Quando il giornalismo fa la storia
Quando il giornalismo fa la storia
La città

La cronaca alimenta la memoria storica

Presentato un volume per ricordare il crollo di via Canosa del ‘59. I ricordi e le testimonianze di chi c'era

La memoria continua a far notizia, anche a Barletta. Una città martoriata da un dolore che è stato rivissuto recentemente: il crollo di via Roma di poco più di un anno fa ha fatto riemergere un lutto, che la città aveva, forse troppo frettolosamente, rimosso. Quello del palazzo di via Canosa, accaduto il 16 settembre 1959. Le vittime furono molte di più della recente tragedia: 58 i morti e 12 i feriti. Tuttavia la veemenza di una tragedia non si misura con il numero delle vittime, ma semmai cogliendo la terribile realtà e cioè che a distanza di mezzo secolo poco è cambiato. I principali imputati restano, oggi come allora, la mala-edilizia e l'inarrestabile e cieca corsa verso gli interessi personali, non badando al consumo di territorio. Pensando solo a costruire il nuovo, non pensando al già esistente.

Nel caso del '59 si trattava, tuttavia, di un fabbricato di recente costruzione, all'inizio di quell'espansionismo edilizio estremo. L'accaduto è flebilmente impresso nelle menti delle più giovani generazioni barlettane. Proprio per vincere l'oblio, è stato realizzato il dossier stampa "Quando il giornalismo fa la storia. Il crollo di via Canosa a Barletta: 58 morti e 12 feriti. Mercoledì 16 settembre 1959. Una tragedia italiana in prima pagina". Questo, presentato nel pomeriggio di sabato presso la sala consiliare di Barletta, è nato dalla stretta collaborazione fra il gruppo di lavoro dei parenti delle vittime e il Comitato italiano Pro Canne della Battaglia. Tre anni di ricerche storiografiche, hanno prodotto un risultato che verrà diffuso nelle scuole per tenere sempre accesa la memoria storica locale, cosa di cui si è sempre caratterizzato come propugnatore il presidente del Comitato, Nino Vinella, presente all'incontro nelle vesti di padrone di casa. "Il lavoro – ha sottolineato Vinella – è frutto unicamente dell'impegno e della passione di volontari, non avendo percepito alcun contributo da Enti pubblici".

Il ricordo dei parenti delle vittime è stato affidato a Maria Straniero De Mari, che con un accorato ricordo dei suoi parenti deceduti nel tragico evento, ha riportato anche le tantissime difficoltà burocratiche che hanno visto il riconoscimento di una via intitolata con la data del fatto, solo trent'anni dopo, grazie alla volontà del prof. Marzocca, allora assessore.

E' stata registrata, e criticata, l'assenza delle Istituzioni al tavolo dei conferenzieri, ma alcuni rappresentanti politici presenti tra gli uditori, sono intervenuti fondamentalmente sostenendo di non fare di tutta l'erba, in questo caso la politica, un fascio, perché non tutti la pensano nella stessa maniera.

Inoltre la serata è stata un'occasione per celebrare il lavoro giornalistico, ed in particolar modo della cronaca, che si fa storia. "Il giornalista è testimone del suo tempo. Mediatore dei fatti" ha detto Michele Cristallo, direttore della rivista "Nel mese" di Bari, che ha moderato e introdotto l'incontro. "Raccontare i fatti è il compito dei giornalisti. Contribuire a conservarne la memoria diventa il valore aggiunto. Questo il passo dalla cronaca alla storia" ha scritto Paola Laforgia, presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia, nell'introduzione al volume. In conclusione è stato visionato un documentario, con i ricordi e le testimonianze di chi c'era. Tanti i temi, quindi, su cui riflettere e ancora una volta è la storia ad offrirceli.
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