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«La “rivoluzione amministrativa” di Maffei non ha risparmiato niente alla città»

La nota di Franco Fucci, presidente di "Cittadini in movimento". Dalla giunta balneare alla pseudo-sfilata per la Disfida

«Il "fantasioso calendario" della Rivoluzione Francese prevedeva una durata dell'anno di 13 mesi, una simpatica innovazione rispetto ai canonici 12 mesi che suggeriamo al Sindaco Maffei di adottare quanto prima. Un "prolungamento" forse conveniente e necessario per questa Amministrazione, auspicando che il tredicesimo mese possa essere dedicato alla fruizione delle ferie dei suoi più stretti collaboratori, e possa rivelarsi ancor più utile per: l'approvazione del Bilancio di Previsione, la rievocazione della Disfida di Barletta, l'approvazione del Nuovo Piano Regolatore, ecc., taglio dei nastri permettendo». E' l'incipit della nota a firma di Franco Fucci, presidente del gruppo "Cittadini in movimento".

«Un prolungamento del calendario che ben si addice al "tempismo" di questa Amministrazione, purchè si porti a compimento la "rivoluzione amministrativa" del settennato di Maffei che niente ha risparmiato alla nostra Città: gli sfibranti balletti politici per l'elezione del Presidente del Consiglio Comunale, le finte dimissioni del Sindaco, la Giunta balneare alle "quattro stagioni" dei primi dei non-eletti, i cambi di casacca dei Consiglieri Comunali, i gettoni a "go-go" per le commissioni, la formazione pagata a chi invece era stato chiamato a "formare", i concerti gestiti in nome degli omaggi, i Bilanci di Previsione che si accavallano ai Conti Consuntivi, i contributi elargiti agli "amici degli amici" seppur con un bilancio in dodicesimi, le polemiche dei Segretari dei Partiti di maggioranza che ne dicono di cotte e di crude all'indirizzo del Sindaco, …e certo dimentichiamo qualcosa.

Il tutto arricchito con "brillanti e fantasiosi" atti amministrativi spesso ai limiti della legittimità: si cambia il volto di un posto caro a tanti Barlettani (lottizzazione Montaltino) con un atto approvato quasi furtivamente in una calda notte d'estate tra pochi intimi (14 presenti su 41!); si assiste inerti all'immane tragedia di Via Roma dopo aver sottovalutato in Consiglio le osservazioni sul Piano di recupero di quegli immobili e con il Sindaco che "non mi sento di criminalizzare chi in un momento come questo viola la legge"; si licenziano Dirigenti per andare incontro a una condanna per condotta antisindacale.

O ancora (solo per citare le "ultime"), le regalie per ferie non godute in favore di insostituibili Dirigenti, più generose per il fidato Dirigente dello Staff; il continuo aumento della tassazione, in particolare la Tassa Rifiuti (prossimo aumento + 23%); la burla dell'addizionale IRPEF prima introdotta poi eliminata e ancora reintrodotta lo scorso anno; gli annunciati aumenti dell'IMU. Tutto ciò mentre si lasciano marcire fondi regionali stanziati per la Disfida 2012, propinando agli esterrefatti barlettani una farsesca pseudo-sfilata in una notte di fine settembre.
Scelte politiche e amministrative che da troppo tempo offendono la cittadinanza, in una fase di drammatica disperazione che tocca tanti giovani, anziani, disoccupati con intere famiglie alle prese con pesanti difficoltà economiche per il lavoro che manca, sempre più impossibilitate a fronteggiare i bisogni primari.

Ci si chiede in quale misura tutto ciò può coniugarsi con la rispettabilissima storia di Lech Walesa, Premio Nobel per la Pace, incolpevole testimonial di "Barletta Città di Sfide", ultima invenzione dell' Amministrazione Maffei. Un uomo che ha lottato duramente per l'affermazione dei valori della democrazia, della libertà e della legalità; quell'operaio che, a capo del Sindacato Solidarnosc, guidò coraggiosamente la rivolta del popolo polacco fino a diventarne il Presidente. Noi come tanti altri cittadini, e immaginiamo con tutti noi anche quei Dirigenti sindacali di Barletta, ripetutamente beffati dal Sindaco Maffei, siamo felici di rivolgere a lui, al Presidente Walesa, il più sincero ed affettuoso saluto, augurando il benvenuto nella Città di Barletta».
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