
Politica
Corso Vittorio Emanuele pedonalizzato, il Movimento 5 Stelle: «Così è una chiusura inutile»
La nota dei pentastellati
Barletta - giovedì 6 marzo 2025
18.27
«Torniamo ancora sull'argomento della chiusura al traffico veicolare di un tratto di corso Vittorio Emanuele nei giorni di sabato e festivi, dalle ore 9:00 alle 23:00, per analizzare la situazione ad un anno esatto dall'inizio di tale "sperimentazione". Ultimamente tutti abbiamo preso atto, poichè esplicitamente affermato in consiglio comunale dall'(ex) Assessore alle Attività produttive Avvocato Giuseppe Dileo, che al momento non esiste un elaborato tecnico di pedonalizzazione del corso, per il quale servirebbe individuare idonei finanziamenti oppure predisporre delle poste apposite nel bilancio comunale. Ricordiamo che in principio era stato fatto circolare sui social un render (immagine creata al computer) che illustrava come sarebbe diventato il corso pedonalizzato nelle intenzioni dell'amministrazione. Sembra palese dunque, a parer nostro, che si è voluto influire sulle aspettative dei cittadini e giocare sulle parole per far credere che si stava avviando un progetto di abbellimento del corso (denominandolo "il salotto buono") tradendo poi la loro fiducia perché come abbiamo visto non esiste nulla di concreto al riguardo». Così il rappresentante territoriale del Movimento 5 Stelle, Luca Savella.
«Vogliamo sottolineare l'importanza – e la correttezza dettata dall'etica - nell'utilizzare, soprattutto da parte delle istituzioni, un linguaggio veritiero e le parole corrispondenti a quello che poi si realizzerà nei fatti (se si realizza). Quando si parla di pedonalizzazione di una strada o di realizzazione di un'isola pedonale si fa immaginare ai cittadini che si sta attrezzando un'oasi paradisiaca, scevra dallo smog prodotto dagli autoveicoli e al sicuro da pericoli vari.
In realtà a queste locuzioni verbali dovrebbero corrispondere le strade realmente chiuse al traffico H24 e per 365 giorni all'anno. Ciò che anche noi, come forza politica, auspichiamo, ed anche i commercianti che abbiamo ascoltato, vorrebbero fosse realizzato in un prossimo futuro: con tutto il corollario che una scelta del genere impone. In modo particolare vanno realizzati i parcheggi nelle zone adiacenti, i parcheggi di scambio nelle zone periferiche, le navette per collegamenti veloci con il centro, la valorizzazione della strada con idoneo arredo urbano, la segnaletica adeguata e la comunicazione agli avventori. Arrivati a questo punto ci chiediamo: quale beneficio è stato ottenuto nel chiudere il corso? Non abbiamo visto un cambio di abitudini da parte dei possibili fruitori di questa chiusura, invece ci sono i furgoni addetti al carico e scarico che di sabato entrano nella zona interdetta e ci sono i monopattini e le biciclette elettriche che scorazzano indisturbati. Creando quindi insicurezza per chi dovesse pensare di trovarsi in una vera isola pedonale. Per non parlare del traffico e dello smog aumentato nelle strade adiacenti. Questa chiusura così fatta è pericolosa. Ma anche poco attraente, se veramente si vuol raggiungere lo scopo che ci si è prefissi.
Noi crediamo che le scelte che mirano a modificare in meglio la vivibilità della città si possano e si debbano attuare, ma vanno fatte con la collaborazione e la condivisione delle associazioni di categoria, di tutte le forze politiche e del consiglio comunale. Pertanto auspichiamo a breve una modifica sostanziale del provvedimento di chiusura. Noi siamo disponibili al confronto, così come lo sono i commercianti della strada interessata dalla chiusura».
«Vogliamo sottolineare l'importanza – e la correttezza dettata dall'etica - nell'utilizzare, soprattutto da parte delle istituzioni, un linguaggio veritiero e le parole corrispondenti a quello che poi si realizzerà nei fatti (se si realizza). Quando si parla di pedonalizzazione di una strada o di realizzazione di un'isola pedonale si fa immaginare ai cittadini che si sta attrezzando un'oasi paradisiaca, scevra dallo smog prodotto dagli autoveicoli e al sicuro da pericoli vari.
In realtà a queste locuzioni verbali dovrebbero corrispondere le strade realmente chiuse al traffico H24 e per 365 giorni all'anno. Ciò che anche noi, come forza politica, auspichiamo, ed anche i commercianti che abbiamo ascoltato, vorrebbero fosse realizzato in un prossimo futuro: con tutto il corollario che una scelta del genere impone. In modo particolare vanno realizzati i parcheggi nelle zone adiacenti, i parcheggi di scambio nelle zone periferiche, le navette per collegamenti veloci con il centro, la valorizzazione della strada con idoneo arredo urbano, la segnaletica adeguata e la comunicazione agli avventori. Arrivati a questo punto ci chiediamo: quale beneficio è stato ottenuto nel chiudere il corso? Non abbiamo visto un cambio di abitudini da parte dei possibili fruitori di questa chiusura, invece ci sono i furgoni addetti al carico e scarico che di sabato entrano nella zona interdetta e ci sono i monopattini e le biciclette elettriche che scorazzano indisturbati. Creando quindi insicurezza per chi dovesse pensare di trovarsi in una vera isola pedonale. Per non parlare del traffico e dello smog aumentato nelle strade adiacenti. Questa chiusura così fatta è pericolosa. Ma anche poco attraente, se veramente si vuol raggiungere lo scopo che ci si è prefissi.
Noi crediamo che le scelte che mirano a modificare in meglio la vivibilità della città si possano e si debbano attuare, ma vanno fatte con la collaborazione e la condivisione delle associazioni di categoria, di tutte le forze politiche e del consiglio comunale. Pertanto auspichiamo a breve una modifica sostanziale del provvedimento di chiusura. Noi siamo disponibili al confronto, così come lo sono i commercianti della strada interessata dalla chiusura».