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Ambiente, a Barletta «dati che fanno riflettere»

Cascella, ambientalista: «PM 2.5 e l’NO2 (Biossido di Azoto) campionati a Barletta sono pressoché uguali a quelli di Taranto»

Continua a tenere banco la situazione ambientale nel territorio nazionale ma soprattutto provinciale e cittadino. L'ambientalista barlettano Daniele Cascella, intervistato dalla nostra testata, ci illustra un quadro preciso della situazione: «In questi giorni è stata pubblicata da parte di Legambiente la relazione nazionale Mal'Aria 2023 inerente la qualità dell'Aria. Tale relazione viene stilata elaborando i dati rilevati dalle Centraline gestite dall'Arpa».
«Si legge nelle premesse: "Decresce troppo lentamente l'inquinamento atmosferico nelle città italiane mettendo a rischio la salute dei cittadini che cronicamente sono esposti a concentrazioni inquinanti troppo elevate.

È questa la sintesi del rapporto Mal'aria di città 2023 di Legambiente, l'annuale analisi sullo stato dell'inquinamento atmosferico delle città italiane capoluogo di provincia che, a partire dai dati ufficiali delle centraline di monitoraggio installate dalle autorità competenti nei diversi comuni, fornisce un quadro quanto più possibile completo su quello che è stato l'inquinamento atmosferico dell'anno appena concluso, il 2022, per provare a evidenziare criticità, carenze, prospettive e soluzioni per uscire finalmente dalla cronica emergenza smog che affligge le città del nostro Paese"».

Cascella inoltre aggiunge due dati fondamentali sul nostro territorio: «Riguardo alla regione Puglia, Legambiente evidenzia due grandi criticità soprattutto riguardanti la Provincia di Barletta – Andria - Trani.

La prima riguarda la città di Andria che Legambiente pone tra le 10 città italiane più inquinate da Pm10 nel 2022 con una Media annuale del PM10 pari a 34 μg/mc.

Taluni hanno posto il problema di eventuali valori falsati dato che la Centralina Arpa è situata a ridosso di cantieri che generano polveri. Ma sorge subito una domanda sul perché non sia stata spostata? Perché il cittadino non deve mai conoscere la reale qualità dell'aria respirata? Chi deve tutelarlo? Il dubbio sarà risolto solo con il termine dei lavori quando sarà possibile un raffronto con i dati storici? Nel frattempo sul sito web dell'Arpa Puglia non sono più pubblicate le rilevazioni del Pm10 e Pm2.5. Per quale motivo? E sino a quando?».«L'altra situazione problematica riguarda Barletta al secondo posto in Puglia con un PM 10 pari a 28 μg/mc, con una riduzione della concentrazione necessaria pari al -29%. Questo dato è maggiore dei valori del PM10 rilevati a Bari e a Taranto. Fa riflettere che il PM 2.5 e l'NO2 (Biossido di Azoto) campionati a Barletta siano pressoché uguali a quelli di Taranto, città afflitta da notevoli problemi ambientali.

Dati che fanno riflettere e che si uniscono al problema che Barletta in questo momento vive, data la mancanza di funzionamento dall'11 Gennaio 2023 alla giornata di ieri 9 febbraio della Centralina Arpa situata nel Lello Simeone divenuto un cantiere.

Ricordiamo che solo questa Centralina rileva il Benzene e un mese di assenza dei dati preoccupa.

Di chi sono le responsabilità di questi dati assenti? Sono dell'Arpa Puglia? Del Sindaco di Barletta con delega all'Ambiente?

Una soluzione immediata, ad esempio, sarebbe quella di rendere noti giornalmente sul Sito web Arpa i dati rilevati dalla Centralina situata in Via dei Pini invece di pubblicarli una volta sola, annualmente, nel caso in cui la centralina del Lello Simeone dovesse smettere di funzionare» conclude Cascella.
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