Cantina della Sfida. <span>Foto Ida Vinella</span>
Cantina della Sfida. Foto Ida Vinella
La città

Disfida di Barletta, fissata la data della rievocazione: «Il futuro, finalmente, può essere programmato»

Il presidente di Barletta Ricettiva sull’istituzionalizzazione - approvata in consiglio - alla terza settimana di settembre

A pochi giorni dall'anniversario storico della Disfida di Barletta, 13 febbraio 1503, e all'indomani dell'approvazione in Consiglio comunale della delibera che istituzionalizza la data di svolgimento della rievocazione nella terza settimana di settembre, il dibattito si sposta sugli effetti concreti della decisione per il sistema turistico locale.

La novità verrà annunciata alla prossima edizione della BIT, la Borsa Internazionale del Turismo, come segnale di una nuova fase di maturità per l'evento storico più emblematico della città.

Sul tema abbiamo ascoltato il presidente di Barletta Ricettiva, Raffaele Rizzi, che guarda alla Disfida come a un'opportunità strategica per l'intero comparto.

Che cosa rappresenta per il comparto ricettivo e turistico della città l'istituzionalizzazione della data della Disfida di Barletta?
«La Disfida di Barletta ha finalmente una data certa e Barletta compie così un passo decisivo verso una nuova maturità culturale e turistica. L'istituzionalizzazione della data non è soltanto una notizia attesa da anni, ma rappresenta un vero e proprio cambio di paradigma nel modo di pensare e programmare i grandi eventi cittadini. Avere una data fissa nel calendario significa, prima di tutto, certezza: per gli operatori turistici, per le istituzioni, per i cittadini e per i visitatori. Significa poter programmare, investire, promuovere. Significa uscire dalla logica dell'improvvisazione e iniziare a ragionare in termini di visione.

La collocazione della Disfida nel mese di settembre non è casuale. È proprio in questo periodo che Barletta, come molte città del Sud, registra una presenza crescente di turismo internazionale: viaggiatori europei e stranieri che scelgono l'Italia fuori dall'alta stagione, attratti da un clima mite, da un minore affollamento e da proposte culturali autentiche. Settembre è il mese del turismo lento, consapevole, esperienziale, ed è esattamente il pubblico che un evento storico come la Disfida è in grado di attrarre: non solo spettatori, ma viaggiatori interessati alla storia, all'identità dei luoghi, al racconto delle comunità».


Quali sono, secondo lei, i passaggi indispensabili per trasformare questa scelta in un evento davvero competitivo su scala nazionale e internazionale?
«La data è solo il primo tassello. Per trasformare la Disfida in un evento di respiro nazionale e internazionale servono ora fondi strutturali, non occasionali, capaci di garantire continuità e qualità nel tempo; ruoli definiti, con una regia chiara che stabilisca chi fa cosa, dalla direzione artistica alla comunicazione, dall'organizzazione alla promozione turistica; e tempi certi, con una pianificazione che guardi almeno a 12–24 mesi, indispensabile per intercettare flussi turistici internazionali e costruire pacchetti di viaggio. Solo così la Disfida potrà smettere di essere un grande evento "locale" e diventare un prodotto culturale competitivo.

Un altro nodo cruciale è la comunicazione. Raccontare oggi la Disfida significa parlare non solo all'Italia, ma all'Europa e al mondo. Servono contenuti multilingue e una narrazione moderna, capace di valorizzare Barletta come destinazione culturale e non soltanto come luogo di una rievocazione storica. La storia della Disfida possiede tutti gli elementi per affascinare un pubblico internazionale: rivalità, onore, identità, Mediterraneo. Ora è il momento di raccontarla con strumenti adeguati e canali contemporanei.

Con una data ormai istituzionalizzata, Barletta può finalmente iniziare a lavorare su una programmazione pluriennale. Questo significa aprire i calendari delle prenotazioni con largo anticipo, creare pacchetti turistici dedicati, destagionalizzare davvero i flussi e generare benefici concreti per tutto l'indotto: strutture ricettive, ristorazione, guide turistiche, commercio. L'ufficializzazione della data della Disfida è dunque un ottimo traguardo, ma soprattutto una responsabilità. Ora la città è chiamata a fare un salto di qualità, passando dall'evento al progetto, dall'orgoglio alla strategia.

Un ringraziamento va all'Amministrazione comunale e al Consiglio comunale che hanno adottato questo provvedimento, dimostrando attenzione e visione, e alle Commissioni consiliari Cultura e Attività Produttive che già dal 2024 hanno lavorato con continuità e impegno a questo progetto, contribuendo in modo concreto al risultato raggiunto. La storia è già scritta. Il futuro, finalmente, può essere programmato».
  • Disfida di Barletta
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