Luciano Di Prisco e Santa Mennea
Luciano Di Prisco e Santa Mennea
Cronaca

Operazione “Shrek”, i coniugi dello spaccio agivano in casa e nel centro storico

Arrestati, avevano messo a punto tecniche elaborate per sfuggire l’arresto

Ancora un traffico di stupefacenti a Barletta. Non in strada come si potrebbe immaginare ma in appartamento. I responsabili sono una coppia di coniugi Barlettani, Dellorco Nicola di 43 anni e Distaso Vincenza di 39 anni con la collaborazione del venticinquenne Acquaviva Marco. i tre, tutti con precedenti penali, sono stati indagati per spaccio di sostanze stupefacenti (principalmente cocaina e marijuana). L'attività veniva svolta sia presso l'abitazione dei due coniugi sia attraverso lo spaccio del collaboratore, con il compito di spacciare le dosi nel centro storico di Barletta in orari serali.

L'indagine effettuata attraverso riprese video in un lasso di tempo di due mesi ha individuato più di 900 accessi all'abitazione per l'acquisto di stupefacenti. Tra i numerosi "clienti" sono stati individuati noti tossicodipendenti con visite che duravano in media 30 secondi. I coniugi hanno anche operato, sempre grazie alle riprese video, un tentativo di bonifica dell'area vicina al loro appartamento. I due cercavano attraverso un dispositivo elettronico possibili cimici o microcamere della Polizia, forse sentendosi braccati: fortunatamente questi dispositivi, davvero presenti nell'area, non sono state rilevati dai coniugi.

Altra tecnica elaborata per evitare il fermo e una possibile visita improvvisa presso l'abitazione delle forze dell'ordine consisteva nel mettere le chiavi dell'appartamento sotto lo zerbino in modo che in caso di fermo di uno dei due coniugi, sarebbe stato impossibile cogliere di sorpresa l'altro durante le operazioni di spaccio dato che il fermato non avrebbe avuto chiavi con sé e sarebbe stato più difficile per gli operanti accedere all'appartamento senza mettere in allarme l'altro.

L'indagine ha permesso il fermo e l'arresto del collaboratore Acquaviva, trovato in possesso di 20 dosi di cocaina e due telefoni cellulari, uno dei quali utilizzato per ricevere gli ordini di stupefacenti. Secondo le stime della polizia di stato, durante i due mesi d'indagine l'attività avrebbe prodotto un giro d'affari di circa 25-30 mila euro (stima per difetto, come ammesso dagli stessi agenti di polizia). I tre indagati, dopo le formalità di rito, sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Trani a disposizione dell'Autorità giudiziaria procedente.
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