Padre Giuseppe Gissi
Padre Giuseppe Gissi
Religioni

Il padre barlettano Giuseppe Gissi è rientrato alla casa del Padre

Ha dedicato  la propria vita all'istruzione, educazione, catechesi, evangelizzazione e alla pastorale dei "sordomuti" 

Nella mattina del 12 novembre 2022, Padre Giuseppe Gissi, dopo non poche sofferenze, ha reso l'anima a Dio. Nato a Barletta il 21 aprile 1939, nel 1952 entrò nello studentato della Piccola Missione per i Sordomuti (pms), a Roma, e nel 1958 fece la prima professione religiosa. Fu ordinato presbitero a Bologna nel 1966. Nel 1976 conseguì l'abilitazione speciale per l'insegnamento ai sordomuti e insegnò negli istituti Gualandi di Roma, Bologna, Firenze, Giulianova e Catania. Fu anche direttore dell'Istituto dei sordi di Torino, a Pianezza. Fu lui l'ultimo direttore dell'istituto Gualandi di Giulianova, dove fu anche assistente ecclesiastico del MAS, il Movimento Apostolico Sordi.
Trascorse gli ultimi anni nelle case della Piccola Missione a Firenze e a Roma. Dopo lunga malattia e operazioni chirurgiche ha poi raggiunto il Signore a 83 anni di età, il 12 novembre 2022 nella casa di cura Nostra Signora del Sacro Cuore.

«Segnato dalla croce della malattia fin da giovane, - ha scritto nel necrologio del religioso scomparso, il confratello padre Vincenzo Diblasio - ha saputo portarla con amore, lasciandoci un esempio di vita e di accettazione della volontà di Dio giorno dopo giorno. Il suo funerale è stato celebrato, assieme a quello di P. Giustino Rovai, lunedì 14 novembre nella chiesa parrocchiale dei Santi Patroni d'Italia, vicina all'ex Istituto Gualandi. Hanno concelebrato ben 10 sacerdoti con grande partecipazione di tanti ex alunni e soci del Mas. Ha trovato riposo al Verano di Roma, nelle tomba della Piccola Missione per i Sordomuti. Ricordando la delicatezza di P. Giuseppe, la sua dedizione e attenzione agli altri, la sua profonda bontà e la fedeltà alla Piccola Missione per i Sordomuti, accompagniamo la sua dipartita con un'intensa commozione e preghiera». Don Sabino Lattanzio, postulatore diocesano, che lo ha conosciuto, nell'apprendere la notizia del decesso, ha ricordato che proveniva dalla parrocchia S. Giacomo in Barletta e fu figlio spirituale del Venerabile don Ruggiero Caputo, dandone testimonianza nel processo di beatificazione. Era altresì lettore del periodico diocesano "In Comunione", che riceveva regolarmente da anni.
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