno nella sala rossa del Castello di Barletta, convegno del quale invito tutti e ripeto, tutti, a leggere la trascrizione degli atti.
Ma basta ! Non si continui ad ingenerare illazioni su Barletta ed i suoi beni culturali per il proprio tornaconto! Al contrario si uniscano, tutte insieme, le forze sane della Città perché "l'errore" di lasciare Canne in uno squallido e desolante limbo fatto di aperture a singhiozzo e personale assente, venga corretto. Come sentenziava Tito Livio "Dum Romae consulitur, Cannae expugnatur (Mentre a Roma si discute, Canne viene espugnata"… ed intanto un altro 2 agosto, anniversario della Battaglia, è giunto ed un silenzio veramente assordante ed immobile, avvolge le pietre di Canne.
«Proprio per questo motivo evidente, non mi meraviglio più di tanto quando, ciclicamente, qualche studioso sfruttando l'enorme notorietà che si porta dietro la Battaglia di Canne, cerca di ritagliarsi il proprio pezzettino di effimera notorietà mettendo in dubbio, per l'ennesima ed inutile volta, la effettiva località dove si è svolto lo scontro tra romani e cartaginesi. Sono tutti elaborati zeppi di condizionali (dovrebbe, sarebbe, potrebbe) nei quali si spiegherebbe (permettete anche a me il condizionale) che lo scontro non si svolse a Canne bensì…dove, non si capisce veramente!
Praticamente da Bologna in giù lungo la dorsale adriatica, con sconfinamenti anche nell'interno, ogni luogo potrebbe essere quello "incriminato", secondo i novelli ed autoreferenziati studiosi. Permettetemi, ma la cosa continua a darmi non poco fastidio e nonostante essere ritornato più e più volte sull'argomento, mi ci vedo tirato per i capelli (che non ho) a difendere non la mia terra con la sua Storia, bensì secoli, anzi millenni di studi.
La cosa che da più noia non è che si metta in discussione una certezza, bensì il fatto che il personaggio imbarcatosi nell'impresa persa in partenza, lo fa soltanto per un giorno di notorietà e si perché di quell'articolo o peggio, del libro, il giorno dopo nessuno ricorderà il contenuto e tanto meno l'autore. Ma che tristezza! Non dovete neanche pensare che sia una chicca ammantata di verginità quella messa su dal sedicente storico di turno, bensì in tanti si sono cimentati in questo falso storico non più tale perché molti anni fa, subito
dopo i primi scavi e gli iniziali rinvenimenti, il 26 luglio 1936 un "certo" Francesco Serantini (Carneade, chi era costui?) collaboratore del Corriere Padano aveva affermato che l'epico scontro tra Annibale e i Romani non si era svolto a Canne. Sulle colonne dello stesso giornale, argomentando con i "fatti" aveva risposto Giulio Rossi, lettore e amante di storia annibalica, il quale affermava che "[…] A dir il vero dalle narrazioni concordi degli storici latini e greci antichissimi accennati (Tito Livio e Polibio), risulta così evidente che la famosa battaglia di Canne è avvenuta sulla riva destra dell'Ofanto da non doverne sorgere il minimo dubbio. è da credere che come nella mente del dotto Montanari, così anche in altri studiosi possa aver fatto strana impressione e creato l'equivoco una qualsiasi mal condotta traduzione del testo liviano e quindi il torto non è di Tito Livio ma di chi legge male". Mamma mia che botta allo storico (sedicente) che non sa leggere !
E il Rossi concludeva "[…] Molto probabilmente (da notare la non certezza propria delle persone intelligenti) secondo il risultato delle mie modeste ma attente congetture, la battaglia è avvenuta sopra la linea da tracciarsi a partire dalla sponda dell'Ofanto immediatamente a Sud di Canne e a terminare a valle di Monte Altino dalla parte del mare".
Come dire: prendi, incarta e porta a casa! Ciclicamente il "Canne falso storico", tornava il 15 febbraio del 1949. Sulle pagine del quotidiano romano "Il Messaggero" il giornalista e scrittore Aldo Valori, commentatore e storico di fatti d'arme, con un pezzo dal titolo "Allarme a Canne" effettuava una segnalazione al Ministro della Pubblica Istruzione Gonella con la quale lo informava che "[…] dove si svolse la più famosa battaglia dell'antichità (Canne) ... i contadini stanno rovinando la più impressionante necropoli che esista in Italia, quella di più alto valore storico. Quei poveri villici piantano viti e seminano grano sulle colline dove si svolse la battaglia che mentre cinse di immortali allori il capo di Annibale, diede ancora la dimostrazione della ferrea resistenza morale di Roma e della Lega italica".
Dopo quelle "battaglie" verbali avvenute (come oggi) a mezzo stampa, tante altre ce ne sono state e il "Dove si è svolta la Battaglia di Canne day" si è avuto negli anni novanta in un grande convegno nella sala rossa del Castello di Barletta, convegno del quale invito tutti e ripeto, tutti, a leggere la trascrizione degli atti.
Ma basta ! Non si continui ad ingenerare illazioni su Barletta ed i suoi beni culturali per il proprio tornaconto! Al contrario si uniscano, tutte insieme, le forze sane della Città perché "l'errore" di lasciare Canne in uno squallido e desolante limbo fatto di aperture a singhiozzo e personale assente, venga corretto. Come sentenziava Tito Livio "Dum Romae consulitur, Cannae expugnatur (Mentre a Roma si discute, Canne viene espugnata"… ed intanto un altro 2 agosto, anniversario della Battaglia, è giunto ed un silenzio veramente assordante ed immobile, avvolge le pietre di Canne.
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