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Calcio

Lecce-Carpi, quando il tifo si trasforma in follia

L’episodio del “Via del Mare” scredita il mondo del calcio

Il calcio, si sa, è fatto di passione, di sacrifici, di gioie ma anche di dolori. Tutto, però, dovrebbe rimanere nell'ambito dello sport, nell'ambito del lecito. Ma ancora una volta le leggi del vivere comune sono state abbondantemente travalicate al termine di una partita di calcio. L'episodio in questione riguarda purtroppo la Puglia, sorpresa protagonista di questa brutta pagina di calcio violento. Al "Via del Mare" di Lecce ieri erano 12.000 gli spettatori assiepati sugli spalti in attesa di vedere i salentini tornare in serie B dopo un anno di "purgatorio" in Prima Divisione. Il campo ha emesso un altro verdetto: l'organizzazione e la quadratura tattica del Carpi di mister Brini hanno fatto la differenza, e Kabine ha spalancato le porte della cadetteria ai biancorossi.

Al termine della partita, quando ormai l'evento sportivo era stato consumato, il tifo leccese, stanco delle continue prestazioni incolore dei propri beniamini – che nel corso della stagione hanno prima mancato il primo posto a vantaggio del Trapani e poi consegnato la B al Carpi – ha trasformato la delusione in rabbia e frustrazione. Una contestazione che poteva essere civile e costruttiva ha sfiorato attimi di guerriglia. Veri e propri istanti di terrore si sono susseguiti all'interno del rettangolo di gioco: un centinaio di tifosi hanno aperto un varco, dirigendosi verso gli spogliatoi con fare minaccioso, distruggendo tutto quello che capitava a tiro: cartelloni pubblicitari, idranti, panchine, vetri. Vere e proprie scene di guerriglia urbana sono state riprese dalle telecamere Rai e trasmesse in diretta nazionale. A farne le spese in campo sono stati soprattutto alcuni malcapitati steward, contro cui si è abbattuta "l'ira funesta" dei tifosi leccesi. Una reazione incontrollata da parte dei supporters salentini, che fuori dal campo si sono esibiti in una sassaiola contro le Forze dell'Ordine. Uno spettacolo davvero indecoroso per una piazza importante del calcio come Lecce. La contestazione al termine di una partita è legittima da parte dei tifosi, ma sfociare nella violenza gratuita lede l'immagine dell'intera città e del movimento calcistico in generale.

Quanto accaduto in quel di Lecce fa tornare alla mente gli episodi di Roma-Lazio e di Atalanta-Juventus, senza dimenticare quanto "ammirato" a Genoa in occasione del match contro il Siena due anni orsono. A Barletta in tanti ricorderanno gli spiacevoli episodi di Barletta-Pomigliano 0-1 (stagione sportiva 2007-2008) e di Barletta-Taranto, brutte pagine che fortunatamente non hanno più avuto seguito. Purtroppo il tema della violenza negli stadi ritorna sotto i riflettori, palesandosi come un boomerang impazzito che nessuno riesce a fermare. Le immagini di Lecce scorrono impietose, lasciano sbigottiti tutti gli amanti del gioco del calcio. Un gioco che troppo spesso si trasforma in violenza, sia all'interno che all'esterno degli impianti sportivi. Vedremo ora quale posizione assumerà il sodalizio salentino in merito a quanto accaduto ieri, in attesa delle decisioni di una Giustizia Sportiva che dovrebbe utilizzare mezzi più forti per scongiurare tali episodi.
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