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Cambi di casacca, Coalizione Civica: «Il valzer degli assessori è pratica antica a Barletta»

I consiglieri Doronzo, Quarto e Filannino commentano le dichiarazioni del sindaco Cannito

«Ci risiamo, a Barletta la musica è sempre la stessa: il Sindaco Cannito dopo aver promesso discontinuità rispetto al passato si scopre esserne un'esatta copia. Cambiano i sindaci ma attori e metodi sono sempre gli stessi: Il valzer degli assessori è una pratica antica nella nostra città e gli appetiti personali da soddisfare vengono sempre dai pochi che spesso nell'ombra fanno e disfanno a proprio piacimento - scrivono in una nota stampa Carmine Doronzo, Ruggiero Quarto e Michelangelo Filannino, consiglieri di Coalizione Civica Barletta».

Per non parlare della favoletta di certe liste civiche che in realtà altro non sono che un riciclaggio dei partiti per nascondere la propria vera identità, di cui forse si prova imbarazzo. Non stupisce che, in occasione delle tornate elettorali che contano, tutti i nodi vengano al pettine e che, tanto per fare un esempio, il vice sindaco Marcello Lanotte, dopo aver cambiato svariate casacche passando da destra a sinistra e viceversa, decida di comunicare con una conferenza stampa la propria adesione a Forza Italia.

«Esiste una vera e propria questione morale: i metodi con cui si fa politica e la concezione della politica stessa stanno portando a un annullamento del dibattito democratico e ad una degenerazione tale che si può dire di tutto e fare di tutto. Sono emblematici, in questo senso, i due cambi in giunta in rapida successione, non motivati dal Sindaco e messi in atto con metodi quasi triviali. Ma non è tutto: le dichiarazioni del sindaco in entrambe le situazioni sono forse ancora peggiori. Con un candore disarmante il Sindaco, responsabile delle nomine in giunta, ammette in Consiglio Comunale che ha solo risposto al diktat di una delle forze politiche che lo sostiene, nominando la dott.ssa Carbone e contestualmente dichiara che sa bene che è un'assessora che "non ha la competenza che vorremmo". Ancora peggiori sono le ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa in occasione della nomina del neo assessore Salvemini che danno un quadro impietoso della situazione: il sindaco alla stampa parla di "miseria umana" e di 20 consiglieri di maggioranza che "rivendicano posizioni" mossi da "bisogni propri", senza che tali gravi affermazioni producano azioni concrete. Tutto va invece dimenticato in fretta e, dopo ogni sfogo, la polvere nascosta sotto al tappeto.

Se invece a Barletta la politica agisse in maniera trasparente, due cambi in giunta sarebbero stati al centro del dibattito pubblico e sarebbero stati politicamente argomentati e giustificati. Ci saremmo aspettati che i nuovi assessori fossero andati di pari passo con nuovi obiettivi da raggiungere, azioni strategiche da mettere in atto. Ma nel valzer della poltrona di Cannito non c'è spazio per le questioni concrete e i problemi che i cittadini vivono quotidianamente. A un anno e mezzo dell'insediamento infatti, senza potersi più nascondere dietro il poco tempo a disposizione, delle linee di mandato scritte ed approvate dalla maggioranza è stato realizzato poco quanto niente, mentre in città i problemi vecchi si acuiscono e ne nascono di nuovi. Insomma, della "Coalizione del Buon Governo" non resta né la coalizione, disgregata in una somma di 20 portatori di "bisogni propri", né il governo, con un'amministrazione inesistente su una serie di questioni cruciali, né tanto meno l'aggettivo "buon" che frettolosamente Cannito si era autoattribuito in campagna elettorale e che invece i cittadini stanno rimandando al mittente. Oggi ci chiediamo: è questo l'unico modo per amministrare la cosa pubblica? Non c'è altra scelta per la nostra città?

Sin dal lancio della nostra campagna elettorale avevamo messo in guardia dai rischi delle "grandi ammucchiate" senz'anima e non a caso abbiamo messo in campo un altro metodo, diametralmente opposto: un confronto pubblico e costante, aperto e trasparente con tutta la città. A Barletta esistono centinaia di cittadini che hanno a cuore le sorti dell'ambiente, dei servizi pubblici, dell'occupazione, persone che vanno ascoltate e coinvolte nelle decisioni che contano. Questo rimane il nostro metodo per individuare priorità ed obiettivi e per costruire un'alternativa all'attuale modo di vivacchiare. Nelle prossime settimane torneremo a discuterne pubblicamente con la cittadinanza per dimostrare che non tutto è perduto e che Barletta merita di meglio».
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