Rete Civica Barletta
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Politica

Rete Civica: «Quando il racconto non basta, Barletta chiede governo e non giustificazioni»

Il commento alle dichiarazioni del primo cittadino

«Il bilancio dell'azione amministrativa proposto dal sindaco costruisce una narrazione rassicurante, ma distante dalla quotidianità vissuta da molti cittadini. Una città non si governa attraverso il racconto, bensì attraverso decisioni assunte, tempi rispettati e risultati verificabili. Il rinvio del Piano Casa e il perdurante stallo sugli strumenti urbanistici non sono più giustificabili come questioni tecniche. Si tratta di scelte politiche non compiute, che alimentano incertezza, contenziosi e disuguaglianze. Dopo anni di mandato, la responsabilità non è più trasferibile al passato». Così i referenti di Rete Civica, Giuseppe Calabrese, Giuseppe Di Bari e Raffaele Patella.

«Le tensioni interne alla maggioranza, in particolare sui nodi strategici, non appaiono fisiologiche ma rivelano una fragilità decisionale che rallenta la città. Governare significa indicare una direzione e assumersi il peso delle decisioni, non rinviarle. Sul PNRR, accanto ad alcuni interventi effettivamente avviati e conclusi – in particolare su edilizia scolastica, asili nido e adeguamenti di sicurezza – il quadro complessivo resta disomogeneo. Una parte significativa degli interventi ha richiesto proroghe, rimodulazioni progettuali o è ancora in fase di contenzioso. Gli obiettivi possono dirsi raggiunti solo parzialmente e non in misura tale da garantire alla città il pieno beneficio delle risorse disponibili. Si tratta di fondi straordinari e irripetibili: ogni ritardo o incertezza riduce le opportunità future di sviluppo. Le opere nella zona 167, attese da oltre trent'anni, rappresentano il recupero tardivo di diritti fondamentali, non un traguardo politico. La normalità non può essere celebrata come un successo.

Su ambiente e salute pubblica servono dati chiari, pubblici e costantemente aggiornati. In questo contesto, il continuo "tirare per la giacca" la Procura sta diventando un refrain ricorrente nel dibattito politico cittadino, che rischia di ledere la sensibilità della magistratura e di indebolire il corretto rapporto tra istituzioni. Ci si augura che gli organi giudiziari pongano fine a questa continua evocazione, restituendo a ciascun livello istituzionale il proprio ruolo e le proprie responsabilità.
La sicurezza resta una criticità concreta. Al di là degli sforzi compiuti, molto resta ancora da fare per restituire ai cittadini un reale senso di sicurezza percepita, fortemente compromesso da episodi gravi che hanno segnato la città, tra cui il recente attentato ai danni del presidente del Comitato della zona 167. Minimizzare questo disagio significa non ascoltare una parte rilevante della comunità.

Sugli eventi e sulla cultura, la programmazione appare quasi esclusivamente concentrata sulla musica e caratterizzata da costi spesso rilevanti per i cittadini. Eppure, nelle rarissime occasioni in cui vengono proposte iniziative gratuite o realmente accessibili, la risposta della città è sempre stata ampia, partecipata e riconoscente. Un segnale chiaro di una domanda culturale più inclusiva e diffusa che meriterebbe maggiore attenzione. Sul verde pubblico merita certamente un plauso l'aver finalmente realizzato un censimento del patrimonio arboreo. Tuttavia, va rilevato come non sia stata riservata analoga attenzione alla ricerca e all'intercettazione di finanziamenti dedicati alla transizione ecologica e al verde urbano, nonostante il PNRR avesse destinato risorse significative proprio a questo tipo di interventi. La prudenza nei conti è necessaria, ma non può tradursi in una progressiva compressione dei servizi. Difendere il sociale significa garantire qualità, continuità e visione. La città non ha bisogno di autoassoluzioni. Ha bisogno di scelte chiare, responsabilità piene e governo reale. Ed è su questo terreno, non sulle dichiarazioni, che i cittadini giudicano chi amministra Barletta».
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