Giuseppe Dibari, Rosaria Mirabello e Raffaele Patella - Comitato 167
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La città

Nuovo centro di raccolta a Barletta, il comitato 167: «Nessun confronto con i cittadini»

I referenti del comitato di quartiere chiedono un incontro pubblico con il Commissario Prefettizio

«Con grande sorpresa, ma anche tanto stupore, consultando l'Albo pretorio del Comune di Barletta, apprendiamo dell'approvazione e candidatura di un progetto, relativo alla realizzazione di un centro comunale per la raccolta dei rifiuti, ad un finanziamento di circa 600 mila euro». Ad intervenire sono i referenti del comitato di quartiere della zona 167 di Barletta, Giuseppe Dibari, Raffaele Patella e Rosaria Mirabello.

«Ma riavvolgiamo il nastro. Il 26 marzo 2021, in seguito alla petizione popolare avvalorata da oltre 6.500 cittadini, l'amministrazione comunale convocava il comitato di zona 167, promotore della petizione stessa, in una riunione presso la casa comunale in seguito alla quale dichiarava che il precedente progetto del Centro Comunale di Raccolta Rifiuti era da ritenersi ritirato per preesistenti vincoli urbanistici che ne impedivano la realizzazione e che lì a poco avrebbe riconvocato l'incontro con il Comitato, per comunicare ai cittadini le nuove determinazioni, annunciando la nuova area individuata per la costruzione del necessario ed auspicato centro di raccolta nella zona 167.

Naturalmente questa notizia da un lato premiava l'impegno dei cittadini a difesa del proprio diritto alla quotidianità e salubrità, almeno davanti alle proprie abitazioni, ma dall'altro lato apriva un "fronte" più politico tra amministrazione e rappresentati politici. Infatti, già il 17 marzo 2021, il consigliere regionale Caracciolo, sino ad allora silente sulla obbligatorietà di un percorso partecipato, si produceva in una improvvisa ed accondiscendente "performance" mediatica dichiarando : "Il percorso per la realizzazione del nuovo centro comunale di raccolta rifiuti differenziati, con annessa area di riuso, nella zona 167 a Barletta deve essere condiviso con i residenti del quartiere, l'amministrazione comunale avvii subito un momento di confronto costruttivo fatto di ascolto, dialogo e condivisione delle scelte". E ancora, aggiungeva: "L'ascolto e il dialogo devono essere la bussola di un'amministrazione che intende migliorare le condizioni di vita dei propri cittadini elevandone la qualità con scelte ambientali utili e soprattutto condivise. Per questo motivo chiedo che venga valutata la possibilità di trovare una nuova area idonea sulla quale far sorgere la struttura al servizio del benessere dei cittadini e dell'intero quartiere". Il consigliere, infine, concludeva affermando: "Attraverso il dialogo ed il confronto costruttivo si potrà sicuramente arrivare ad una soluzione condivisa".

Da quel momento in poi solo un silenzio assordante, pur considerando le varie sollecitazioni elevate da questo Comitato verso l'amministrazione comunale che di lì a poco sarebbe rovinosamente caduta con lo scioglimento del consiglio comunale e la conseguente nomina di un Commissario Prefettizio. Si arriva ad oggi, a quasi un anno dai fatti appena narrati, e si apprende dell'approvazione di un progetto di realizzazione di un Centro Comunale di Raccolta e della sua relativa collocazione in un'area individuata fuori dalle mura cittadine. Naturalmente tale realizzazione è ciò che i cittadini si attendono da anni perché in questa maniera si può dare un senso pieno alla vivibilità di tutta la nuova zona di espansione urbana che è la zona 167, rendendo sostenibile la quotidianità dei cittadini. Tuttavia, riteniamo che tale individuazione (e quindi l'intero progetto) sia carente sotto il profilo del percorso partecipato, ovvero il coinvolgimento dei cittadini, che proprio il consigliere Caracciolo un anno fa reclamava all'amministrazione comunale.

Il Commissario Prefettizio, esercitando in unico atto le prerogative di Giunta e Consiglio Comunale, probabilmente spinto dalla necessità di poter accedere ai fondi del Pnrr, ha guardato quasi esclusivamente nella direzione della parte economico-finanziaria e meno, molto meno, in quella della parte ambientale e del coinvolgimento dei cittadini. Pertanto, pur nell'ambiguità dell'iter, non fosse altro per la mancanza assoluta di "pubblicità" presso i cittadini, se non per una "silente" pubblicazione sull'Albo Pretorio del Comune di Barletta, chiediamo un incontro pubblico del Commissario Prefettizio con i cittadini per "validare" un atto che diversamente sarebbe "mutilato" della parte più importante e determinante, ovvero il parere di chi deve usufruirne: i cittadini».
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