Stefano Sottili
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Calcio

Sottili: «Che emozione quel gol al Foggia!»

I ricordi dell'ex difensore biancorosso, ultimo match winner in un derby casalingo

14 ottobre 1990, stadio "Cosimo Puttilli", ore 15, 6^ giornata del campionato di serie B: scendono in campo il giovane Barletta di mister Salvatore Esposito e la corazzata Foggia, guidata da Zdenek Zeman. Sulla carta è una sfida assolutamente impari, i biancorossi hanno fino a quel momento conquistato 4 punti in 5 partite mentre i satanelli dopo aver vinto le prime 3 gare sono incappati in due ko consecutivi contro Cremonese e Messina ed hanno quindi necessità di tornare a vincere. Lo stadio è gremito, gli spettatori sono 6.000 e i 22 in campo danno vita ad una gara maschia e combattuta, giocata sul filo dell'equilibrio almeno fino al minuto 45, quando il 21enne difensore Stefano Sottili trafigge il povero Franco Mancini mandando in visibilio il popolo biancorosso. Sono passati quasi 25 anni da quel giorno, ma incredibilmente resta quella l'ultima vittoria in casa del Barletta contro la rivale di sempre. Ed allora, in attesa del derby di domenica con l'auspicio di cancellare questa statistica siamo andati a sentire Stefano Sottili, attuale mister della Pistoiese, ultimo match winner biancorosso nei derby giocati al "Puttilli".

Mister, sono passati 25 anni dal quel 14 ottobre 1990 ed è ancora lei l'ultimo biancorosso ad aver deciso un derby in casa, se lo immaginava?
«Chiaramente non me lo sarei mai aspettato, quel gol fa parte di quei ricordi piacevoli della vita che si tengono nel cassetto e che a volte qualcuno tira fuori, come state facendo voi ora, provocandoti davvero un grande piacere».

Ed allora facciamolo questo tuffo nel passato: ricorda il clima in città nella settimana di avvicinamento alla partita?
«Si assolutamente. Noi eravamo una squadra giovanissima che andava a giocare contro una delle grandi favorite alla vittoria finale, il famoso Foggia di Zeman con giocatori come Rambaudi, Baiano e Signori, una squadra fortissima che di conseguenza faceva aumentare ancor di più l'aspettativa per il derby. Si respirava nell'aria la voglia della città e della tifoseria di fare qualcosa di importante e tutti cercavano di farci sentire quello che loro provavano per quella gara. Avevamo quindi la percezione del fatto che fosse davvero una partita speciale e che vincerla sarebbe stato un regalo grandissimo per il popolo biancorosso».

Che tipo di partita fu?
«Fu una partita di grande agonismo, qualitativamente non eccelsa. Ricordo che al Foggia mancava Beppe Signori ma questo non gli tolse granchè, dato che avevano una rosa eccezionale. Ricordo poi questa grande cornice di pubblico, un pubblico straordinario che ci accompagnò fino al fischio finale di Nicchi e ci permise di tenere il vantaggio a denti stretti».

Ci descrive il suo gol?
«Lo ricordo benissimo. Riuscì a rubar palla nella nostra metà campo, la scaricai ad Elio Signorelli e poi mi inserì senza palla tra le linee rossonere. La linea del Foggia era alta e aggressiva, Signorelli mi restituì la sfera con i tempi giusti e mi si spalancò il mondo, tagliai fuori la loro linea di difesa, alzai la testa vidi che il povero Franco Mancini era fuori area, calciai immediatamente e venne fuori questo tiro fuori dalla sua portata e pian piano il pallone si infilò in rete. Di quello che accadde dopo ricordo solo la corsa sotto la curva e l'abbraccio dei compagni. Ancora mi chiamano da Barletta per ricordare quel gol».

Ricorda la festa nel post partita?
«C'era tanto entusiasmo nello spogliatoio ed in città nel post-partita. Nonostante si fosse soltanto alla 6^ giornata o però non fu chiaramente una vittoria come le altre. Aver vinto il derby è pur sempre una soddisfazione speciale che resta nella storia».

Purtroppo però gli almanacchi ci dicono che quella stagione segnò l'addio del Barletta alla serie B, cosa successe di negativo in quell'annata?
«Successero tante cose che messe insieme ci portarono all'epilogo negativo della retrocessione. Se pensi però che 5 ragazzi di quella squadra tra cui il sottoscritto (nel 1991-1992 in forza all'Atalanta, ndr) nella stagione successiva salirono in A, capirai che avevamo valori importanti che però specialmente nella seconda parte del campionato non riuscimmo ad esprimere».

Il gol nel derby non fu per lei l'unica soddisfazione. In quella stagione arrivò infatti la convocazione della nazionale Under 21 e ad oggi, lei è ancora l'unico biancorosso ad aver vestito la maglia azzurra ad un livello così alto.
«Sì sono consapevole anche di questo. La scorsa settimana parlando di Lega Pro in una nota emittente nazionale e me lo ricordarono. Spero chiaramente di perdere questo record a vantaggio di qualcun altro che possa dar lustro alla maglia biancorossa ma è un ricordo positivo dato che non era assolutamente facile in quegli anni essere convocati giocando in B, ed è facile intuirlo pensando che quell'Under 21 guidata da Cesare Maldini vinse poi il titolo europeo. Devo dire però che sono rimasto molto legato a quel gruppo ed ogni tanto mi sento con Corini, Buso e Peruzzi».

In conclusione, vuole rivolgere un saluto al pubblico biancorosso?
«Certo che si. Son tornato a Barletta qualche anno fa da allenatore della Carrarese, ed ho ricevuto un' accoglienza positiva. Inoltre posso dirvi che mi sento con degli amici che mi hanno accolto alla grande regalandomi momenti importanti per la mia vita, a Barletta ho lasciato tanti ricordi e situazioni piacevoli che non potrò mai dimenticare».

Stadio "Puttilli", 14 ottobre 1990
BARLETTA-FOGGIA 1-0

Barletta: Misefori; Tarantino, Gabrieli, Sottili, Rocchigiani; Strappa, Gallaccio (72' Farris), Carrara, Signorelli; Chierico, Pistella (85' Caverzan). A disp. Di Gennaro, Lanotte V., Antonaccio. All. Esposito
Foggia: Mancini; List, Bucaro, Padalino, Codispoti; Picasso (46' Porro), Barone, Manicone; Rambaudi, Baiano, Casale (46' Ardizzone). A disp. De Felice, Napoli, Caruso. All. Zeman
Arbitro: Marcello Nicchi della sezione di Arezzo
Marcatori: 45' Sottili (B)
Note: espulso: Chierico (B) al 79'; spettatori: 6000 circa.
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