Ministro Bray Cultura De Nittis
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La città

De Nittis è la star dell’estate barlettana

Successo di pubblico per la mostra a Palazzo Della Marra. Caroppo: «Un tesoro non solo materiale»

Importante l'iniziativa assunta dal Comune, partita circa un mese fa: una mostra dedicata a "Peppino" De Nittis, anzi ai coniugi De Nittis, visto che, come è giusto che sia, viene posta al centro la figura di Lèontine che cent'anni fa ha donato, sebbene si trovasse in difficili condizioni economiche, la collezione 'di famiglia' al Comune di Barletta, con il chiaro fine di continuare ad elogiare e far conoscere l'arte di suo marito.

L'esposizione è stata organizzata in poco tempo e con poche risorse economiche, anche rispetto alle mostre del passato di Palazzo della Marra, importanti ma costose, viste le ristrettezze finanziarie delle casse comunali in questo momento. Si sono tirate fuori dai depositi tutte le opere dell'impressionista barlettano di proprietà comunale, con l'intento di agevolarne la conoscenza anche alla cittadinanza barlettana, e poi, ci auguriamo numerosi, visitatori da tutta Italia e stranieri.

Grande il riscontro di pubblico, fanno sapere dal Comune, che la mostra sta ottenendo in queste prime settimane tra i turisti, anche stranieri, e gli appassionati, specie durante l'apertura straordinaria il giorno di Ferragosto e quella serale gratuita, ogni sabato dalle ore 20.00 alle 23.00, per Puglia Open Days: durante queste visite dedicate oltre che al Palazzo della Marra, al centro storico e alla cattedrale, si viene accompagnati da guide qualificate. La mission dell'iniziativa è nelle parole dell'Assessore alle Politiche dell'Identità culturale Giusy Caroppo, che afferma: «De Nittis è uno dei pezzi del puzzle che, con metodo contemporaneo, vorrei rintracciare nei punti della politica del'identità della città. Cominciando col far vivere un Museo con le risorse che ha. Un tesoro non solo materiale, ma un tesoro di suggerimenti culturali e emozionali».

La realizzazione rapida è stata possibile grazie alla collaborazione con l'Università degli Studi di Bari, per cui Christine Farese Sperken, curatrice della mostra, è professoressa di storia dell'arte contemporanea, grande esperta della pittura Ottocentesca e grande conoscitrice dell'arte di De Nittis. Non si tratta dunque del primo nome tirato fuori dal mazzo. L'Università si è avvalsa anche della collaborazione non di due presi dalla strada, ma di due dottori di ricerca in storia dell'arte contemporanea dell'Università non di Honolulu, ma di Bari; l'Università di riferimento della nostra città, sia per vicinanza geografica, sia perchè ospita gran parte dei nostri giovani. La collaborazione fra gli Enti locali e le Università del territorio deve diventare un 'must' delle politiche culturali moderne: quelle sono incredibili fucine di competenze e preparazione per i nostri giovani.

La cultura, come tutto, è un concetto che deve volare alto, deve sprovincializzarsi e non cedere a richiami campanilistici, producendo solo fiere paesane e rappresentazioni fine a se stesse. Inoltre vogliamo ricordare che l'Università di Bari e la Sperken stanno operando gratuitamente per questa mostra; solo i dottori ricevono due borse di studio di 2000 euro dal Comune. Dunque la collaborazione con l'università è auspicabile anche per il futuro, come riferito all'inaugurazione dal Magnifico Rettore Petrocelli, alla presenza del Ministro Bray.

La speranza piuttosto e l'invito agli amministratori locali sia a non fermarsi al singolo evento, critica mossa spesso in passato, cercando all'unisono di smuovere l'intero indotto turistico circostante, avvalendosi degli operatori culturali e turistici della città.
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