
Politica
«Cittadinanze e onorificenze a pioggia. Il prestigio non è un gadget da consumismo politico»
La nota di Rete Civica
Barletta - sabato 13 giugno 2026
18.46 Comunicato Stampa
C'era un tempo in cui la concessione della civica benemerenza o della cittadinanza onoraria rappresentava il massimo encomio che la nostra comunità potesse tributare. Era l'atto solenne con cui la città si specchiava nei valori di figure dall'altissimo profilo morale, culturale o sociale, legando indissolubilmente il proprio nome a storie di reale e straordinario impatto per il territorio.
Oggi, purtroppo, assistiamo a una narrazione decisamente diversa. Da qualche tempo a questa parte, l'azione amministrativa sembra essere colpita da una singolare forma di bulimia celebrativa: un'ansia da prestazione istituzionale che spinge a concedere onorificenze, targhe e chiavi della città a ritmi da catena di montaggio.
Una foga distributiva che, se da un lato garantisce passaggi mediatici e selfie di rito, dall'altro sta scivolando pericolosamente nel terreno del grottesco e dello stucchevole. Rete Civica Barletta avverte il dovere di intervenire per porre un freno a questa svalutazione selvaggia dei simboli cittadini. Quando l'eccezione diventa regola, quando il riconoscimento straordinario si trasforma in una consuetudine da sbrigare nell'ordine del giorno di un qualsiasi Consiglio Comunale, a perdere valore non è solo l'onorificenza in sé, ma l'autorevolezza dell'istituzione che la conferisce.
Ci chiediamo, con rigoroso piglio istituzionale ma non senza una punta di sconcerto: qual è il criterio strategico dietro questo "viva il parroco" delle benemerenze? Si ha l'impressione che l'albo d'oro della città venga utilizzato come un album di figurine, da riempire compulsivamente per soddisfare logiche di visibilità immediata o, peggio, per gratificare una rete di cortesi scambi di favore relazionali o, peggio ancora, come forma di "adulazione" per "ingraziarsi".
A questo ritmo, l'unica vera onorificenza che resterà da assegnare sarà quella al merito della pazienza per i cittadini barlettani, costretti a osservare questa rincorsa al plauso facile mentre le priorità reali del territorio rimangono, quelle sì, tragicamente orfane di attenzione. La nostra posizione è netta. Stop al consumo di suolo... d'onore: Le benemerenze devono tornare a essere rare, pesate e indiscutibili; Tutela del blasone cittadino: Barletta non ha bisogno di inventarsi eroi o cittadini illustri un giorno sì e l'altro pure per dimostrare di esistere; Ritorno alla concretezza: Si utilizzi la stessa energia profusa nelle cerimonie di conferimento per risolvere le emergenze quotidiane della città.
Invitiamo l'Amministrazione Comunale pro-tempore a una profonda riflessione e a un immediato ritorno alla sobrietà. Restituire dignità ai massimi riconoscimenti comunali significa avere rispetto per la storia di Barletta e per i suoi cittadini. Il prestigio non si misura con la quantità delle medaglie distribuite, ma con il peso specifico delle azioni. Ed è tempo che la bilancia istituzionale torni a segnare il giusto peso.
Oggi, purtroppo, assistiamo a una narrazione decisamente diversa. Da qualche tempo a questa parte, l'azione amministrativa sembra essere colpita da una singolare forma di bulimia celebrativa: un'ansia da prestazione istituzionale che spinge a concedere onorificenze, targhe e chiavi della città a ritmi da catena di montaggio.
Una foga distributiva che, se da un lato garantisce passaggi mediatici e selfie di rito, dall'altro sta scivolando pericolosamente nel terreno del grottesco e dello stucchevole. Rete Civica Barletta avverte il dovere di intervenire per porre un freno a questa svalutazione selvaggia dei simboli cittadini. Quando l'eccezione diventa regola, quando il riconoscimento straordinario si trasforma in una consuetudine da sbrigare nell'ordine del giorno di un qualsiasi Consiglio Comunale, a perdere valore non è solo l'onorificenza in sé, ma l'autorevolezza dell'istituzione che la conferisce.
Ci chiediamo, con rigoroso piglio istituzionale ma non senza una punta di sconcerto: qual è il criterio strategico dietro questo "viva il parroco" delle benemerenze? Si ha l'impressione che l'albo d'oro della città venga utilizzato come un album di figurine, da riempire compulsivamente per soddisfare logiche di visibilità immediata o, peggio, per gratificare una rete di cortesi scambi di favore relazionali o, peggio ancora, come forma di "adulazione" per "ingraziarsi".
A questo ritmo, l'unica vera onorificenza che resterà da assegnare sarà quella al merito della pazienza per i cittadini barlettani, costretti a osservare questa rincorsa al plauso facile mentre le priorità reali del territorio rimangono, quelle sì, tragicamente orfane di attenzione. La nostra posizione è netta. Stop al consumo di suolo... d'onore: Le benemerenze devono tornare a essere rare, pesate e indiscutibili; Tutela del blasone cittadino: Barletta non ha bisogno di inventarsi eroi o cittadini illustri un giorno sì e l'altro pure per dimostrare di esistere; Ritorno alla concretezza: Si utilizzi la stessa energia profusa nelle cerimonie di conferimento per risolvere le emergenze quotidiane della città.
Invitiamo l'Amministrazione Comunale pro-tempore a una profonda riflessione e a un immediato ritorno alla sobrietà. Restituire dignità ai massimi riconoscimenti comunali significa avere rispetto per la storia di Barletta e per i suoi cittadini. Il prestigio non si misura con la quantità delle medaglie distribuite, ma con il peso specifico delle azioni. Ed è tempo che la bilancia istituzionale torni a segnare il giusto peso.
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