Protesta Collettivo Exit
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Alberi, la protesta simbolica del Collettivo Exit sotto Palazzo di Città

«L'abbattimento degli alberi in via Vittorio Veneto è l'ennesimo schiaffo nei confronti del patrimonio arboreo»

"Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce". Con una frase di Lao Tsu il Collettivo Exit di Barletta divulga la propria protesta simbolica nei pressi di Palazzo di Città.

«Un'installazione di guerriglia marketing sotto palazzo di città; l'ulivo simbolo della nostra terra con le sue radici forti ancorate nel suolo e nella natura,ricoperto da un lenzuolo bianco macchiato di sangue a rappresentare tutto il nostro sdegno nei confronti di chi amministra Barletta. L'abbattimento degli alberi in via Vittorio Veneto non è altro che l'ennesimo schiaffo perpetrato nei confronti di quel misero patrimonio arboreo presente sul nostro territorio. Solo uno stolto o chi è in malafede può pensare che non fosse possibile riqualificare l'area salvaguardando gli alberi. Sì è scelta questa strada per contenere i costi perché il profitto viene prima della salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio» scrivono i referenti del gruppo sui propri canali social.

«Barletta conosce solo una cementificazione senza fine, viviamo da anni una grave crisi ambientale dovuta alla presenza di aziende insalubri e a una classe politica priva di qualsiasi pianificazione. Al Sindaco e alla classe politica non frega nulla che i cambiamenti climatici generano in estate ondate di calore insopportabili tali da rendere quasi invivibili le nostre città. Per combattere questo fenomeno ormai inarrestabile è necessario piantare alberi sul nostro territorio, realizzare ampie porzioni di vegetazione che permettono un raffreddamento dell'aria, perché le piante durante la fotosintesi "sudano" rilasciando vapore acqueo. Politicanti senza scrupoli lo chiamano progresso, ma il progresso senza giustizia ambientale è solo follìa distruttiva.

Abbiamo bisogno di alberi, non di colate di grigio cemento. Ora ci aspettiamo che questo ulivo venga piantato, perché una classe politica seria è quella che si prende cura della salute dei cittadini, non li condanna a morte».
  • Collettivo Exit
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