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Potenziare lo screening sul tumore mammario: la proposta di legge

Prevede di allargare il target alla fascia d'età tra i 45-49 con screening annuale

«Dichiarare "guerra totale" al tumore della mammella e dell'ovaio è una missione imprescindibile, che non ammette tentennamenti né giustificazioni tecniche e logistiche. Per questo motivo ho firmato insieme ai colleghi Fabiano Amati e Mauro Vizzino una proposta di legge finalizzata al potenziamento dello screening di popolazione sul tumore mammario e all'istituzione del programma di valutazione del rischio per pazienti e famiglie con mutazioni geniche germinali». A dichiararlo è il consigliere regionale e presidente del gruppo PD Filippo Caracciolo.

«Il tumore alla mammella -afferma Caracciolo - è il primo nel sesso femminile: si stima che una donna su otto/nove si ammalerà nell'arco della sua vita, con il 5-10 per cento d'origine ereditaria. Nel sesso maschile, invece, ha un'incidenza di 1 su mille, ed è considerato motivo di sospetto genetico. Il tumore all'ovaio, invece, è al decimo posto tra i tumori femminili: si stimano nel 30 per cento dei tumori e con il 10 per cento d'origine ereditaria. Sia nel caso di tumori sporadici che eredo-familiari – prosegue il consigliere regionale - la diagnosi precoce e i programmi di sorveglianza clinico-strumentale aiutano a risparmiare vite umane, in considerazione innanzitutto di adeguate terapie in grado di aumentare sempre più le aspettative di vita».

«Per questi motivi – spiega Caracciolo – si intende potenziare l'attività di screening di popolazione per la diagnosi precoce del tumore alla mammella. Attualmente lo screening è assicurato ogni due anni alle donne nella fascia d'età 50-74. La proposta di legge allarga il target di popolazione alle donne nella fascie d'età 45-49, prevedendo lo screening annuale, e rimette ai medici di medicina generale - per la fascia d'età 40-44 - la prima valutazione del rischio in persone con storia familiare positiva, demandando la decisione finale di ammissione al programma di screening ai Centri senologici di riferimento territoriale. Si propone inoltre di istituire il programma di Consulenza Genetica Oncologica – CGO assicurato a tutte le persone affette da tumore della mammella e dell'ovaio o a rischio per una predisposizione di tipo familiare, allo scopo di programmare eventuali misure di sorveglianza clinica e strumentale, nel rispetto delle linee guida nazionali e internazionali».

«La Puglia – conclude Caracciolo - è da sempre in prima linea nelle battaglie volte alla prevenzione ed alla tutela della salute dei suoi cittadini».
  • Filippo Caracciolo
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