Cosimo Cannito
Cosimo Cannito
Politica

Maggioranza in affanno, ma le opposizioni non fanno da palliativo

I numeri che vengono a mancare sono avvisaglie che dureranno il tempo di un’estate

Se questa maggioranza intende andare avanti, lo faccia con le proprie forze o meglio con i propri numeri. È questo il messaggio che emerge parafrasando la condotta dell'opposizione. Tutt'altro che ostruzionismo.

L'aver lasciato l'aula prima di approvare i debiti fuori bilancio all'ordine del giorno della prima convocazione del Consiglio comunale dello scorso sabato, è stata una mossa utile a mettere "a nudo – avrebbe poi scritto ieri l'intera opposizione in una nota – l'assenza dei numeri minimi da parte dei consiglieri di maggioranza". L'atmosfera che ha accompagnato lo scioglimento della seduta per mancanza del numero legale era da "tutti contro tutti, in cui – proseguivano i consiglieri di opposizione nella stessa nota – il sindaco Cannito e i rimasugli di maggioranza presenti in aula, compreso il presidente Dicataldo, accampano scuse risibili pur di nascondere un fallimento che è ormai sotto gli occhi di tutti".
Così, alla seconda convocazione di ieri la maggioranza ha dovuto cavarsela da sé, senza il supporto delle opposizioni, la cui assenza collettiva non è di certo passata inosservata. «Con la presenza di oggi in aula – ha esordito il consigliere comunale Giuseppe Losappioquesta maggioranza ha dimostrato la propria responsabilità istituzionale».

A guardare la recente storia politica locale, tuttavia, l'essere giunti ieri mattina in seconda convocazione per evadere gli ordini del giorno potrebbe essere l'inizio di un lento calvario per l'amministrazione Cannito. Un'agonia per la quale la minoranza non intende fare da cura palliativa. Ma forse non è quello che le si chiede di fare.

Non poteva esserci per l'amministrazione periodo peggiore di quello che precede la campagna elettorale per le elezioni regionali di settembre per affrontare la vicenda, ormai nota, del coinvolgimento dell'ex assessore Michele Lasala nell'acquisto dell'immobile sito al piano superiore della Cantina della Sfida, culminato poi nella revoca delle sue deleghe, attualmente trattenute dal sindaco Cannito. Nominare un nuovo assessore significa bilanciare la rappresentanza di alcune liste del Consiglio comunale tra i banchi della Giunta e l'elevata probabilità di accontentare chi è rimasto orfano di assessore per scontentare chi, dai tempi della Lacerenza, chiede quella rappresentanza suggerisce di rinviare all'autunno l'operazione.

I numeri che vengono a mancare, allora, altro non sono che promemoria, semplici avvisaglie che dureranno il tempo di un'estate prima di rientrare o di esplodere in più irruenti mal di pancia per la stabilità di un'amministrazione, giunta al suo giro di boa. Ed eccone una dimostrazione in cui a riecheggiare sono i concetti di "bilancio" e di "ripartenza su basi rinnovate".

"Crediamo – hanno scritto in una nota i consiglieri di maggioranza, Antonello Damato e Ruggiero Marzocca, riunitisi in quella che loro stessi definiscono "federazione tra forze", denominata "Alleanza per la rinascita" – che sia giunto il momento di aprire un confronto serio sul futuro dell'Amministrazione a metà del suo cammino, per trarre un bilancio dei risultati ottenuti a fronte degli impegni assunti con la cittadinanza, e programmare una ripartenza su basi rinnovate, con contenuti condivisi e un'Amministrazione in grado di garantire coerenza, adeguata competenza e nuovo slancio fattuale per Barletta".

Ecco, ciò che si chiede alle opposizioni non è di sostenere l'amministrazione Cannito per i restanti tre anni di mandato, ma di contribuire a tamponare piccole perdite nell'attesa estiva che venga avviata quella "ripartenza su basi rinnovate" e, in ogni caso, sino alle elezioni regionali. Si tratta allora di una «una grave scorrettezza istituzionale» se, nonostante esplicita richiesta della Presidenza del Consiglio, le opposizioni non ci stanno.
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