Pasquale Cascella
Pasquale Cascella
Politica

Le dimissioni di Cascella sono irrevocabili?

L’ennesimo inciampo della maggioranza diventa il pomo della discordia

In 20 giorni, fino cioè al termine ultimo per ratificarle, non possiamo escludere che avvenga qualcosa e Cascella ritiri le dimissioni. Certamente ci vorrà un'apertura delle varie forze politiche che compongono la maggioranza, magari senza 'andare a Canossa'. Detto questo sarà quel che sarà, ma vogliamo ricordare meglio la scintilla che ha fatto divampare l'incendio; è giusto parlare in questi termini, visto che la crisi nella maggioranza di Cascella in Consiglio comunale c'è stata fin da subito, o quasi, e non proprio con gli stessi protagonisti di questa ennesima, forse più plateale, spaccatura.

Com'è noto il pomo della discordia è stata la mancata approvazione degli adempimenti al PUTT/P da parte dell'opposizione e di ben otto consiglieri di maggioranza, nel Consiglio comunale del 16 marzo, preferendo le garanzie del nuovo PPTR. Nel frattempo il Sindaco ha tenuto un incontro tecnico con l'assessore regionale Barbanente, madre del Piano Paesaggistico regionale entrato in vigore da pochi giorni, uscendone con una notizia non da poco, che piace anche ai consiglieri che hanno votato contro, e cioè che per risolvere la situazione venutasi a creare, Barletta avrebbe accelerato divenendo il primo comune ad adeguarsi al Piano regionale. Però, al termine del Consiglio di martedì scorso, dopo la felice e apparentemente tranquilla approvazione del Piano del commercio, il Sindaco ha presentato una mozione di fiducia sul cammino intrapreso sulla materia urbanistica, di nessun valore pratico, letta dai consiglieri come un invito a cambiare la propria posizione, e la frittata è stata fatta.

Non mancano le esternazioni dei cittadini sui social network, e anche di esponenti del Consiglio Comunale, come Carmine Doronzo di Sinistra Unita (tra coloro che non hanno sostenuto la mozione del Sindaco): "Nonostante il nuovo piano paesaggistico regionale sia da ieri legge, il sindaco ha voluto presentare una mozione che in parte sconfessava le ragioni di chi durante lo scorso consiglio ha portato le ragioni dello stesso piano che salvaguardia il nostro territorio. A nulla sono serviti gli interventi, come il mio, che chiedevano un impegno a ricucire su quello che ci unisce piuttosto che su quello che ci divide. Invece si è cercato lo scontro e in molti non ci siamo stati. Abbiamo disertato il voto, dichiarandolo alla luce del sole, per evitare un'ennesima frattura. Non si gioca con l'onestà intellettuale e con gli impegni presi con la città. Lo ribadirò fino alla morte: la dignità politica non ha un prezzo!" poi sottolinea "Barletta non merita questo spettacolo indecente! Presto la verità verrà a galla. Mentre qualche opportunista stappa lo champagne, io non smetto di mettermi al lavoro per il bene della città. Non finisce così. Coraggio e sangue freddo". Giuliana Damato consigliere del PD (tra coloro che hanno sostenuto la mozione del Sindaco): " francamente continuo a non comprendere cosa non andasse, in essa" riferendosi alla mozione, e invita a riflettere su quel "clima di sospetti" denunciato anche da Cascella in conferenza stampa: L'assessore Marcello Lanotte: "Chi rema contro il Sindaco vuole mantenere questa città con i problemi della 167, dei passaggi a livello e vive nel passato. Barletta merita altro. Io vado‪#‎avanti ‪#‎iosostengoilSindaco" con chiari riferimenti.

Bisogna registrare la spaccatura a metà di Sinistra Unita, le divisioni nel PD, la Buona Politica e la lista civica Cascella Insieme che hanno pure votato contro. Non ci saremmo aspettati che questo fosse divenuto il caso politico per motivare le dimissioni, visti i tanti inciampi di questa maggioranza, forse più discutibili.
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