
«Via Lattanzio, il quartiere dimenticato: vandalismo, schiamazzi e il silenzio delle istituzioni»
La lettera aperta dei residenti
martedì 18 agosto 2026
14.16
iReport
«Scrivo a nome di una comunità ormai stremata, esasperata e, soprattutto, abbandonata. Siamo i residenti di via Lattanzio e da mesi la nostra vita quotidiana è diventata un incubo senza fine».
«La sera, la nostra via cambia volto e si trasforma in una terra di nessuno. Gruppi di ragazzi si radunano sotto i nostri palazzi e sui marciapiedi, dando vita a un repertorio continuo di inciviltà e atti vandalici: serrande dei garage usate come bersagli e danneggiate, pallonate violente scagliate contro le auto parcheggiate, ragazzini che salgono sui cofani e sui tetti dei veicoli come se fossero giostre, citofoni suonati a qualsiasi ora della notte per il solo gusto di disturbare. Il rumore è costante, il rispetto per la cosa pubblica e privata è pari a zero.
La cosa più sconfortante, però, non è solo l'arroganza di questi giovani, ma la sensazione di totale impunità in cui agiscono. Tra di loro c'è una fitta rete di "vedette": si avvisano subito con i cellulari se vedono passare una pattuglia. Ma il problema fondamentale è un altro: le forze dell'ordine passano raramente e, quando finalmente accade, l'intervento si risolve in un nulla di fatto. Nessun controllo reale, nessun richiamo serio, nessuna sanzione. Un giro di perlustrazione e via, mentre i ragazzi riprendono esattamente da dove avevano interrotto, con ancora più spavalderia.
Ci chiediamo: dobbiamo attendere che la situazione degeneri ulteriormente? Dobbiamo aspettare che una macchina venga distrutta o che ci sia uno scontro diretto tra residenti ed esecutori di questi atti prima che qualcuno si decida ad agire?
Non chiediamo miracoli, ma il rispetto dei nostri diritti fondamentali: il diritto al riposo, alla sicurezza e alla tutela della nostra proprietà. Chiediamo che chi di dovere presidii il territorio in modo costante ed efficace, con controlli veri e non con semplici passeggiate pro-forma.
Siamo cittadini che pagano le tasse e che meritano risposte. Oggi affidiamo al Suo giornale il nostro grido d'allarme, sperando che chi ha la responsabilità della sicurezza pubblica si decida finalmente a guardare verso via Lattanzio».
«La sera, la nostra via cambia volto e si trasforma in una terra di nessuno. Gruppi di ragazzi si radunano sotto i nostri palazzi e sui marciapiedi, dando vita a un repertorio continuo di inciviltà e atti vandalici: serrande dei garage usate come bersagli e danneggiate, pallonate violente scagliate contro le auto parcheggiate, ragazzini che salgono sui cofani e sui tetti dei veicoli come se fossero giostre, citofoni suonati a qualsiasi ora della notte per il solo gusto di disturbare. Il rumore è costante, il rispetto per la cosa pubblica e privata è pari a zero.
La cosa più sconfortante, però, non è solo l'arroganza di questi giovani, ma la sensazione di totale impunità in cui agiscono. Tra di loro c'è una fitta rete di "vedette": si avvisano subito con i cellulari se vedono passare una pattuglia. Ma il problema fondamentale è un altro: le forze dell'ordine passano raramente e, quando finalmente accade, l'intervento si risolve in un nulla di fatto. Nessun controllo reale, nessun richiamo serio, nessuna sanzione. Un giro di perlustrazione e via, mentre i ragazzi riprendono esattamente da dove avevano interrotto, con ancora più spavalderia.
Ci chiediamo: dobbiamo attendere che la situazione degeneri ulteriormente? Dobbiamo aspettare che una macchina venga distrutta o che ci sia uno scontro diretto tra residenti ed esecutori di questi atti prima che qualcuno si decida ad agire?
Non chiediamo miracoli, ma il rispetto dei nostri diritti fondamentali: il diritto al riposo, alla sicurezza e alla tutela della nostra proprietà. Chiediamo che chi di dovere presidii il territorio in modo costante ed efficace, con controlli veri e non con semplici passeggiate pro-forma.
Siamo cittadini che pagano le tasse e che meritano risposte. Oggi affidiamo al Suo giornale il nostro grido d'allarme, sperando che chi ha la responsabilità della sicurezza pubblica si decida finalmente a guardare verso via Lattanzio».
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