
Associazioni
Coperte, sfruttamento e lavoro: la storia di un giovane bengalese
Il racconto dell’Ambulatorio Popolare
Barletta - mercoledì 21 gennaio 2026
1.07
«Ieri sera l'Unità di Strada è tornata fuori. Con le coperte che avete donato dopo il nostro appello, e con la responsabilità di farle arrivare dove servono davvero». Così i volontari dell'Ambulatorio Popolare.
«Durante l'uscita abbiamo incontrato un ragazzo giovanissimo. Era sconvolto.
Ci ha raccontato, affidandosi al nostro mediatore culturale arabofono – figura fondamentale per costruire fiducia e comprensione reale – di essere stato chiamato per una giornata di lavoro nei campi. Era felice. Aveva bisogno di lavorare. Arrivato sul posto, però, è stato mandato via: non aveva con sé guanti e cesoie.
Per comprarli non aveva i soldi.
Li compreremo noi. Glieli porteremo. Ma è impossibile non fermarsi a pensare a quanto in là si sia spinto lo sfruttamento, se oggi chi lavora deve anche pagarsi gli strumenti, pena l'esclusione immediata. Persone già fragili costrette a sostenere costi che non possono permettersi, in un sistema che continua a chiamarlo "lavoro".
Questa notte abbiamo distribuito coperte.
Ma il freddo più difficile da combattere resta quello dell'ingiustizia normalizzata.
Grazie a chi ci ha permesso di esserci.
Noi continueremo a uscire. A guardare. A raccontare. A intervenire, quando possiamo».
«Durante l'uscita abbiamo incontrato un ragazzo giovanissimo. Era sconvolto.
Ci ha raccontato, affidandosi al nostro mediatore culturale arabofono – figura fondamentale per costruire fiducia e comprensione reale – di essere stato chiamato per una giornata di lavoro nei campi. Era felice. Aveva bisogno di lavorare. Arrivato sul posto, però, è stato mandato via: non aveva con sé guanti e cesoie.
Per comprarli non aveva i soldi.
Li compreremo noi. Glieli porteremo. Ma è impossibile non fermarsi a pensare a quanto in là si sia spinto lo sfruttamento, se oggi chi lavora deve anche pagarsi gli strumenti, pena l'esclusione immediata. Persone già fragili costrette a sostenere costi che non possono permettersi, in un sistema che continua a chiamarlo "lavoro".
Questa notte abbiamo distribuito coperte.
Ma il freddo più difficile da combattere resta quello dell'ingiustizia normalizzata.
Grazie a chi ci ha permesso di esserci.
Noi continueremo a uscire. A guardare. A raccontare. A intervenire, quando possiamo».
Ricevi aggiornamenti e contenuti da Barletta 
.jpg)




.jpg)


.jpg)