Politica
Amministrazione Maffei, la verità viene a galla
La nota di Stefano Chiariello, già segretario PD Barletta
Barletta - martedì 8 ottobre 2013
«La cronaca recente ci sta offrendo uno spaccato desolante della precedente amministrazione, ahinoi a guida centrosinistra. Finita l'era Maffei è stato scoperchiato un vaso di Pandora dal quale sta uscendo di tutto: prima i debiti fuori bilancio e poi, negli ultimi giorni, le irregolarità amministrative e contabili nella gestione del personale (periodo 2007-2012) rilevate dalla Ragioneria Generale dello Stato». Questa la nota di Stefano Chiariello, già segretario PD di Barletta e profondo conoscitore della vita di "palazzo" in quei momenti definibili, a dir poco, turbolenti. Tale nota è ideale risposta alla relazione della Ragioneria di Stato, in merito a possibili irregolarità emerse nella gestione, da Barlettalife recentemente pubblicato.
«Uno spaccato desolante ma non sorprendente per chi lo ha denunciato in tempi non sospetti. In diversi momenti, infatti, prima all'interno del PD e poi pubblicamente, ho criticato certe prassi. Ho fatto notare, in sede di pubblica discussione sul bilancio, come in alcuni settori, di più diretto controllo del sindaco, vi fosse una concentrazione ed abuso nella spesa; così come ho sollevato rilievi critici sul ridisegno della pianta organica (poi sanzionata di illegittimità dal Giudice del Lavoro di Trani), sulla macroscopica vicenda della corresponsione delle ferie non dovute ai dirigenti e su molte altre questioni che, in virtù dell'intervento della Ragioneria generale dello Stato, arriveranno al vaglio della Corte dei Conti. Si trattava di una cultura della gestione delle risorse pubbliche desueta, poco limpida e stonata rispetto al momento storico nel quale avveniva. Ma soprattutto si trattava di qualcosa che si intuiva come la punta di un iceberg e che si sperava i meccanismi di controllo interni al Comune avrebbero dovuto (e voluto) vedere».
«Amaramente devo riscontrare che quando ho sollevato tali questioni, piuttosto che stare al merito delle stesse, si è preferito interpretarle, strumentalmente, come una personale avversione nei confronti del sindaco Maffei o, piuttosto, ricondurle pedissequamente ad uno scontro interno al PD ed alle sue correnti, dinamica supportata da molti all'interno del partito. Diversamente, l'ipotesi che vi fosse qualcuno, tra cui il sottoscritto, che avesse denunciato certe pratiche semplicemente perché aveva a cuore la buona amministrazione ed il buon nome del PD non è stata contemplata. Ma tant'è e tutto ciò oggi serve solo a restituire un quadro più reale di quello che invece alcuni hanno raccontato in ossequio agli equilibrismi correntizi. Si esce infatti dalla retorica secondo la quale vi era una vittima, un agnello sacrificale, il sindaco, e chi contestava era solo e sempre un carnefice e si arriva alla constatazione di una amara realtà: di certe pratiche, di certa gestione dissennata e mala politica, le uniche vittime sono i cittadini».
«Oggi è il sindaco Cascella ad avere in dote questa gravosa eredità e ad avere il compito di ripartire nel segno della trasparenza e della legalità; della luce e della più ampia condivisione con le forze politiche piuttosto che della oscura e ricercata solitudine che spesso hanno contraddistinto il suo predecessore. Alle forze politiche ed in particolare al Partito Democratico, con l'approssimarsi del congresso di circolo, sta il compito, anch'esso gravoso, di essere interlocutori credibili e di stare al merito delle questioni, di lavorare per una buona amministrazione e di non offrire alibi, con inutili e dannosi scontri, a nessuno».
«Uno spaccato desolante ma non sorprendente per chi lo ha denunciato in tempi non sospetti. In diversi momenti, infatti, prima all'interno del PD e poi pubblicamente, ho criticato certe prassi. Ho fatto notare, in sede di pubblica discussione sul bilancio, come in alcuni settori, di più diretto controllo del sindaco, vi fosse una concentrazione ed abuso nella spesa; così come ho sollevato rilievi critici sul ridisegno della pianta organica (poi sanzionata di illegittimità dal Giudice del Lavoro di Trani), sulla macroscopica vicenda della corresponsione delle ferie non dovute ai dirigenti e su molte altre questioni che, in virtù dell'intervento della Ragioneria generale dello Stato, arriveranno al vaglio della Corte dei Conti. Si trattava di una cultura della gestione delle risorse pubbliche desueta, poco limpida e stonata rispetto al momento storico nel quale avveniva. Ma soprattutto si trattava di qualcosa che si intuiva come la punta di un iceberg e che si sperava i meccanismi di controllo interni al Comune avrebbero dovuto (e voluto) vedere».
«Amaramente devo riscontrare che quando ho sollevato tali questioni, piuttosto che stare al merito delle stesse, si è preferito interpretarle, strumentalmente, come una personale avversione nei confronti del sindaco Maffei o, piuttosto, ricondurle pedissequamente ad uno scontro interno al PD ed alle sue correnti, dinamica supportata da molti all'interno del partito. Diversamente, l'ipotesi che vi fosse qualcuno, tra cui il sottoscritto, che avesse denunciato certe pratiche semplicemente perché aveva a cuore la buona amministrazione ed il buon nome del PD non è stata contemplata. Ma tant'è e tutto ciò oggi serve solo a restituire un quadro più reale di quello che invece alcuni hanno raccontato in ossequio agli equilibrismi correntizi. Si esce infatti dalla retorica secondo la quale vi era una vittima, un agnello sacrificale, il sindaco, e chi contestava era solo e sempre un carnefice e si arriva alla constatazione di una amara realtà: di certe pratiche, di certa gestione dissennata e mala politica, le uniche vittime sono i cittadini».
«Oggi è il sindaco Cascella ad avere in dote questa gravosa eredità e ad avere il compito di ripartire nel segno della trasparenza e della legalità; della luce e della più ampia condivisione con le forze politiche piuttosto che della oscura e ricercata solitudine che spesso hanno contraddistinto il suo predecessore. Alle forze politiche ed in particolare al Partito Democratico, con l'approssimarsi del congresso di circolo, sta il compito, anch'esso gravoso, di essere interlocutori credibili e di stare al merito delle questioni, di lavorare per una buona amministrazione e di non offrire alibi, con inutili e dannosi scontri, a nessuno».