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Referendum di giugno, una conferenza per capire le ragioni del 'sì'

Per gli organizzatori un deciso rifiuto del nucleare ed un si all’acqua pubblica. False le tesi del nucleare sicuro

Il coordinamento antinucleare "Ambiente – salute – energia" e il comitato pugliese "Acqua bene comune" di Barletta hanno organizzato una conferenza in Corso Garibaldi per spiegare le ragioni del "Si" in vista dei referendum del prossimo Giugno. Relatori dell'iniziativa erano Vincenzo Miliucci del Coordinamento nazionale antinucleare nonché componente nazionale del Comitato per l'acqua pubblica e Federico Cuscito componente del comitato pugliese "Acqua bene comune".
Gli ospiti nei loro interventi hanno esposto i rischi legati all'energia atomica e la falsità delle tesi che rimandano ad una futuro quanto chimerico "Nucleare sicuro". Miliucci in particolare ha sottolineato come sia dispendioso dal punto di vista ambientale la produzione di energia atomica, dalla miniera alla centrale: questo tipo di energia ha una pesante "impronta ecologica", cioè ha un forte impatto ambientale rispetto ad altri tipi di fonti energetiche. Per il comitato antinucleare "parlare oggi di nucleare significa dibattere su bugie, falsità, imbrogli e fregature attraverso le quali si ricatta la gente per convincerla che il nucleare serve, è efficiente, pulito ed economico rispetto ad altre fonti di energia. Non avrebbe senso per l'Italia investire almeno 40 miliardi di Euro nella costruzione di centrali nucleari, per influire solo sul 5% dei consumi totali di energia".

Nella seconda parte della manifestazione ha preso la parola Cuscito che ha spiegato i motivi per cui votare si ai quesiti relativi all'acqua che, lo ricordiamo, saranno due. L'acqua come bene comune patrimonio di tutta l'umanità e non come merce sottoposta alla legge della domanda e dell'offerta e ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese come promesso da Vendola. "Con i due Si al voto referendario per l'acqua si eviterà la privatizzazione forzata e la si sottrarrà agli interessi dei privati che pensano solo a massimizzare i profitti" afferma il comitato "Acqua bene comune", "l'acqua dovrebbe essere gestita da soggetti di diritto pubblico (oggi l'Aqp e una Società per azioni, e come tale soggetta al diritto privato, ndr), con la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori".

Ricordiamo infine che i quesiti referendari dovrebbero essere quattro – due sul tema dell'acqua, uno sul nucleare e l'altro sul legittimo impedimento – ma non mancano i colpi di scena. E' infatti di queste ore la notizia che il Governo avrebbe la volontà di eliminare dai quesiti quello sul nucleare, considerato dal ministro di competenza, Romani, come "superato": "I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra un programma superato o una rinuncia definitiva" ha affermato il ministro dello Sviluppo economico. Nelle prossime ore sapremo se il Governo confermerà questa volontà e soprattutto capiremo i motivi di questa improvvisa decisione.
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