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Puglia Popolare: «A Barletta serve una giunta di salute pubblica»

La nota del coordinatore provinciale Nicola Di Feo

«Abbiamo notato che non c'è voglia di dialogo né volontà finalizzata a un chiarimento, o meglio, a una pace sociale. Dalle varie comunicazioni e relativi "botta e risposta" emerge una sorta di aggressione politica finalizzata a una rottura definitiva, piuttosto che a un ravvedimento politico». Così il coordinatore provinciale di Puglia Popolare, Nicola Di Feo.

«Orbene, un'amministrazione comunale che ha raggiunto il limite massimo rispetto al tanto discusso ingresso di due esponenti dell'opposizione nella maggioranza del sindaco Cannito, non cambia la trama di un film che da mesi propone sempre la stessa conclusione. La coalizione del sindaco si ritrova con soli 15 voti a favore e fallisce per la seconda volta consecutiva. La nostra proposta, l'approvazione del bilancio consolidato, è la giusta riflessione per chi intende fare politica per la politica, che significa guardare agli interessi del popolo piuttosto che a quelli interpersonali. Cannito, tempo addietro, dovette fare i conti con l'assenza "giustificata" di un consigliere di maggioranza, e tanto bastò per far mancare nuovamente i numeri necessari all'approvazione dei provvedimenti portati in aula. Non è stato sufficiente, dunque, l'approdo in maggioranza di una consigliera comunale, in cambio dell'assessorato concesso ad altra consigliere comunale, e il valido appoggio del consigliere Di Monte, convinto dalle esigenze del popolo barlettano a sostenere l'amministrazione di centrodestra di cui fa parte unitamente al suo Partito Puglia Popolare.

La coalizione del sindaco, oggi, può contare solo su 15 voti, e ciò è insufficiente; Cannito accusa gli alleati di tradimento, mentre le minoranze contestano la spregiudicatezza con cui il sindaco ha concesso poltrone in giunta e in Barsa, al solo fine di guadagnare nuovi consensi in consiglio comunale. L'unico provvedimento approvato, ultimamente, è stato il nuovo regolamento della Polizia Locale.

Le proposte che possono trovare terreno fertile in questo campo "allargato" a tutte le forze politiche indigene sono semplici e realizzabili: una giunta politica formata da tutti i rappresentanti dei partiti dell'arco costituzionale – come si suol dire di "salute pubblica"; approvazione del bilancio partecipativo aperto al contributo della popolazione attraverso un incontro pubblico – programmazione a fine legislatura finalizzata a sanare tutte le controverse messe sul tappeto. C'è chi vuole il bene di Barletta? Penso proprio di SI- orbene la via giusta è questa».
  • Nota politica
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